Elezioni 2018, pensioni: il programma elettorale del Partito Democratico

Elezioni 2018: il programma elettorale del Partito Democratico in merito alle pensioni: si riparte dalla stabilizzazione dell’Ape Social e Volontaria.

Elezioni 2018, pensioni: il programma elettorale del Partito Democratico

Grande attenzione alle pensioni anche da parte del Partito Democratico, che a Bologna ha presentato ufficialmente quello che sarà il suo programma elettorale in merito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Stabilizzazione dell’Ape Sociale e di quella Volontaria, ripristino di Opzione Donna e creazione della pensione di garanzia per i giovani, questi sono i principali punti contenuti nel programma del PD in materia previdenziale.

Pensioni: il programma elettorale del PD

Con un paio di settimane di ritardo rispetto agli avversari politici, anche il Partito Democratico ha presentato il proprio programma elettorale con il quale cercherà di ottenere di nuovo la fiducia dei cittadini il prossimo 4 marzo.

Vista la grande attualità della tematica, è molto interessante vedere quali sono i punti che sono stati inseriti nel documento programmatico del PD riguardo le pensioni, campo che è stato l’autentico terreno di battaglia in questo inizio di campagna elettorale.

Tra le novità torna in auge la proposta di istituire una pensione di garanzia per i giovani: si tratterebbe di un assegno futuro, da elargire quando si raggiunge l’età per la pensione di anzianità, dal valore di almeno 750 euro a patto che siano stati versati almeno 20 anni di contributi.

Per il resto l’obiettivo del Partito Democratico è quello di riprendere il percorso intrapreso con la legge di bilancio 2016, andando a completare quella cosiddetta “Fase 2” che non è stata attuata nell’ultima Finanziaria a causa dei pochi fondi a disposizione.

Si punta quindi nel programma elettorale alla stabilizzazione dell’Ape Sociale, Volontaria e Aziendale, misure queste che al momento sono partite in via sperimentale e che verrebbero estese anche ai lavoratori autonomi.

Infine nel documento del partito di Matteo Renzi c’è spazio anche per il ritorno di Opzione Donna: l’anticipo pensionistico riservato alle lavoratrici non è stato prorogato nell’ultima legge di Bilancio, con il PD che quindi punta a trovare i fondi necessari per il futuro.

La Fornero rimane

Come prevedibile nel programma del Partito Democratico non è presente la cancellazione della riforma Fornero. L’attuale legge che regola le pensioni verrebbe nelle intenzioni soltanto migliorata.

Fondamentale per riuscire in questo scopo è riprendere il discorso intrapreso con i sindacati: si dovrà quindi cercare di ricucire lo strappo che si è creato con la Cgil durante l’ultimo tavolo di trattativa.

In particolare si dovrebbe materializzare quella commissione pensata per ampliare ulteriormente la platea dei lavoratori gravosi, con le categorie che da questo 2018 sono già passate da 11 a 15.

Il punto più delicato però rimane sempre quello dell’aumento dell’età pensionabile che scatterà dal 1 gennaio 2019: sempre in accordo con i sindacati, si cercherà di trovare una intesa in merito al meccanismo di innalzamento stilato dalla riforma Fornero (due mesi in più di lavoro ogni due anni).

In generale, il programma elettorale del PD in materia previdenziale è incentrato sul miglioramento della legge Fornero, la cui rigidità verrebbe in qualche modo aggirata rendendo strutturali le varie forme di prepensionamento e di agevolazione già al momento presenti.

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