Via libera del Consiglio dei ministri alla Legge di Bilancio 2027 da 23,5 miliardi. Il testo PDF non è ancora disponibile, ecco le misure in 10 punti.
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Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, mercoledì 28 ottobre, il primo testo della Legge di Bilancio 2027, l’ultima manovra della legislatura prima delle elezioni politiche. La seduta è cominciata alle 15.20 e la manovra vale 23,5 miliardi di euro e si regge sulla clausola di salvaguardia nazionale per difesa ed energia da 14,4 miliardi. Il testo in PDF non è ancora stato diffuso e diverse misure di cui si discute da settimane restano da definire nei dettagli oppure sono rinviate a provvedimenti successivi.
La premier Giorgia Meloni ha parlato di una manovra con «l’obiettivo di fare quadrare i conti e mantenere gli impegni presi», mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito che il governo porterà a casa «quello che è possibile, non l’impossibile», perché le richieste arrivate da partiti, categorie ed enti locali superano di molto le risorse disponibili.
Questa guida raccoglie le misure in dieci punti. Per ciascuna mette a confronto quello che prevede oggi la legge, quello che emerge dopo il via libera del Consiglio dei ministri e quello che resta in sospeso. Aggiorneremo la pagina con il testo in PDF e con il numero degli articoli appena il disegno di legge sarà disponibile.
Il testo della Legge di Bilancio 2027
Il testo della manovra 2027 non è ancora disponibile. Di solito la prima versione a circolare è la bozza entrata in Consiglio dei ministri, nelle ore successive alla seduta. Il testo ufficiale arriva invece qualche giorno dopo, quando la Ragioneria generale dello Stato ha verificato le coperture con la cosiddetta bollinatura e il disegno di legge viene trasmesso alle Camere.
Tra le due versioni possono esserci differenze anche sensibili, nel contenuto delle norme come nella numerazione degli articoli. Pubblicheremo qui il PDF appena sarà disponibile, indicando di quale versione si tratta.
Quanto vale la manovra 2027 e chi la paga
Il perimetro è quello fissato a ottobre dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e dal Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles. La clausola di salvaguardia nazionale permette di usare circa 14,4 miliardi nel biennio 2027-2028 per l’energia e altrettanti per la difesa. Per tutto il resto, dal fisco alle pensioni, non c’è deficit aggiuntivo, e ogni misura va pagata con tagli di spesa o nuove entrate. Secondo il Dpfp l’indebitamento netto salirà al 3,4% del Pil nel 2027, per effetto della sola spesa aggiuntiva per energia e difesa, mentre senza di essa si fermerebbe al 2,8%.
Sul fronte delle entrate, la copertura principale è un contributo del settore finanziario da circa 5 miliardi, a cui si aggiungono risparmi dei ministeri, economie sul Pnrr e un contributo da giochi e tabacchi, forse con un aumento delle accise sulle sigarette. Il vicepremier Antonio Tajani ha assicurato che i contributi arriveranno «non soltanto da banche e assicurazioni» ma anche da altri settori, senza mettere a rischio la solidità del sistema, e che resteranno escluse le banche di prossimità e le fondazioni bancarie che sostengono il terzo settore. Le banche, dal canto loro, si oppongono a nuovi esborsi dopo l’accordo triennale da 10 miliardi raggiunto l’anno scorso con il governo.
