Sono cambiati i valori economici del bonus mamme disoccupate. Oltre 2.000 euro a chi non dispone della copertura assicurativa dell’Inps.
Sapevi che anche se non lavori e sei in dolce attesa puoi avere diritto a un aiuto economico? Merito dell’assegno di maternità erogato dai Comuni, una misura pensata per le future mamme che durante la gravidanza non hanno una copertura contributiva e assicurativa e quindi non possono accedere all’indennità di congedo di maternità pagata dall’Inps, che in alcuni casi spetta anche alle disoccupate.
Proprio per sostenere chi si trova in condizioni economiche più fragili, i Comuni riconoscono un contributo destinato ai nuclei con Isee basso. L’assegno viene erogato per 5 mensilità, cioè per la stessa durata del congedo obbligatorio, e nel complesso supera i 2.000 euro, rappresentando un sostegno nei primi mesi dopo la nascita, l’adozione o l’affidamento del minore.
Come molte altre prestazioni assistenziali, anche questo bonus viene aggiornato ogni anno attraverso il meccanismo della rivalutazione, che adegua importi e requisiti all’andamento dell’inflazione. Per il 2026 l’aggiornamento è stato ufficializzato dall’Inps con la circolare n. 16 dell’11 febbraio, che ha rideterminato sia l’importo dell’assegno sia la soglia Isee necessaria per ottenerlo.
Requisiti
Prima di vedere qual è l’effetto dell’aggiornamento degli importi, vediamo a chi spetta l’assegno maternità Comuni. Come anticipato, questo spetta per i seguenti eventi:
- nascita;
- affidamento preadottivo;
- adozione.
Più nel dettaglio possono richiederlo le donne residenti in Italia:
- cittadine italiane o comunitarie;
- familiari titolari della carta di soggiorno;
- titolari di permesso di soggiorno;
- titolari di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.
È essenziale che la madre non abbia copertura previdenziale obbligatoria tale da permettere l’accesso al congedo di maternità Inps, in tutte quelle forme in cui viene riconosciuto.
Va detto, comunque, che possono accedere a tale strumento anche le lavoratrici occupate che tuttavia non hanno diritto a trattamenti economici di maternità. O ancora, spetta - ma solo in misura parziale, ossia per la quota differenziale - qualora questa benefici di trattamenti d’importo inferiore a quello dell’assegno.
È richiesto poi di soddisfare un requisito economico, con un Isee in corso di validità che quest’anno, merito di una rivalutazione dell’1,4%, non deve superare i 20.668,26 euro.
Importi
Al pari dell’indennità riconosciuta durante il congedo di maternità Inps, anche il bonus maternità Comuni spetta per una durata di 5 mensilità. L’importo, grazie all’aggiornamento e alla rivalutazione dell’1,4%, è passato dai 407,40 euro del 2025 a 413,10 euro dell’anno in corso. In totale, dunque, spetta un bonus di 2.065,50 euro.
È importante specificare che nel caso in cui questo importo dovesse risultare superiore a quanto percepito di indennità di congedo di maternità erogata dall’Inps, la lavoratrice può fare anche domanda per l’assegno di maternità ai Comuni. Tuttavia, quest’ultimo non spetterà per intero, in quanto l’importo sarà pari alla differenza tra le due prestazioni.
Va detto che l’assegno di maternità, al pari dell’assegno unico, non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali. È cumulabile con altri bonus famiglia.
Domanda
La richiesta di accesso all’assegno di maternità alternativo al congedo Inps va presentata direttamente al Comune, secondo le modalità indicate dall’amministrazione di riferimento. Per la richiesta c’è tempo 6 mesi dal verificarsi dell’evento che dà luogo alla prestazione, quindi dal parto oppure dalla notifica dell’affidamento preadottivo o dell’adozione.
Anche se la domanda viene presentata al Comune, l’assegno verrà pagato direttamente dall’Inps. Il pagamento è in un’unica soluzione con cadenza mensile, non oltre i 45 giorni successivi dalla data di ricezione dei dati trasmessi ai Comuni.
Differenza con l’indennità di congedo di maternità erogata dall’Inps
Concludiamo facendo chiarezza su quando della mamma disoccupata si occupa l’Inps e non il Comune erogando una vera e propria indennità di congedo di maternità calcolata sulla base dell’ultimo stipendio percepito.
Nel dettaglio, l’Inps specifica che l’indennità di congedo di maternità erogata in favore delle lavoratrici dipendenti spetta anche per chi è disoccupata o sospesa a patto che venga soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
- il congedo è iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro;
- si sta percependo l’indennità di disoccupazione;
- il congedo è iniziato entro 180 giorni dall’ultimo giorno di lavoro e sono stati versati all’Inps 26 contributi settimanali nei 2 anni che precedono l’inizio del congedo, ma solo per le disoccupate che negli ultimi 2 anni hanno svolto lavori esclusi dal contributo per la disoccupazione.
In tali casi, quindi, è l’Inps a farsi carico dell’indennità, erogando un assegno per 5 mesi il cui valore è pari all’80% della retribuzione percepita nel corso dell’ultimo lavoro. Tuttavia, laddove da questo calcolo ne dovesse risultare un importo inferiore a quello del bonus erogato dai Comuni, si potrà richiedere anche quest’ultimo sostegno percependo però la sola differenza tra l’importo delle due prestazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA