Trasporto pubblico, l’Italia è al top per insoddisfazione

Alberto De Pasquale

15/11/2025

Tra le città europee con la maggior frustrazione per il trasporto pubblico urbano, le prime tre sono italiane. Ecco quali sono.

Trasporto pubblico, l’Italia è al top per insoddisfazione

Tra ritardi, corse cancellate e mezzi sovraffollati, usare ogni giorno il trasporto pubblico può diventare un’impresa. Soprattutto se non è possibile farne a meno, per lavoro o studio.

Ecco allora che cresce l’insoddisfazione tra gli utenti, alle prese con un servizio spesso non all’altezza delle aspettative (e del costo di biglietti e abbonamenti). Come se non bastasse, pesa anche l’arretratezza dei mezzi: la flotta circolante italiana di autobus ha una delle età medie più alte d’Europa.

E tra le città europee con la maggior frustrazione per il trasporto pubblico urbano, le prime tre sono italiane.

Cosa dicono i dati

L’indicazione arriva dalla Commissione europea nel suo Report on the quality of life in European cities, un’indagine su un campione di 70 città per analizzare le percezioni dei cittadini su vari ambiti, tra cui trasporti, salute e istruzione. Secondo l’ultimo aggiornamento (del 2023), Roma risulta la città con gli utenti del trasporto pubblico più scontenti d’Europa. Nella Capitale è infatti il 38,1% degli utilizzatori a definirsi “per nulla soddisfatto” del servizio, superando di pochissimo Palermo, dove gli insoddisfatti sono il 38%. In terza posizione, sempre nella graduatoria dell’infelicità dei trasporti pubblici, c’è Napoli, con il 35,7%. Le cose vanno meglio a Verona, dove gli utenti davvero scontenti sono il 12%, a Torino (11,6%) e a Bologna (8,5%).

Osservata speciale è proprio Roma e non solo per l’attuale primato di insoddisfazione. Spesso il trasporto pubblico della Capitale è finito al centro delle cronache per i numerosi casi di autobus andati a fuoco (se ne sono contati circa 250 soltanto tra 2016 e 2021). L’ultimo caso pochi giorni fa, il 30 ottobre, nel quartiere Torpignattara, dove un mezzo Atac è stato avvolto dalle fiamme (che si sarebbero sprigionate da un monopattino elettrico trasportato a bordo).

La rilevazione europea sulla soddisfazione dei cittadini viene aggiornata ogni tre o quattro anni e tornando indietro, risalendo la serie storica, risulta che l’insoddisfazione per i trasporti romani è relativamente recente. Nel 2009, infatti, mentre a Palermo la quota di utenti per niente soddisfatti dal trasporto pubblico era simile a quella più recente, a Roma era appena il 19,9% degli utilizzatori a lamentarsi davvero del servizio: oltre 18 punti percentuali in meno rispetto ai livelli del 2023.

Una flotta sempre più vecchia

Secondo i dati più recenti dell’Acea (l’associazione dei costruttori europei di auto), in Italia gli autobus sono in circolazione in media da 13,8 anni e quindi da più tempo rispetto alla media dell’Unione Europea, pari a circa 12,2 anni. Inoltre, in Italia il 61% dei mezzi è in strada da più di dieci anni, in sostanza il doppio rispetto alla Francia, dove ad avere un decennio alle spalle è solo il 33% dei bus, o alla Germania, appena il 29%.

Il discorso dell’arretratezza della flotta, oltre che per gli autobus, vale anche per i treni regionali, nonostante i passi avanti fatti di recente. Secondo l’ultimo rapporto Pendolaria di Legambiente, l’età media dei treni circolanti nel 2023 è scesa a 14,8 anni, rispetto ai 15,8 del 2022. Ma comunque oltre il 44% dei treni regionali in Italia è in servizio da più di quindici anni: in particolare in Molise, dove l’età media è di 22,7 anni, Umbria (22,3), Calabria (20,1) e Campania (19,6).