Voluntary Disclosure, parziale dietrofront sul reato di autoriciclaggio: cosa cambia per il rientro dei capitali dall’estero?

Voluntary Disclosure, il reato di autoriciclaggio ci sarà, anche se in forma riveduta e corretta. E’ questo ciò che emerge dalla Commissione Giustizia di Montecitorio, che ha richiesto alcune modifiche per la nuova fattispecie. Il risultato? Un raggio d’azione decisamente più ridotto.

Voluntary Disclosure, ci sono modifiche da apportare al testo del ddl sul rientro dei capitali detenuti all’estero. A dirlo è direttamente la Commissione Giustizia della Camera dei deputati, presieduta dalla parlamentare dem Donatella Ferranti. L’ipotesi che si arrivasse a una sostanziale riforma delle norme, almeno in alcuni punti, noi l’avevamo già paventata qualche giorno fa; una possibilità che si è fatta via via più concreta con il susseguirsi delle audizioni sul tema.

Il parere della Commissione Giustizia

Ieri, alla fine, è arrivato il via libera definitivo da parte della Giustizia, sostanzialmente favorevole all’impianto complessivo della legge, ponendo, però, alcune condizioni. Sebbene la titolare del provvedimento ufficialmente sia la commissione Finanze, l’impegno ribadito anche recentemente dall’onorevole Causi, primo firmatario del provvedimento, a recepire in pieno il parere – seppur formalmente non vincolante – della commissione Giustizia, rende praticamente certa l’ennesima rivisitazione del ddl. Certo, il classico “giro” dei pareri delle commissioni non è ancora terminato (manca quello delle Attività Produttive, atteso tra oggi e domani) ma tutto fa presupporre che il testo possa essere licenziato dalla Finanze prima della pausa estiva, approdando così in Aula già dal prossimo mese di settembre.

Cosa cambia per il reato di autoriciclaggio

Al momento, la norma in via di definizione sulla voluntary disclosure non istituisce la nuova fattispecie dell’autoriciclaggio, limitandosi a modificare l’articolo 648-bis del codice penale quel tanto che basta da rendere punibile anche chi “lava” da solo il proprio denaro. Nella nuova versione, invece, dovrebbe essere inserito un articolo apposito (648-ter.1) dedicato proprio all’autoriciclaggio, ma solo per chi cerca di occultare la provenienza illecita del denaro, e non per chi lo reimpiega in modo trasparente. Inoltre, il reato in questione sarà punito in maniera meno severa, con pene da due a otto anni rispetto ai quattro-dodici anni previsti per il reato di auto riciclaggio. In entrambi i casi, però, la multa dovrebbe essere aumentata fino a una soglia tra i 2 mila e i 25 mila euro.

Tra le modifiche richieste, invece, dalla Commissione Bilancio spicca l’eliminazione dell’innalzamento da 10 mila fino a 15 mila euro della soglia sotto la quale non è necessario dichiarare le somme detenute all’estero.

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