Ferrovie dello Stato: ecco perché si è dimesso l’ad Mazzoncini

In una lunga lettera di congedo ai dipendenti, l’ex numero uno di Fs spiega le ragioni del suo passo indietro: colpa dello spoil system applicato dal governo

Ferrovie dello Stato: ecco perché si è dimesso l'ad Mazzoncini

Dimissioni in casa Ferrovie dello Stato. L’amministratore delegato, Renato Mazzoncini ha lasciato l’incarico e ha scritto una lunga lettera ai dipendenti.

Nominato nel dicembre 2015, Mazzoncini rivendica i successi ottenuti da Fs negli ultimi due anni e mezzo e spiega le ragioni del passo indietro: lo spoil system applicato dal governo.

Proprio ieri, il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, aveva chiesto l’azzeramento di tutto il Consiglio di amministrazione di Fs.

Le dimissioni

Da più parti, nelle scorse settimane, si auspicava un passo indietro di Mazzoncini, in seguito all’inchiesta che lo ha visto coinvolto in Umbria e in seguito alla quale è stato rinviato a giudizio l’11 giugno scorso dal Gup di Perugia con l’accusa di truffa.

Le dimissioni sono arrivate oggi, a poche ore dall’annuncio del ministro Toninelli, che, su Facebook prima e alla stampa, dopo aveva comunicato di aver firmato la decadenza dell’intero Consiglio di amministrazione di Fs.

Il Cda di Ferrovie si era invece espresso a favore della permanenza di Mazzoncini come ad del gruppo, votando contro la decadenza.

“Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini che non abbia un risvolto etico. Ora la barra si sposta sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e qualità dei loro spostamenti”

ha scritto il ministro, chiedendo anche ufficialmente la convocazione urgente dell’assemblea dei soci da tenersi entro il 31 luglio prossimo proprio per rinnovare il Cda di Fs.

La crescita di Fs

Mazzoncini ha dunque presentato le sue dimissioni e ha deciso di congedarsi dall’incarico scrivendo una lunga lettera ai dipendenti, nella quale spiega di lasciare “a seguito della decisione del nuovo governo di applicare lo spoil system ”.

Nella missiva rivendica la crescita di Fs e i successi ottenuti in questi due anni e mezzo di lavoro. Mazzoncini lascia un’azienda che oggi

“vale il 2% del pil del Paese e occupa 81.000 persone dirette e 240.000 con l’indotto. E soprattutto tra il 2014 e il 2018 il numero di passeggeri sui treni è cresciuto del 25%, vero obiettivo del nostro lavoro”.

Ma Fs, spiega ancora Mazzoncini, oggi può guadare al settore dei trasporti a livello internazionale con l’orgoglio di essere “il primo operatore in Italia e in Grecia, il secondo in Germania, il terzo in Olanda”, presente anche nel Regno Unito, in Francia e i Svizzera, e di aver guidato l’associazione mondiale delle ferrovie.
Insomma il gruppo è “diventato un grande player europeo capace di crescere in Europa” meglio e più degli altri.

Gli investimenti

Nella lettera di congedo ai dipendenti di Fs, Mazzoncini rivendica anche l’attenzione che l’azienda ha riservato al trasporto ferroviario regionale con

“il mega investimento di 5 miliardi di euro di nuovi treni che sono in costruzione nelle fabbriche italiane di Hitachi e Alstom e arriveranno sui binari dalla prossima primavera portando la loro anzianità media da 24 a 9 anni in linea con i migliori benchmark. Anche in attesa di questi nuovi investimenti è cresciuta la customer satisfaction dei treni regionali di 5 punti percentuali”.

Un passaggio è dedicato anche a Busitaliapassata dal 2012 a oggi da 100 a 600 milioni di ricavi diventando il benchmark del mercato”, alla nascita di Mercitalia, che ha “posto le basi per il rilancio del trasporto merci su ferro secondo gli obiettivi di COP 21” e alla crescita dell’ingegneria in Italferr, senza trascurare “il mondo digitale con il lancio della piattaforma Nugo ”.

Un bilancio positivo, dunque, per l’ex numero uno di Fs, che infine sottolinea:

“Tutto ciò è stato possibile grazie ad un grande board, che ha tra l’altro rafforzato tutti i presidi di governance per assicurare trasparenza e integrità alla gestione aziendale, un grande team di manager impegnati e preparati e alla grandissima famiglia dei ferrovieri, autentico patrimonio del Paese che ringrazio di cuore per il quotidiano impegno e per la straordinaria accoglienza che mi hanno riservato. Ora mi riposo un po’, buona estate e in bocca al lupo a tutti”.

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