Le misure in Legge di Bilancio 2027, cosa emerge dopo il Cdm
| Misura | Cosa emerge dopo il Cdm | Senza intervento dal 2027 |
|---|---|---|
| Irpef al 33% fino a 55.000 euro | Non ancora confermata, Tajani e Osnato la danno per probabile | Resta il 43% oltre 50.000 euro |
| Tredicesima agevolata | In arrivo per i redditi bassi, aliquota al 15% o al 10% e tetto ancora da fissare | Aliquote ordinarie |
| 5% sugli aumenti contrattuali | Il governo pensa alla conferma | Aliquote ordinarie |
| 15% su notturni e festivi | Il governo pensa alla conferma, anche per il salario accessorio pubblico | Aliquote ordinarie |
| Misure per i giovani | Misura fiscale per gli under 30, flat tax al 5% per i neoassunti under 35, no tax area più ampia per gli under 25 | Nessuna nuova agevolazione |
| Forfettario fino a 100.000 euro | «Tendenzialmente sì» per Giorgetti, serve il via libera Ue | Resta 85.000 euro |
| Bonus ristrutturazioni ed ecobonus | Legati alla trattativa Ue sulla clausola, ecobonus fino al 65% | 36% prima casa, 30% altri immobili |
| Cedolare secca sui negozi | 21% fino a 300 mq, 10% nei centri metropolitani | Nessuna cedolare sui nuovi contratti |
| Bollo auto famiglie numerose | Esenzione per veicoli da 6 a 9 posti fino a 133 kW con almeno quattro figli | Esenzione 2027 solo fino a 80 kW |
| Flessibilità in uscita | Fondo da poco meno di 1 miliardo, regole con un provvedimento a gennaio | Uscita a 64 anni solo per i contributivi puri |
| Rivalutazione delle pensioni | Possibile revisione per gli assegni medio alti | Meccanismo a scaglioni |
| Madri lavoratrici | Decontribuzione estesa a chi ha almeno due figli | Nuovo regime con altri requisiti |
| Nuovi nati | Libretto previdenziale e versamento statale di 100 euro l’anno fino ai 18 anni | Nessun fondo |
| Assunzioni nelle imprese | Maxi-deduzione al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri | Maxi-deduzione al 130% |
1) Irpef, il taglio al 33% fino a 55.000 euro
La misura fiscale più attesa riguarda il secondo scaglione Irpef. Oggi l’aliquota del 33%, scesa dal 35% con la legge di Bilancio 2026, si applica ai redditi tra 28.000 e 50.000 euro, e oltre quella soglia scatta il 43%. La proposta iniziale del viceministro Maurizio Leo e di Forza Italia, cioè estendere il 33% fino a 60.000 euro, costava tra 2,5 e 2,7 miliardi, e nelle ultime settimane l’ipotesi si è ristretta ai redditi fino a 55.000 euro.
Dopo il Consiglio dei ministri, la misura non risulta ancora confermata in via ufficiale. Nei giorni scorsi fonti della maggioranza l’avevano data per sfumata, ma oggi Tajani si è detto «ottimista» e il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato l’ha definita «abbastanza consolidata», con l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro. Se il testo la confermasse, il beneficio riguarderebbe solo la parte di reddito tra 50.000 e 55.000 euro, che pagherebbe dieci punti in meno.
| Reddito imponibile | Risparmio annuo |
|---|---|
| 50.000 euro | 0 euro |
| 52.000 euro | 200 euro |
| 55.000 euro e oltre | 500 euro |
L’altra ipotesi in discussione, la riduzione della prima aliquota dal 23% al 22% avanzata da Osnato, non compare nelle prime ricostruzioni della bozza.
2) Busta paga tra aumenti contrattuali, turni e giovani
L’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali, introdotta dalla legge di Bilancio 2026, vale solo per gli incrementi pagati nel 2026 ai dipendenti privati con un reddito da lavoro 2025 non superiore a 33.000 euro, per rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026. Nella stessa situazione si trova la tassazione al 15% di notturni, festivi e indennità di turno, che vale fino a 1.500 euro l’anno per i dipendenti privati con un reddito 2025 entro i 40.000 euro. Secondo le prime ricostruzioni, il governo pensa di confermare entrambe le agevolazioni ed estendere il 15% anche al salario accessorio del pubblico impiego, finora escluso. Restano da conoscere soglie di reddito e finestra dei rinnovi ammessi.
Per i giovani arriva un pacchetto fiscale, i cui contorni sono però ancora in parte da definire. Giorgetti ha confermato che «ci sarà una misura fiscale» per gli under 30, mentre la flat tax al 5% riguarderebbe i neoassunti under 35, con un tetto di reddito ancora in valutazione. Tra le novità ci sarebbe anche un’estensione della no tax area per gli under 25. Non richiedono interventi, invece, i premi di produttività, perché l’imposta sostitutiva all’1% su un massimo di 5.000 euro è già prevista per i premi pagati nel 2026 e nel 2027.
