Multa sull’autobus per chi è senza biglietto, importi e come fare ricorso

Money.it Guide

16 Dicembre 2025 - 17:01

Hai preso una multa perché non avevi il biglietto sull’autobus? Ecco cosa puoi fare per procedere con il ricorso e cosa rischi se non paghi

Multa sull’autobus per chi è senza biglietto, importi e come fare ricorso

Può capitare, in una “giornata no”, di salire sull’autobus di corsa senza aver avuto il tempo o la possibilità di acquistare un biglietto. Proprio in quel momento arriva un controllore che chiede di mostrarlo e, non potendolo esibire, viene elevata una sanzione amministrativa.

D’altra parte è noto che chi utilizza un mezzo di trasporto pubblico senza essere munito di un idoneo titolo di viaggio rischia una multa. In Italia, negli ultimi anni, i controlli sono stati intensificati anche per contrastare il diffuso fenomeno dei cosiddetti portoghesi, ovvero coloro che usufruiscono di autobus e metropolitane senza pagare il biglietto.

Per legge, in mancanza dell’esibizione del titolo di viaggio, il personale addetto ai controlli può elevare una sanzione. L’importo varia in base alla Regione, al Comune e al regolamento della compagnia di trasporto. Se si è in torto perché il biglietto non è stato acquistato, o non si è in grado di dimostrare valide ragioni, va considerato che la normativa consente spesso di pagare una sanzione ridotta entro termini prestabiliti.

Se invece ritieni che la multa ricevuta sull’autobus sia ingiusta, è utile capire quali sono i tuoi diritti, come contestarla correttamente e quali conseguenze possono derivare dal mancato pagamento.

Chi può elevare una multa sull’autobus? I compiti del controllore

L’infrazione viene normalmente accertata dal controllore o dal personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio. Tale figura è qualificata, nella generalità dei casi, come incaricato di pubblico servizio e, in alcune specifiche funzioni previste dalla legge o dai regolamenti, può assumere anche la qualifica di pubblico ufficiale.

Durante l’attività di controllo, il personale può chiedere al passeggero di esibire il titolo di viaggio e, in presenza di irregolarità accertate, procedere alla contestazione della violazione. È inoltre legittimato a richiedere le generalità del viaggiatore e a segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine qualora l’identificazione non sia possibile.

La richiesta delle generalità è lecita; tuttavia, l’esibizione obbligatoria dei documenti di identità può essere imposta solo dagli agenti di pubblica sicurezza, come chiarito anche dall’articolo 651 del Codice penale.

Fornire generalità false o rifiutarsi di indicarle, quando richieste legittimamente, può integrare un reato ai sensi degli articoli 651 e 495 c.p.

Il controllore può inoltre ritirare i titoli di viaggio falsi, alterati o contraffatti e richiedere l’intervento della forza pubblica. Può anche disporre l’allontanamento dal mezzo di chi arrechi disturbo o comprometta la sicurezza del servizio.

È importante chiarire che il controllore non può coattivamente impedire a un passeggero, munito o meno di biglietto, di scendere dal mezzo pubblico. Un trattenimento forzato potrebbe configurare il reato di violenza privata.

In questi casi, la procedura corretta è l’intervento delle forze dell’ordine per l’identificazione e la contestazione di eventuali illeciti.

Multa sull’autobus: quando può essere elevata?

In linea generale, è soggetto a sanzione chiunque non rispetti le disposizioni previste dalle leggi, dai regolamenti regionali e dalle condizioni di trasporto stabilite dall’azienda che gestisce il servizio.

La multa può essere elevata, ad esempio, quando il passeggero non è in grado di esibire un valido titolo di viaggio, utilizza un biglietto manifestamente alterato o contraffatto, oppure tiene comportamenti che arrecano danno, pericolo o disturbo agli altri utenti o al mezzo di trasporto.

Rientrano tra questi anche gli atti di vandalismo, l’uso improprio dei dispositivi di emergenza o il mancato rispetto delle norme di sicurezza durante il viaggio.

Gli importi delle sanzioni: i limiti di legge

La disciplina generale è contenuta nell’articolo 48 del Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, che stabilisce come l’importo della sanzione sia definito dalla legge regionale.

In mancanza di una disciplina specifica, la multa è pari a sessanta volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro.

Lo stesso articolo chiarisce che gli utenti del trasporto pubblico locale e regionale sono tenuti a munirsi di un titolo di viaggio valido, a convalidarlo secondo le modalità previste dal gestore e a conservarlo per tutta la durata del viaggio, esibendolo su richiesta degli addetti al controllo.

La sanzione, tuttavia, può essere annullata se il viaggiatore dimostra successivamente, con adeguata documentazione presso gli uffici dell’azienda, di essere in possesso al momento del controllo di un abbonamento nominativo valido.

Termini, notifica e condizioni del verbale: quando è possibile non pagare la multa?

In alcune situazioni contestare la multa è relativamente semplice. È il caso, ad esempio, di chi abbia dimenticato a casa l’abbonamento personale: sarà sufficiente presentarlo agli uffici amministrativi dell’azienda entro i termini indicati.

Negli altri casi, la contestazione deve avvenire secondo le regole generali. Quando possibile, l’accertamento dell’infrazione deve essere immediato e il verbale consegnato direttamente al trasgressore. Se ciò non avviene, la multa può essere notificata successivamente.

La notifica differita deve rispettare termini precisi: 90 giorni dall’accertamento per i residenti in Italia e 360 giorni per i residenti all’estero, come previsto dalla legge n. 689/1981.

Ricevuto il verbale, il viaggiatore può scegliere se pagare la sanzione (spesso in misura ridotta) oppure avviare una contestazione.

Come contestare la multa sull’autobus? Ecco come fare ricorso

Se ritieni di essere nel giusto, puoi presentare un reclamo scritto alla ditta di trasporti, secondo le modalità indicate nel verbale, generalmente entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica (60 giorni per i residenti all’estero). Si tratta di una fase amministrativa interna, distinta dal vero e proprio ricorso giurisdizionale.

Nel reclamo è opportuno esporre in modo chiaro tutte le ragioni della contestazione e allegare eventuali prove o testimonianze. L’azienda, entro i termini previsti dai regolamenti locali, potrà archiviare il verbale oppure emettere un’ordinanza-ingiunzione di pagamento.

Contro quest’ultima è possibile proporre ricorso al Giudice di Pace del luogo dell’infrazione, tenendo conto che tale procedura comporta costi e tempi non trascurabili.

Multa biglietto autobus non pagata: cosa succede?

In assenza di pagamento o di opposizione, l’importo dovuto può essere avviato alla riscossione coattiva. Le modalità variano in base al sistema adottato dall’ente o dall’azienda di trasporto: in alcuni casi si procede tramite ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910, in altri mediante iscrizione a ruolo e intervento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

L’ordinanza-ingiunzione deve essere notificata entro 5 anni dalla violazione; decorso tale termine senza atti interruttivi, il credito si prescrive. In mancanza di opposizione, l’atto diventa definitivo e può sfociare in procedure esecutive come il pignoramento o altre misure di recupero forzoso.

In conclusione, prima di decidere se contestare una multa sull’autobus è opportuno valutare con realismo l’importo della sanzione, le probabilità di successo e i costi del ricorso. Quando si è chiaramente in torto, spesso la scelta più conveniente resta pagare tempestivamente, beneficiando delle riduzioni previste dai regolamenti delle aziende di trasporto.

Argomenti

# multa

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.