Aumenta la busta paga dal 2027, tutte le novità in legge di Bilancio

Flavia Provenzani

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Dal taglio dell’Irpef al 33% fino a 55.000 euro al premio da 2.500 euro per gli under 30, dalla proroga del 5% sui rinnovi contrattuali ai mesi di congedo pagati all’80%. Ecco cosa cambia in busta paga con la legge di Bilancio 2027, misura per misura e con gli esempi in euro.

Aumenta la busta paga dal 2027, tutte le novità in legge di Bilancio

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Tra le promesse dei mesi scorsi e il testo approvato dal governo, gli aumenti in busta paga hanno preso una strada meno diretta di quella che molti lavoratori speravano, perché non arrivano dal datore di lavoro ma da quello che lo Stato rinuncia a trattenere.

La legge di Bilancio 2027, approvata mercoledì 28 ottobre dal Consiglio dei ministri, vale circa 26 miliardi di euro e non tocca i minimi contrattuali, che restano materia di contratti e rinnovi. Interviene però su quanto il dipendente si vede trattenere, con un nuovo taglio dell’Irpef per il ceto medio, la proroga delle agevolazioni sui rinnovi contrattuali e un premio fiscale riservato ai lavoratori più giovani.

Il testo del disegno di legge non è ancora disponibile, misure descritte in questo articolo sono quelle illustrate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri nella conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri e alcuni dettagli, a partire dai requisiti, li conosceremo solo dalle norme. Per ogni misura indichiamo che cosa è stato annunciato, che cosa resta da chiarire e quanto può valere in base al calcolo del netto della busta paga.

Le novità in busta paga con la manovra 2027, in sintesi

MisuraCosa cambia dal 2027Chi ne beneficiaEsempio di vantaggio
Irpef al 33% fino a 55.000 euro Lo scaglione al 33% si allunga di 5.000 euro Redditi oltre 50.000 euro Fino a 500 euro l’anno
5% sugli aumenti dei rinnovi Prorogato, soglia e finestra da definire Dipendenti privati, oggi fino a 33.000 euro 254 euro su 1.000 euro di aumento con reddito di 30.000
Premio under 30 2.500 euro tassati all’1% Lavoratori con meno di 30 anni, requisiti da definire 2.475 euro netti di imposta, 206,25 euro al mese, contributi da chiarire
Premi di produttività Confermata l’imposta all’1%, durata da verificare sul testo Dipendenti privati con premio di risultato Da 999 a 1.453 euro su un premio di 5.000
Fringe benefit Soglia invariata a 1.000 o 2.000 euro Dipendenti, 2.000 con figli a carico 660 euro con aliquota al 33%
15% su notturni e festivi Proroga non annunciata Dipendenti privati fino a 40.000 euro Circa 245 euro in meno senza proroga
Bonus mamme Confermato, importo 2027 non indicato Madri con almeno due figli fino a 40.000 euro 720 euro l’anno nel 2026
Congedi parentali all’80% Un mese in più, cinque con il secondo figlio, sei dal terzo Genitori lavoratori dipendenti 1.000 euro lordi per mese su 2.000 di retribuzione
Tredicesima detassata Non presente Nessuno Nessuno

Taglio Irpef, busta paga più alta dal 2027 ma non per tutti

Oggi l’aliquota Irpef del 33% si applica ai redditi tra 28.000 e 50.000 euro, dopo il taglio dal 35% deciso con la legge di Bilancio 2026, e oltre quella soglia scatta il 43%. Con la nuova manovra il secondo scaglione si allunga fino a 55.000 euro, e i 5.000 euro di reddito compresi tra 50.000 e 55.000 pagheranno dieci punti in meno.

Il beneficio massimo è di 500 euro l’anno, poco meno di 42 euro al mese su dodici mensilità, e lo ottiene chi ha almeno 55.000 euro di reddito imponibile, cioè una retribuzione lorda di poco superiore ai 60.500 euro per un dipendente privato. Sotto i 50.000 euro non cambia nulla. In conferenza stampa il governo ha spiegato che fermarsi a 55.000 euro costa 1,2 miliardi, mentre arrivare a 60.000 ne sarebbe costati 2,7.