3) Meno tasse sulla tredicesima
La tredicesima è oggi tassata con le normali aliquote Irpef. Secondo le prime ricostruzioni, la manovra porterebbe una detassazione per i redditi bassi, ma restano ancora da fissare sia il tetto di reddito sia l’aliquota, che potrebbe essere del 15% o del 10%. La versione più contenuta discussa nelle scorse settimane, proposta da Osnato, prevedeva un’imposta sostitutiva del 15% per i redditi fino a 15.000 euro, con un costo di circa 500 milioni.
4) Partite Iva, la flat tax fino a 100.000 euro
Alla domanda se la manovra alzerà la soglia del regime forfettario, oggi fissata a 85.000 euro di ricavi, Giorgetti ha risposto «tendenzialmente sì». La Lega chiede di portarla a 100.000 euro, ma la soglia attuale è legata al limite per l’esenzione Iva previsto dalla direttiva europea, e per superarla serve il via libera di Bruxelles.
Resta da decidere anche la sorte del limite di reddito da lavoro dipendente o da pensione compatibile con il forfettario, oggi fissato a 35.000 euro. Senza una proroga, dal 2027 tornerà al limite ordinario di 30.000 euro.
5) Casa tra bonus ristrutturazioni, ecobonus ed elettrodomestici
Oggi la detrazione per le ristrutturazioni è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, con un tetto di spesa di 96.000 euro. Senza una proroga, dal 2027 le aliquote scenderanno al 36% e al 30%, e su 20.000 euro di lavori nella prima casa la detrazione passerebbe da 10.000 a 7.200 euro. Secondo le prime ricostruzioni, il destino dei bonus edilizi resta legato alla trattativa con l’Unione europea sulla clausola per l’energia, che potrebbe finanziare anche un ritorno dell’ecobonus fino al 65%.
Si va invece verso la proroga anche per il 2027 del bonus elettrodomestici. Per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus, infine, si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un’imposta sostitutiva.
6) Affitti, cedolare secca sui negozi e sulle locazioni lunghe
Nel testo dovrebbe entrare la cedolare secca sugli affitti dei negozi, oggi limitata ai contratti stipulati nel 2019 per locali C/1 fino a 600 metri quadrati. La nuova versione si applicherebbe alle superfici fino a 300 metri quadrati con un’aliquota del 21%, ridotta al 10% nei centri metropolitani. Tra le possibili novità c’è anche una cedolare secca al 5% sugli affitti lunghi, una proposta avanzata nelle scorse settimane da Noi Moderati.
Le prime ricostruzioni non dicono nulla, invece, sulla riduzione dell’Iva dal 10% al 5% sugli affitti dei giovani, che il ministero dell’Economia aveva messo allo studio per i contratti stipulati con imprese di costruzione, fondi immobiliari e società di gestione.
7) Bollo auto, l’esenzione si allarga alle famiglie numerose
Il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026, ancora in attesa di conversione, esenta dal bollo i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027 per un solo veicolo regolarmente assicurato per persona fisica. Per le auto l’esenzione riguarda quelle a benzina o gasolio, anche ibride, con potenza fino a 80 kW, che si verifica alla voce P.2 della carta di circolazione. Chi non ha un’auto agevolabile può usarla per una moto o un ciclomotore a benzina, e se una persona ha più veicoli l’esenzione va a quello meno potente. Il bollo 2026 va comunque pagato e gli arretrati restano dovuti.
La manovra dovrebbe estendere l’esenzione ai veicoli delle famiglie numerose. I nuclei con almeno quattro figli potrebbero beneficiarne per auto da sei a nove posti con potenza fino a 133 kW, una misura che avrebbe già superato il vaglio della Ragioneria. Resta aperto il nodo delle coperture per rendere l’esenzione strutturale, perché per estenderla ai tre anni successivi servirebbero circa 5 miliardi in più.
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8) Pensioni, un fondo per la flessibilità e la rivalutazione
Dal 1° gennaio 2027, come stabilito dalla circolare INPS n. 28/2026, i requisiti aumentano di un mese per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita. La pensione di vecchiaia passa a 67 anni e 1 mese e quella anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Nel 2028 l’incremento complessivo arriverà a tre mesi, mentre i lavoratori impegnati in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti sono esclusi dall’adeguamento.
