Turismo in Puglia: cronache di un settore al collasso

17 luglio 2020 - 17:53 |

La situazione del comparto turistico in Puglia si fa sempre più drammatica.

Turismo in Puglia: cronache di un settore al collasso

Negli ultimi anni la Regione Puglia, che andrà al voto il prossimo settembre, ha visto la sua economia trainata da due settori principalmente: il turismo e l’agricoltura.

Il COVID-19 e le sue terribili conseguenze dal punto di vista economico rischiano seriamente di dare una mazzata sia all’agricoltura che - soprattutto - al turismo della Puglia.

Il turismo in Puglia è in ginocchio

Se si guarda il turismo pugliese, che ha visto una crescita esponenziale, e il territorio della regione, considerata da tempo una delle mete preferite dei turisti italiani, i numeri elaborati dall’Osservatorio Federalberghi nello scorso maggio descrivono un «impatto devastante» con dati «allarmanti» e stime per il 2020 "altrettanto catastrofiche”.

Dopo una leggera contrazione nel mese di febbraio, con un – 25,3% di presenze straniere nella regione, a marzo è arrivato un vero e proprio crollo delle presenze con un -96,3% per gli stranieri e un -89,4% per gli italiani. Ad aprile il mercato si è bloccato quasi totalmente con un -92,8% in totale. Nello stesso mese sono andati persi 3,2 mila posti di lavoro stagionali con un -77,8%.

Le stime per il 2020 sono molto allarmanti: le presenze totali dovrebbero essere circa 10,3 milioni in meno (-68,2%) con una perdita stimata di 300 milioni di fatturato.

L’impatto del Covid-19 sul sistema dell’ospitalità pugliese è stato devastante – ha commentato Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi. I dati del nostro Centro Studi ci fanno rabbrividire. Il tracollo di marzo (-96,3% per gli stranieri e -89,4% per gli italiani) e la definitiva disfatta di aprile (-92,8% in totale) hanno provocato la perdita di circa 3,2 mila posti di lavoro stagionali. Per i mesi estivi sono a rischio circa 7 mila posti di lavoro temporaneo e, una volta finita la cassa integrazione, avremo forti problematiche anche sui contratti a tempo indeterminato”.

La cosa più grave è che questa crisi potrebbe tarpare le ali a un settore che mostrava chiari segnali di risveglio negli ultimi anni. Nel 2019 la Puglia con 15,5 milioni di presenze totali era risultata nona tra le regioni e le province autonome per flussi, e seconda, dopo la Campania, tra quelle del Sud.

Per quanto riguarda il tasso di internazionalità, presenta un valore (il 23,6%, pari a circa 3,8 milioni di presenze) ancora molto al di sotto della media nazionale (50,5%) e paragonabile a quello della Calabria. Per la spesa, poi, si colloca al tredicesimo posto a livello nazionale con 635 milioni di euro registrati per il 2019 dalla Banca d’Italia (quarta regione del Sud dopo Campania, Sicilia e Sardegna).

Gli aiuti sono insufficienti

Sicuramente le misure adottate dal governo non sembrano affatto soddisfare gli operatori turistici della zona e tanto meno i 9 milioni promessi il 12 giugno scorso dalla Regione sembrano essere sufficienti per dare respiro a un settore che pare davvero in ginocchio.

Il rischio è quello di vedere precipitare gli arrivi e mettere in forte crisi quanti nel tempo avevano creato strutture turistiche anche familiari, come b&b, il cui numero ha avuto una impennata negli ultimi tre anni. All’inizio di giugno sei comuni salentini hanno firmato una petizione “Comuni costieri a rischio default”: Porto Cesareo, Castro, Ugento, Otranto, Melendugno e Castrignano del Capo lamentano una situazione prossima al dissesto e ora, dopo aver per anni rimpinguato le casse dello Stato, hanno il timore concreto del default a causa dell’emergenza COVID-19 e per questo si sono rivolti al premier affinché si possa arrivare a un preciso intervento per salvare una situazione che pare davvero precipitare.

E la situazione non può non toccare anche indirettamente il settore agricolo, altro settore fondamentale della economia della zona duramente colpito dalla crisi da COVID-19.

La ripresa è lenta e progressiva sia della ristorazione che degli alloggi in agriturismo. E’ stato colpito un settore che stava registrando in Puglia una crescita a due cifre con il 16,5% di aumento del numero degli agriturismi in Puglia e 850.000 presenze annue. All’appello mancano i turisti stranieri, soprattutto l’importante fetta dei vacanzieri statunitensi, ma anche inglesi, francesi e tedeschi”, ha denunciato due giorni fa Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

A questa situazione, infatti, si vanno aggiungere i problemi di xylella che avanza e quelli legati alla triste vicenda dei fondi Psr, risorse che per incuria e cattiva gestione da parte della Regione ora rischiano di essere persi e che sarebbero invece fondamentali in un momento cosi difficile.

L’agriturismo e lo sviluppo multifunzionale delle aziende agricole sono oggi fuori da qualsivoglia strategia regionale, ivi incluse – ha dichiarato il presidente di Terranostra Puglia, l’associazione per gli agriturismo, l’ambiente e il territorio di Coldiretti, Filippo De Miccolis - quelle a sostegno del settore turistico per emergenza Covid, così come sono al palo le misure del PSR dedicate. Gli indennizzi per calo di fatturato previsti per il solo mese di aprile sono solo un placebo, cosi come non mancano difficoltà per accedere al credito. Gli ammortizzatori sociali sono ormai insufficienti per entità e tempistica a dare respiro alle tante famiglie che hanno vissuto tre mesi di inoccupazione. In compenso sono aumentati burocrazia ed adempimenti, tanto che alcuni operatori del settore, presi dallo sconforto e dalla paura di sanzioni, stanno valutando se valga la pena riaprire, eventualità che avrebbe effetti disastrosi sull’occupazione”.

Infine bisogna registrare la grave crisi che stanno attraversando, come in tutta Italia, le agenzie di viaggi, stando ai dati forniti all’Agi da Fiavet, il sindacato di settore. Il volume delle vendite, a giugno, accusa un calo di circa l’85% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E a peggiorare il quadro già fosco in Puglia troviamo anche la situazione di incertezza dei collegamenti aerei, come spiega il presidente pugliese di Fiavet, Piero Innocenti, che ha dichiarato: “Le vendite non ci sono perché alcune compagnie aeree che hanno previsto la ripresa dei voli, non riescono ancora a garantirli e c’è il rischio che i passeggeri si vedano cancellate le prenotazioni”.

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