Bonus mamme lavoratrici 2026, importo e quando arriva

Simone Micocci

17 Giugno 2026 - 18:00

Confermato anche per il 2026 il bonus mamme lavoratrici, ma l’importo è più alto. Ecco quando arriva e per chi.

Bonus mamme lavoratrici 2026, importo e quando arriva

Un nuovo bonus è in arrivo quest’anno e la buona notizia è che l’importo riconosciuto dall’Inps sarà più alto rispetto al 2025. Ci riferiamo al bonus mamme lavoratrici che, per completezza, dovrebbe includere anche un’ulteriore specifica: “con almeno due figli”.

È questa, infatti, la prerogativa per accedere al bonus mamme lavoratrici, oltre poi a un’altra serie di requisiti, come ad esempio quello relativo al reddito che non deve superare una certa soglia.

La misura non è una novità: per la prima volta si è iniziato a parlare di bonus mamme lavoratrici nel 2024, quando tuttavia le modalità di pagamento erano molto differenti rispetto a quelle attuali. All’epoca, infatti, si trattava di uno sgravio contributivo totale, che abbatteva la quota di contributi dovuti dalla lavoratrice, pari - ricordiamo - al 9,19% della retribuzione annua lorda, fino a un massimo di 3.000 euro l’anno.

Solo nel 2025 si è passati alla forma attuale, con un vero e proprio bonus economico non più pagato mensilmente in busta paga, ma tramite accredito diretto su conto corrente. Un bonus che lo scorso anno, in questa modalità, è arrivato a un totale di 870 mila lavoratrici. Ecco perché l’attenzione è tutta rivolta alla nuova edizione del 2026 che, come anticipato, prevede un importo più alto.

Ecco quindi una guida aggiornata che, di fatto, arriva con largo anticipo: va detto, infatti, che i tempi per il pagamento del bonus non sono ancora maturi, in quanto dovrebbe arrivare a fine anno, come già accaduto lo scorso anno.

Cos’è il bonus mamme lavoratrici 2026

Come anticipato, quest’anno è possibile parlare di un vero e proprio bonus. Il pagamento, infatti, avviene direttamente sul conto corrente della lavoratrice interessata, che non deve far altro che presentare domanda all’Inps (di seguito spiegheremo come).

Si tratta di un contributo in denaro non più dipendente dalla quota di contributi versati dalla lavoratrice, ma solo dai mesi lavorati nel corso dell’anno. L’importo viene infatti calcolato in relazione ai mesi di impiego in cui risultano soddisfatti i requisiti per il bonus, con pagamento poi in un’unica soluzione alla fine dell’anno di riferimento.

Chi ne ha diritto

A questo punto non ci resta che analizzare i requisiti. Partiamo dallo specificare che chi ancora gode del vecchio bonus mamme, riconosciuto nel triennio 2024-2026 in busta paga sotto forma di sgravio contributivo fino a un massimo di 3.000 euro annui, è escluso dalla possibilità di beneficiare di quest’altro bonus. Pur trattandosi di modalità differenti di riconoscimento, infatti, la misura fa riferimento allo stesso fondo di finanziamento.

Fatta eccezione per queste lavoratrici, possono accedere al bonus mamme coloro che rispettano le seguenti condizioni:

  • sono lavoratrici madri dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, o in alternativa lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali;
  • hanno almeno due figli;
  • in caso di due figli, almeno uno deve avere meno di 10 anni;
  • in caso di tre o più figli, almeno uno deve avere meno di 18 anni;
  • hanno un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.

Per quanto riguarda il limite reddituale, è importante chiarire che non si fa riferimento all’Isee, né tantomeno al reddito familiare complessivo. La soglia dei 40.000 euro riguarda esclusivamente il reddito da lavoro della madre, dipendente o autonomo, rilevante ai fini fiscali.

Non si considerano, quindi, eventuali redditi dell’altro genitore, così come non rilevano proventi diversi da quelli da lavoro, come ad esempio affitti, rendite finanziarie, pensioni o redditi immobiliari. Allo stesso modo, non importa chi percepisce l’Assegno unico o chi beneficia delle detrazioni per figli a carico: il bonus mamme è una misura autonoma e individuale, riconosciuta alla lavoratrice sulla base del suo reddito personale e del numero di figli.

Quanto spetta

Questa è la novità più importante del 2026. Lo scorso anno, infatti, spettavano 40 euro per ogni mese in cui risultavano soddisfatti i requisiti, per un importo complessivo massimo di 480 euro. Importo che, è bene ricordarlo, era netto.

Con la legge di Bilancio 2026 l’importo viene invece portato a 60 euro al mese: di fatto, possono spettare al massimo 720 euro netti, pagati in un’unica soluzione, con ogni lavoratrice che ne matura una quota per ciascun mese di lavoro in cui risultano rispettate le condizioni previste.

Quando arriva?

Concludiamo con la domanda che interessa la maggior parte delle lavoratrici: quando arriva il bonus mamme? Le tempistiche dovrebbero essere le stesse dello scorso anno. Una volta pubblicato il decreto attuativo, l’Inps predisporrà la procedura per il pagamento, previa domanda da presentare attraverso l’area personale MyInps.

I soldi dovrebbero arrivare sul conto entro la fine dell’anno. È probabile, ma non ancora certo, che la domanda possa essere inviata già a partire da novembre.

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