Trenitalia corre in campo continentale e dopo aver ribattezzato il collegamento Frecciarossa come “la metropolitana d’Italia” sogna ora il progetto della “metropolitana d’Europa”. Stefano Donnarumma, ad di Ferrovie dello Stato, ha varato dall’entrata in carica nel 2024 il secondo momento dell’espansione del gruppo di Piazza Croce Rossa.
Dopo anni in cui Ferrovie dello Stato ha incamerato partecipazioni in compagnie estere dal Regno Unito alla Grecia, passando per Germania, Spagna e Olanda, nei servizi di trasporto passeggeri e merci, ora il salto di qualità atteso è puntare su Trenitalia per espandere la proiezione della società nei servizi ad alta velocità di interconnessione e portare definitivamente a standard continentale il modello tricolore.
Quest’ultimo prevede, a livello nazionale, la concorrenza tra un provider a guida pubblica (Trenitalia) e un attore privato (Italo) in cui, nel trasporto su lunga distanza, è però il primo a offrire una serie di soluzioni scalabili verso l’alto, di rango più pregiato e con maggior potenziale valore aggiunto rispetto al tradizionale mass market.
Forte dell’esperienza accumulata, ora Trenitalia vuole usare il suo gioiello, il Frecciarossa ETR 1000 prodotto da Bombardier, Alstom e AnsaldoBreda, come vettore di sfondamento per entrare in altri mercati come l’equivalente “privato” dei monopolisti locali. Un esempio? Il Financial Times ha dato conto di come Donnarumma abbia dato mandato a Trenitalia di investire 1 miliardo di euro per creare un’alternativa al collegamento Londra-Parigi gestita da Eurostar schierando in forze proprio i “Frecciamille” come ariete di sfondamento.
Il portale Travel Around the World sottolinea che “Trenitalia ha pianificato ampie espansioni in altri importanti centri urbani europei. Entro dicembre 2028, l’azienda prevedeva di gestire fino a dieci tratte ad alta velocità, collegando città come Napoli, Roma, Milano, Monaco e Berlino”, in un contesto in cui “si prevede che tali collegamenti creeranno una rete di trasporto fluida e integrata in tutta Europa, riducendo la dipendenza dal trasporto aereo e rafforzando al contempo i legami economici e culturali tra i principali hub europei”.
Per Trenitalia conquistare e aggredire nuove quote di mercato impone una visione d’insieme, estremamente “europeista” che cavalca la spinta della Commissione Europea a rompere le barriere ferroviarie e gli accessi interni al mercato comune entro il 2040, velocizzando i collegamenti ad alta velocità dentro il blocco.
C’entrano la geoeconomia delle infrastrutture e grandi strategie di prospettiva: l’Europa sta costruendo attivamente i suoi corridoi transeuropei di trasporto TEN-T e tanto nel quadro della corsa ad abbattere le barriere interne quanto sulla scia del rinnovato programma di spese in difesa e sicurezza implicante anche lo stimolo alla “mobilità militare” il programma di espansione ferroviario è centrale. Sarà un’epoca di investimenti a pioggia in infrastrutture: “Le stime indicano che il completamento della rete TEN-T ad alta velocità pianificata entro il 2040 costerà circa 345 miliardi di euro, mentre una rete più ambiziosa che operi a velocità molto elevate (ben oltre i 250 km/h) potrebbe costare fino a 546 miliardi di euro entro il 2050”, nota EuNews.
Trenitalia vede in questo trend un’occasione di rafforzamento e vuole inserirsi in scia contando, peraltro, sulla prospettiva che il prossimo decennio possa garantire una nuova “primavera” infrastrutturale all’Italia. Il completamento del collegamento Torino-Lione sdoganerebbe il corridoio Mediterraneo dell’Ue, mentre il Tunnel del Brennero aprirebbe un’arteria fondamentale nel corridoio Ten-T Scandinavia-Mediterraneo potenzialmente espandibile da Capo Nord alla Sicilia se ad esso si aggiungesse il Ponte sullo Stretto di Messina.
Per la compagnia di mobilità di Donnarumma, controllata dallo Stato, la fase è di euforia, e sta portando anche proficue collaborazioni come quella con Deutsche Bahn in Germania e Austria. La scommessa su un’agenda paneuropea impone però una profonda riflessione: l’espansione commerciale di Trenitalia seguirà quella logistica e finanziaria di FS se a questi progetti sarà dato seguito e se il gruppo saprà occupare con i suoi vettori le linee di trasporto in via di costruzione. Se l’Europa vorrà davvero costruire la sua “metropolitana”, Trenitalia avrà giocato indubbiamente d’anticipo. Ma egoismi nazionali, barriere di mercato e vincoli di bilancio saranno un problema da analizzare nei prossimi anni per capire la prospettiva di un progetto “europeista” di matrice italiana con pochi paragoni nel mercato infrastrutturale e dei trasporti comunitario.