Reddito imponibileRisparmio annuoRisparmio mensile (12 mensilità)
50.000 euro 0 euro 0 euro
51.000 euro 100 euro 8,33 euro
52.000 euro 200 euro 16,67 euro
53.000 euro 300 euro 25 euro
54.000 euro 400 euro 33,33 euro
55.000 euro e oltre 500 euro 41,67 euro

Elaborazione e calcoli di Money.it

Meloni ha inserito il taglio nel percorso avviato a inizio legislatura. Su un reddito di 55.000 euro l’Irpef lorda era di 16.550 euro nel 2022 e scenderà a 15.350 euro nel 2027, con un risparmio complessivo di 1.200 euro l’anno, circa 100 euro al mese, di cui 500 arrivano da questa manovra. Il calcolo è al lordo delle detrazioni per lavoro dipendente, che a questo livello di reddito sono comunque azzerate, e delle addizionali regionali e comunali.

Aumenti in busta paga con i rinnovi contrattuali, prorogata la tassazione al 5%

Chi riceve un aumento grazie al rinnovo del contratto collettivo potrà continuare a pagarci sopra un’imposta del 5% invece dell’Irpef. Il governo ha deciso di prorogare l’imposta sostitutiva introdotta dalla legge di Bilancio 2026, che secondo Meloni ha accompagnato il rinnovo dei contratti di oltre 4.250.000 lavoratori, circa mezzo milione in più delle stime iniziali.

Oggi l’agevolazione spetta ai dipendenti del settore privato con un reddito da lavoro non superiore a 33.000 euro, sugli incrementi derivanti da rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026, e sostituisce Irpef e addizionali. In conferenza stampa non sono stati indicati la nuova soglia di reddito né la finestra dei rinnovi ammessi, due elementi decisivi per capire chi ne beneficerà nel 2027.

Il vantaggio cresce con l’aliquota marginale poiché un dipendente con 30.000 euro di reddito che riceve 1.000 euro lordi di aumento l’anno, circa 908 euro dopo i contributi, pagherebbe con l’aliquota del 33% circa 300 euro di imposta, che scendono a circa 45 con il 5%, per un risparmio di 254 euro più le addizionali locali. Sotto i 28.000 euro, dove l’aliquota ordinaria è del 23%, lo stesso aumento fa risparmiare circa 163 euro.

Premio da 2.500 euro per gli under 30, tassato all’1%

La manovra introduce un premio per i lavoratori con meno di 30 anni da 2.500 euro, tassato con un’imposta dell’1%, che si potrà ricevere in dodici mensilità oppure in un’unica soluzione. Meloni lo ha presentato come una risposta alla fuga dei giovani all’estero, con l’obiettivo che chi inizia a lavorare in Italia senta che il Paese vuole spronarlo.

Sui 2.500 euro l’imposta sarebbe di 25 euro. Ripartito su dodici mesi, il premio vale 208,33 euro lordi al mese, 206,25 euro al netto dell’imposta. Se la stessa somma fosse tassata con l’Irpef ordinaria, un giovane nel primo scaglione pagherebbe 575 euro e uno nel secondo 825.

Molto resta però da chiarire, poiché la conferenza stampa né le agenzie hanno indicato chi eroga il premio, se il datore di lavoro o lo Stato, né con quali requisiti di reddito e di contratto. Non è chiaro nemmeno se sulla somma si pagheranno i contributi previdenziali, che ridurrebbero il netto rispetto ai calcoli qui sopra. Per tutti questi aspetti bisognerà aspettare il testo del disegno di legge, ed è da lì che si capirà quanti giovani potranno davvero beneficiarne.

Premi di produttività e fringe benefit, cosa resta?

