Prestiti, porti e potere: il vero prezzo dell’espansione globale della Cina è questo.
I prestiti concessi dalle banche statali cinesi ai paesi in via di sviluppo sono decollati intorno al 2010. Dal punto di vista della Cina, c’erano diverse giustificazioni. Il nome pubblico dato all’ondata di prestiti è stata la Belt and Road Initiative, con l’idea generale di costruire infrastrutture e collegamenti commerciali in tutta l’Asia, il Middle East e l’Africa).
I crescenti legami commerciali avrebbero contribuito ad assicurare all’economia della Cina l’accesso alle materie prime, fornendo al contempo un mercato aggiuntivo per le esportazioni della Cina. Inoltre, questi accordi spesso comportavano che altri paesi prendessero in prestito denaro dalla Cina in larga misura per assumere aziende cinesi che venissero a costruire le infrastrutture. Subito dietro questi argomenti economici c’era una speranza o convinzione che la Cina avrebbe approfondito i propri legami politici con le nazioni debitrici e la propria influenza su di esse.
Sebastian Horn, Carmen M. Reinhart e Christoph Trebesch portano la storia fino ai giorni nostri in “The China’s Lending to Developing Countries: From Boom to Bust” (Journal of Economic Perspectives, autunno 2025). Ecco due figure per mostrare le tendenze: [...]
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