Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva per i viaggi organizzati che comprendono anche i voli charter. Più tutele per chi viaggia.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Il Parlamento Europeo lo scorso luglio ha approvato una direttiva che risolve e mette fine a una problematica che si verificava spesso tra i turisti che acquistavano viaggi organizzati, una tipologia di vacanza spesso accompagnata da regole poco chiare e trasparenti. Dopo anni l’Ue ha finalmente accolto le richieste dei viaggiatori e ora partire con pacchetti predisposti da tour operator o agenzie garantirà automaticamente maggiori diritti e tutele in caso di imprevisti o disservizi.
Le novità introdotte dalla direttiva riguardano diversi aspetti fondamentali: dalla definizione stessa di pacchetto vacanza agli obblighi di chi lo organizza, fino alle modalità di rimborso e assistenza in caso di cancellazioni. Si tratta di cambiamenti che puntano a rafforzare la fiducia dei consumatori e rendere più trasparente un settore in continua espansione.
Viaggi organizzati: ecco cosa cambia con la nuova direttiva Ue
Il primo elemento che muta è la definizione. Per pacchetto turistico si intende quando vengono acquistati almeno due servizi differenti, come volo e hotel, oppure trasporto e noleggio auto, per lo stesso viaggio. È il format adottato dalla quasi totalità dei tour operator o delle agenzie che offrono combinazioni standard di hotel più volo di andata e ritorno, formule particolarmente apprezzate dai turisti perché consentono di risparmiare tempo e spesso anche denaro.
Che la prenotazione avvenga online o in agenzia cambia poco: se i servizi risultano combinati, scatta l’applicazione della nuova disciplina. In pratica, chi prenota tramite un sito web o partecipa a un’escursione proposta da un’associazione, se l’offerta include più di un servizio e dura oltre 24 ore, avrà diritto alle stesse garanzie previste per i pacchetti turistici. Questo significa maggiore chiarezza e soprattutto meno rischi di ritrovarsi senza tutele in caso di problemi.
leggi anche
Liquidi nel bagaglio a mano, le nuove regole
La direttiva stabilisce regole chiare per gli organizzatori. Ad esempio non potranno chiedere più del 25% di anticipo se la partenza è fissata oltre 28 giorni dopo la prenotazione. Novità fondamentale in caso di viaggio annullato: il rimborso dovrà arrivare entro 14 giorni e non necessariamente con un voucher. Il buono potrà essere emesso solo se il cliente lo accetta espressamente, e dovrà riportare una scadenza definita. Inoltre, se durante la vacanza si verificano disguidi con il volo o l’alloggio, l’organizzatore ha l’obbligo di fornire assistenza immediata. In passato non sono mancati casi di turisti bloccati senza supporto, spesso a causa di cancellazioni improvvise. Chi organizza non potrà più scaricare le responsabilità, perché ora è ritenuto garante dell’intera esperienza e dovrà rispondere in prima persona della buona riuscita del pacchetto.
Le tutele aumentano anche nei rapporti tra fornitori dei servizi, come hotel, compagnie aeree, trasporti, e gli organizzatori che li vendono come parte del pacchetto. Se un fornitore dovesse causare un disservizio, sarà tenuto a rimborsare l’organizzatore, che a sua volta potrà risarcire subito il cliente. In questo modo si evita che il viaggiatore resti intrappolato tra diversi interlocutori senza avere un referente preciso e si garantisce un’assistenza più rapida e concreta.
Gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove regole e adeguarle alle legislazioni nazionali. Così chi sceglie soluzioni organizzate potrà contare su una protezione più solida e sicura, con diritti meglio definiti e strumenti concreti per farli valere.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.