Tra le misure confermate, Meloni ha citato la tassazione all’1% dei premi di produttività, che oggi si applica fino a 5.000 euro l’anno. Fino a quando varrà lo dirà il testo. La premier l’ha inserita tra le agevolazioni che sarebbero scadute a fine anno, mentre la legge in vigore la prevede già anche per i premi pagati nel 2027. È comunque la misura in cui il risparmio può diventare più consistente. Su un premio di 5.000 euro lordi, che dopo i contributi diventa un imponibile di circa 4.540 euro, la tassazione ordinaria al 23% costerebbe circa 1.044 euro e quella al 33% circa 1.498, mentre con l’1% se ne pagano circa 45. Il vantaggio va quindi da circa 999 a circa 1.453 euro l’anno.

Restano invariati i fringe benefit, i beni e servizi che l’azienda riconosce al dipendente oltre allo stipendio. La soglia esentasse resta a 1.000 euro e sale a 2.000 per chi ha figli a carico, ed è già prevista anche per il 2027. Con un’aliquota marginale del 33%, un fringe benefit di 2.000 euro esentasse vale 660 euro di Irpef risparmiata.

Notturni, festivi e turni, la proroga non è stata annunciata

Nel 2026 le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni sono tassate con un’imposta del 15%, fino a 1.500 euro l’anno, per i dipendenti privati con un reddito fino a 40.000 euro. L’agevolazione scade il 31 dicembre. Prima del Consiglio dei ministri il rinnovo era indicato tra le misure allo studio, anche con l’estensione al salario accessorio del pubblico impiego, ma la misura non è stata citata in conferenza stampa. Per sapere se c’è bisognerà attendere il testo.

Senza proroga, su 1.500 euro di maggiorazioni, circa 1.362 euro imponibili dopo i contributi, un lavoratore con aliquota marginale al 33% pagherebbe circa 450 euro di imposta invece di circa 204, con una perdita di circa 245 euro l’anno.

Madri lavoratrici e congedi parentali, più mesi pagati all’80%

Viene confermato il bonus mamme, che nel 2026 vale 60 euro al mese, fino a 720 euro l’anno, per le lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro. L’importo per il 2027 non è stato indicato.

La novità che pesa di più sulle buste paga dei genitori riguarda i congedi parentali. Oggi sono pagati all’80% della retribuzione tre mesi complessivi, da usare entro i sei anni del bambino, mentre i mesi successivi sono indennizzati al 30%. La manovra aggiunge per tutti un quarto mese all’80%, che sale a cinque mesi per il secondo figlio e a sei dal terzo. Per i lavoratori autonomi che non usufruiscono dei congedi parentali arriva un voucher fino a 500 euro, per un massimo di tre mesi.

Per chi avrebbe comunque usato quei mesi con l’indennità al 30%, il guadagno si misura sulla differenza tra le due percentuali. Con una retribuzione di 2.000 euro lordi al mese, ogni mese che passa da un’indennità all’altra vale 1.000 euro lordi in più. Per un primo figlio il guadagno è quindi di 1.000 euro, per il secondo arriva a 2.000 e dal terzo a 3.000. Il conto è indicativo, perché l’indennità si calcola sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente il congedo.

Sul fronte delle imprese, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato che la maggiorazione del costo del lavoro deducibile, il meccanismo del «più assumi meno paghi» oggi al 120%, sale al 140% per chi assume giovani e al 180% per chi assume lavoratrici madri (si tratta di un incentivo per il datore di lavoro e non tocca direttamente la busta paga dei lavoratori).

Medici del pronto soccorso e forze dell’ordine

Una parte dei 3,4 miliardi in più destinati al Fondo sanitario nazionale, che nel 2027 salirà a 146,3 miliardi, sarà vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso. Importi e decorrenza non sono stati comunicati. Il vicepremier Matteo Salvini ha citato anche provvedimenti per stipendi, pensioni e mezzi delle forze dell’ordine, senza fornire cifre.

Sparisce l’ipotesi della tredicesima detassata

Fino alla vigilia del Consiglio dei ministri si parlava di un’imposta agevolata al 10% o al 15% sulla tredicesima dei redditi più bassi. A una domanda diretta in conferenza stampa, Meloni ha risposto che la misura al momento non è presente nella legge di Bilancio. Senza un intervento, la tredicesima resterà tassata con le aliquote ordinarie, salvo modifiche durante l’esame in Parlamento.

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