Tensioni Usa-Cina favoriscono lo Yen come valuta rifugio

La moneta giapponese rimane interessante come valuta rifugio per gli investitori internazionali, nonostante il taglio delle previsioni sull’inflazione ad opera della Bank of Japan. Sentiment di risk-off rafforzato inoltre dallo stallo dei colloqui tra Washington e Pechino

Tensioni Usa-Cina favoriscono lo Yen come valuta rifugio

In un contesto di rallentamento economico globale enfatizzato ancora di più dalle continue tensioni tra Usa e Cina, La valuta giapponese continua ad essere la preferita da parte degli investitori internazionali.

Questo generale sentiment di risk-off è stato inoltre confermato a seguito delle parole di Trump nel suo Discorso allo Stato dell’Unione, dove non ha fornito alcun aggiornamento circa eventuali sviluppi sui concordati con la Cina per trovare un accordo commerciale prima della scadenza fissata per il prossimo 2 marzo.

«Gli investitori non sono sembrano inoltre affatto preoccupati rispetto il taglio delle previsioni sull’inflazione ad opera della Bank of Japan per il 2019», afferma Vincent Mivelaz, analista di Swissquote.

Sembrerebbe inoltre che le autorità Usa stiano cercando di rafforzare le loro motivazioni per arrivare all’estradizione del CFO di Huawei Meng Wanzhou, introducendo leggi sanzionatorie motivate dall’esigenza di sicurezza nazionale contro il colosso cinese delle telecomunicazioni ZTE, accusato di sospetto spionaggio.

Tuttavia, “il Presidente degli Stati Uniti ha ricordato la necessità di investire in industrie innovative e che sappiano cogliere le tendenze del futuro, includendo naturalmente i settori dell’Intelligenza Artificiale e le reti di quinta generazione, lasciando chiaramente intendere come la Cina sia ormai il rivale numero uno nella battaglia dello sviluppo tecnologico” afferma l’esperto di Swissquote.

Tutto questo quindi non sembra favorire i prossimi colloqui ufficiali tra il segretario del Tesoro Mnuchin e i suoi omologhi cinesi che dovrebbero tenersi la prossima settimana a Pechino. I temi sul tavolo delle trattative verteranno alla protezione della proprietà intellettuale e le riforme strutturali, come l’accesso al mercato.

«Il recente movimento al rialzo della moneta giapponese suggerisce quindi che l’ottimismo degli investitori è giunto ad un punto morto, per quanto anche l’economia del Sol Levante non sia nemmeno essa al riparo dalla politica trumpiana dell’America First», prosegue l’analista.

«Infatti la sua recente menzione al Congresso circa la possibilità di far passare un accordo reciproco sulle tariffe, che dovrebbe fornire la base di discussione nel corso di una futura negoziazione sulle tariffe con Paesi terzi, mostra chiaramente come anche il continente europeo e il Giappone, alleati storici e di lunga data degli Usa, potrebbero diventare nuovi obiettivi di questa cinica strategia commerciale», conclude Vincent Mivelaz.

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