Le città più maleducate d’Italia, la classifica aggiornata (e i comportamenti peggiori)

Emanuele Di Baldo

11 Settembre 2026 - 17:55

Qual è la città più maleducata d’Italia? Lo studio Preply su 1.558 residenti in 19 città: ecco classifica completa, punteggi, comportamenti più diffusi e (anche) città più educate

Le città più maleducate d’Italia, la classifica aggiornata (e i comportamenti peggiori)

Quali sono le città più maleducate d’Italia? La domanda sembra una provocazione da bar, eppure esiste una ricerca che prova a rispondere con dei numeri. E i numeri, come spesso accade, ribaltano parecchi luoghi comuni.

Lo studio è firmato da Preply, piattaforma di insegnamento linguistico online, che ha intervistato 1.558 residenti di 19 tra le maggiori città italiane chiedendo loro quanto spesso osservino, nel proprio contesto urbano, dodici comportamenti considerati maleducati. Dalle risposte è stato ricavato un punteggio medio di maleducazione su una scala da 1 a 10, dove dieci rappresenta il massimo della scortesia percepita.

Il risultato più netto riguarda il vertice della classifica: la città più maleducata d’Italia sarebbe Venezia, con Catania e Parma appaiate a pochissimi centesimi di distanza. Tutte e tre superano la media nazionale, ferma a 6,10. Sorprende soprattutto chi resta fuori dal podio: Napoli e Palermo, città a cui lo stereotipo attribuisce da sempre modi sbrigativi, si collocano al di sotto della media, mentre Milano precede Roma.

Va detto subito che si tratta di un sondaggio di percezione, non di una misurazione oggettiva dei comportamenti: i dati raccontano come i residenti giudicano la propria città, non quante volte qualcuno abbia effettivamente saltato la fila.

La classifica delle città più maleducate d’Italia

Queste le dieci città con il punteggio di maleducazione più alto secondo lo studio Preply.

Posizione Città Punteggio (su 10)
1 Venezia 6,55
2 Catania 6,52
3 Parma 6,51
4 Milano 6,33
5 Brescia 6,30
6 Roma 6,26
7 Genova 6,25
8 Trieste 6,23
9 Torino 6,07
10 Taranto 6,03

Il primato di Venezia si spiega in buona parte con la pressione turistica. Il centro storico occupa appena 7,6 chilometri quadrati e conta meno di 60.000 residenti, ma accoglie ogni anno circa 13 milioni di visitatori, pari a una media di 35.000 presenze giornaliere. Non stupisce che i comportamenti più penalizzanti per il capoluogo veneto siano proprio quelli legati alla densità: saltare la fila e non rispettare lo spazio altrui ottengono qui punteggi ben superiori alla media nazionale.

Resta però una domanda aperta, che lo studio stesso solleva: la colpa è davvero solo dei turisti?

Le città più educate d’Italia: c’è qualche sorpresa?

All’estremo opposto della scala si collocano soprattutto centri di medie dimensioni del Centro-Nord, con indicatori di qualità della vita tradizionalmente elevati.

Posizione Città Punteggio (su 10)
1 Padova 5,18
2 Firenze 5,60
3 Modena 5,66
4 Verona 5,66
5 Bologna 5,87
6 Messina 5,89
7 Napoli 5,90
8 Bari 5,94
9 Palermo 6,02
10 Taranto 6,03

Padova è la città più educata d’Italia con un distacco considerevole: 1,37 punti la separano da Venezia, con cui condivide la regione. Un dato curioso, considerando che le due città distano meno di quaranta chilometri.

I comportamenti maleducati più diffusi

Il comportamento segnalato con maggiore frequenza in tutto il Paese è passare molto tempo al cellulare in pubblico, seguito dal non lasciar passare nel traffico e dal non rallentare alla guida in prossimità dei pedoni. Diverse abitudini in cima all’elenco sono direttamente collegate alla diffusione degli smartphone, mentre altre appartengono al galateo tradizionale.

La tabella seguente indica, per ciascun comportamento, la città in cui risulta più diffuso.

Comportamento Città con il punteggio più alto
Passare molto tempo al cellulare in pubblico Trieste
Non lasciar passare nel traffico Trieste
Non rallentare alla guida in presenza di pedoni Catania
Fare confusione in pubblico Catania
Non prendere in considerazione gli estranei Parma
Guardare video in pubblico Genova
Parlare con il vivavoce in pubblico Venezia
Linguaggio del corpo di chiusura Brescia
Non rispettare lo spazio altrui Catania
Essere maleducati con il personale di servizio Venezia
Non lasciare la mancia Parma
Saltare la coda Venezia

Trieste è l’unica città a guidare due categorie, entrambe legate alla vita quotidiana: schermo e traffico. Catania e Venezia raccolgono invece tre primati ciascuna.

Residenti o forestieri: chi è più maleducato?

Agli intervistati è stato chiesto anche se ritenessero più scortesi i nati e cresciuti in città oppure chi arriva da fuori. La risposta prevalente è una sostanziale parità.

Risposta Quota intervistati
Residenti e forestieri si equivalgono 47,05%
Più maleducati gli autoctoni 26,38%
Più maleducati i forestieri 17,91%
Non so 8,66%

Le città in cui i residenti sono percepiti come più maleducati dei forestieri sono Bari, Roma, Taranto, Catania e Palermo. Quelle in cui avviene il contrario sono Milano, Firenze, Parma e Modena: nei primi due casi si tratta di poli che attraggono grandi flussi di turisti, studenti e lavoratori, negli altri due di centri di media dimensione con campus universitari di costruzione relativamente recente e un forte senso di appartenenza locale.

La mancia e le città più generose

Un capitolo a parte riguarda la mancia, misurata chiedendo agli intervistati con quali affermazioni si identificassero e quale importo ritenessero congruo lasciare. Da qui è stata calcolata la mancia media per città.

Messina risulta la città più generosa d’Italia, davanti a Brescia e Palermo. All’ultimo posto si colloca Parma, che non a caso guida anche la classifica del comportamento non lasciare la mancia.

Come è stato realizzato lo studio

La rilevazione è stata condotta da Censuswide per conto di Preply dal 2 al 7 novembre 2022, su un campione di 1.558 italiani residenti da almeno 12 mesi nelle 19 città considerate. Il 49,3% dei partecipanti si identifica come uomo, il 50,7% come donna.

A ogni intervistato è stato chiesto con quale frequenza osservasse i dodici comportamenti selezionati; le risposte sono state mediate per ottenere il punteggio di maleducazione di ciascuna città e costruire la graduatoria finale. Trattandosi di un campione di circa 1.500 persone su scala nazionale, la numerosità per singola città è contenuta: i risultati vanno letti come indicazione di tendenza, non come fotografia statisticamente rappresentativa di ogni contesto urbano.

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