Eurozona: “ripresa incerta, irregolare, incompleta”. Lo scenario Lagarde

Per Christine Lagarde è ancora troppo incerta la ripresa dalla crisi da coronavirus. La presidente della BCE ha messo in chiaro lo scenario per l’Eurozona.

Eurozona: “ripresa incerta, irregolare, incompleta”. Lo scenario Lagarde

Christine Lagarde è tornata protagonista della scena economica dell’Eurozona, alimentando interessi sulle previsioni di ripresa per l’area della moneta unica.

La presidente della BCE è intervenuta all’Assemblea parlamentare franco-tedesca, in una cornice più che mai simbolica per l’UE attuale, alle prese con il cammino verso una difficile unità in nome della lotta alla crisi.

Lì dove Francia e Germania hanno, quindi, deciso di unire le loro forze simbolicamente per un cammino di prosperità - il Parlamento congiunto, appunto - la Lagarde ha parlato delle sfide per il Continente.

Le previsioni sulla crisi economica non sono ancora del tutto ottimistiche. La governatrice della banca centrale ha spiegato perché.

Allarme Lagarde sulla ripresa: troppe le incertezze

L’Eurozona non può dirsi ancora su una strada davvero tranquilla verso la ripresa. Pesano, e in modo forte, le tante incertezze sull’evoluzione della pandemia.

Proprio nel giorno in cui l’allarme è suonato in modo preoccupante nel Vecchio Continente, con un’impennata di casi in Francia e prospettive buie in altri Paesi, la presidente BCE ha voluto mettere in guardia.

La contrazione economica causata dal coronavirus resta senza precedenti e, nonostante i segnali più ottimistici su un rimbalzo nel terzo trimestre, la Lagarde ha specificato che:

“la forza della ripresa rimane molto incerta, così come irregolare e incompleta. Continua ad essere fortemente dipendente dalla futura evoluzione della pandemia e dal successo delle politiche di contenimento.”

Un quadro che deve spingere ancora di più i protagonisti della moneta unica a lavorare insieme, per annientare del tutto lo shock economico profondo. L’Europa, secondo la Lagarde, ha adesso opportunità imperdibili:

“Dobbiamo ora portare avanti questo slancio positivo. È tempo che l’Europa vada oltre la priorità iniziale di contenere l’impatto immediato della crisi e dia forma a una visione comune per il suo futuro.”

Questa la ricetta a lungo termine della Lagarde:

“Se rafforziamo l’Unione economica e monetaria e approfondiamo il mercato unico, non andremo a vantaggio di tutti gli europei solo migliorando il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo. Aumentiamo anche la nostra autonomia e garantiamo che l’Europa sia protetta meglio nel mondo di domani”

La presidente della BCE ha colto l’occasione anche per ribadire i passi importanti fatti dalla politica monetaria della banca centrale. In uno scenario così complesso, le decisioni intraprese sono state tutte di grande impatto.

La ricetta della BCE

Nel giorno in cui si susseguono indiscrezioni sulla volontà di rivedere lo strumento degli acquisti dei titoli di Stato, la numero uno della BCE ha difeso la sua linea di politica monetaria.

In primis, proprio il PEPP: “per stabilizzare i mercati finanziari...e riparare il danno economico e le conseguenti pressioni al ribasso sull’inflazione provocate dalla pandemia”.

Uno strumento, come ribadito, temporaneo ed eccezionale, al quale si è affiancato l’allentamento delle condizioni per le banche che richiedono liquidità nell’ambito delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine. “Le banche possono ora contrarre prestiti dalla BCE a tassi di interesse che possono raggiungere il -1%, a condizione che prestino all’economia reale.”

I risultati di tale mix si sono visti, tuttavia la Lagarde ha insistito sulla necessità di fare valutazioni attente, proprio perché inficiate dall’incertezza dominante, per esempio sul tasso di cambio.

E poi, l’enfasi è stata rivolta anche al Recovery Fund, che dovrà dare la giusta spinta ai singoli Stati nei loro piani nazionali.

Anche per la Lagarde, infine, ambiente e digitalizzazione, come già illustrato dalla Commissione UE, dovranno essere nell’agenda economica futura dell’Unione Europea.

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