Sulla flessibilità in uscita, secondo quanto si apprende da diverse fonti, la maggioranza ha trovato un compromesso. La manovra stanzierebbe un fondo da poco meno di un miliardo per il 2027, ma le regole per usarlo arriverebbero solo con un provvedimento successivo, a gennaio. La Lega continua a spingere per l’uscita a 64 anni anche per chi ha contributi prima del 1996, con il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.
Per tutti i pensionati scatterà la rivalutazione automatica all’inflazione, stimata intorno al 2,9%. Per trovare risorse, però, il governo potrebbe rivedere la perequazione degli assegni medio alti, passando dall’attuale meccanismo a scaglioni a quello per fasce, più penalizzante. Le prime ricostruzioni non danno indicazioni su Ape sociale, che senza proroga non sarà più accessibile dal 2027, né sull’incremento straordinario dell’1,3% delle pensioni minime, che porta l’assegno da 611,85 a 619,80 euro al mese e vale solo fino al 2026.
9) Famiglie, lavoratrici madri e nuovi nati
Per il capitolo famiglie e spesa sociale sono disponibili fino a 5 miliardi. Sul tavolo ci sono il rafforzamento dei congedi parentali, un libretto previdenziale per i nuovi nati e un fondo che dal 2027 prevede il versamento da parte dello Stato di 100 euro l’anno per ogni neonato, fino al compimento dei 18 anni. È una cifra molto più bassa dei 1.000 euro l’anno proposti a settembre dal presidente dell’Inps Gabriele Fava.
Per le madri lavoratrici, oggi le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli hanno un esonero contributivo totale fino a 3.000 euro l’anno, che scade il 31 dicembre 2026. Secondo quanto si apprende, il governo vorrebbe estendere la decontribuzione anche a chi ha almeno due figli. Le prime ricostruzioni non dicono nulla invece sul bonus mamme, che nel 2026 vale 60 euro al mese per le lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro.
Forza Italia propone infine una card per le spese sanitarie degli over 75, da 300 a 400 o 500 euro, legata a una soglia Isee oppure sostituita da un sistema di rimborsi in cashback, che potrebbe essere estesa alle famiglie numerose. Noi Moderati chiede di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente.
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10) Imprese, più sgravi per chi assume
Per le imprese si punta a rafforzare le maxi-deduzioni per le assunzioni, che salirebbero dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri. Le prime ricostruzioni non danno indicazioni sulla proroga dell’iperammortamento, il meccanismo che ha sostituito il credito d’imposta Transizione 5.0, né sul voucher per l’intelligenza artificiale destinato alle piccole e medie imprese, misure entrambe allo studio nelle scorse settimane. Sono già finanziati per il 2027, invece, il credito d’imposta per la Zes unica, con 1 miliardo, e la Nuova Sabatini, con 450 milioni aggiuntivi.
Cosa aumenta dal 2027?
Non tutte le novità del 2027 dipendono dalla nuova manovra. La legge di Bilancio 2026 ha già fissato un aumento progressivo delle accise sui tabacchi, con l’accisa specifica sulle sigarette che sale da 32 a 35,50 euro per mille pezzi nel 2027 e a 38,50 euro nel 2028. Secondo la relazione tecnica l’effetto medio è di circa 25 centesimi in più a pacchetto nel 2027, anche se i nuovi prezzi scatteranno solo con la pubblicazione dei listini da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e varieranno da marca a marca. Tra le coperture della nuova manovra potrebbe esserci un ulteriore aumento delle accise sulle sigarette.
Le prossime tappe, dal Parlamento al voto finale
Dopo la bollinatura il disegno di legge sarà trasmesso alle Camere, dove inizierà l’esame in commissione Bilancio con le audizioni e poi la fase degli emendamenti. Il calendario si incrocia con due passaggi europei, l’Ecofin del 9 novembre, che esaminerà la raccomandazione sulla clausola chiesta dall’Italia, e il parere della Commissione sulla manovra, atteso per il 24 novembre. Il voto finale va chiuso entro il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio e far entrare in vigore le misure dal 1° gennaio 2027.
Attenzione
Le misure descritte in questa guida si basano sulle informazioni disponibili alle 16.35 del 28 ottobre 2026, dopo il via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge di Bilancio 2027. Il testo non è ancora stato pubblicato e diverse misure sono riportate in forma ancora provvisoria. Nessuna è definitiva finché la legge non sarà approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
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