All’estero sono convinti. Il ponte da €14,4 miliardi cambierà la mappa dei trasporti in Europa

Alessandro Nuzzo

12 Maggio 2026 - 21:30

Mentre in Italia regna ancora incertezza su una delle opere più attese, all’estero considerano di importanza strategica il progetto del Ponte sullo Stretto.

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Sono anni che in Italia si parla del progetto del Ponte sullo Stretto per collegare la Sicilia con il resto del Paese e migliorare la situazione sia dal punto di vista logistico sia sotto il profilo dei trasporti e dell’efficienza infrastrutturale. L’attuale esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembrava voler essere ricordato come il governo capace di avviare concretamente il cantiere operativo del Ponte sullo Stretto, dando vita a un’opera attesa da molti ma, allo stesso tempo, contestata da altrettante persone.

A rallentare l’iter ci ha pensato però la Corte dei Conti, che ha respinto la delibera. Mentre in Italia il dibattito continua tra ricorsi, dubbi sull’effettiva utilità dell’opera e proteste dei movimenti contrari al progetto, fuori dai confini nazionali il tono appare completamente diverso. Per la stampa internazionale, infatti, il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un’infrastruttura strategica che, se completata, potrebbe ridisegnare i trasporti non solo italiani, ma dell’intero continente europeo.

E mentre la discussione politica resta accesa, oggi è arrivata una notizia concreta: si è riunito il nuovo consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina S.p.A., presieduto da Maurizio Basile, alla presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto: «Considerate le procedure previste dal decreto legge ‘Commissari’, convertito in legge lo scorso 7 maggio, e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, così da avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Il cronoprogramma prevede 7 anni e mezzo di lavori, con conclusione tra il 2033 e il 2034, primo anno di esercizio del ponte».

Sembra dunque esserci almeno una finestra temporale precisa: chiusura dell’iter entro fine estate e possibile inaugurazione dell’opera nel 2034.

Perché anche all’estero osservano con attenzione al progetto

Numeri e prospettive che stanno attirando l’attenzione anche all’estero. Negli ultimi mesi diversi media internazionali hanno dedicato spazio al progetto del Ponte sullo Stretto, sottolineandone soprattutto il valore strategico e logistico. Non solo per lo sviluppo dell’Italia meridionale, storicamente considerata più arretrata rispetto al Nord, ma anche per il potenziale impatto sull’intera rete europea dei trasporti e della logistica.

L’ultimo portale straniero ad affrontare il tema è stato il sito greco Document News, che ha definito il ponte un’opera destinata a trasformare non solo l’Italia ma l’intera regione mediterranea. «Se verrà effettivamente costruito, non sarà un ponte come tanti altri», scrive il portale. «Sarà uno dei più grandi progetti infrastrutturali d’Europa e un nuovo simbolo del Mediterraneo: un progetto che punta a unire non soltanto due coste, ma intere reti di trasporto, commercio e turismo».

Anche Fox News nelle scorse settimane ha parlato del progetto, definendolo il ponte sospeso più lungo al mondo, capace di sostenere oltre 6.000 auto all’ora, con quattro corsie stradali e un doppio binario ferroviario ad alta velocità. L’emittente americana ha inoltre ricordato come l’idea di collegare la Sicilia al continente risalga addirittura all’epoca romana.

Il progetto prevede infatti la costruzione di un ponte sospeso con una campata centrale di 3,3 chilometri e una lunghezza complessiva di circa 3,6 chilometri. L’infrastruttura sarà composta da sei corsie stradali e due binari ferroviari centrali. Una volta completata, diventerà la campata sospesa più lunga mai realizzata al mondo. Il costo stimato è di circa 14,7 miliardi di euro, interamente finanziati dallo Stato.

Restano però enormi sfide tecniche e ambientali. Lo Stretto di Messina è infatti una delle aree a maggiore attività sismica d’Europa, caratterizzata da forti correnti marine e condizioni meteo spesso difficili. Anche parte della stampa estera, pur guardando con interesse al progetto, sottolinea le enormi complessità legate alla sua realizzazione.

Il motivo per cui il ponte interessa così tanto anche fuori dall’Italia riguarda soprattutto il cosiddetto corridoio Scandinavo-Mediterraneo, l’asse ferroviario europeo che dovrebbe collegare Helsinki a Palermo attraversando il continente da nord a sud. Oggi esiste però una «frattura» di circa 3 chilometri tra Calabria e Sicilia, che costringe merci e passeggeri a imbarcarsi sui traghetti, allungando notevolmente i tempi di percorrenza.

La costruzione del ponte eliminerebbe questa interruzione, permettendo teoricamente a un treno di viaggiare da Stoccolma a Palermo senza mai salire su una nave. Anche la stampa greca sottolinea come il collegamento della Sicilia alla rete ferroviaria continentale potrebbe ridurre sensibilmente i tempi di viaggio, facilitare gli scambi commerciali e favorire il turismo nel Sud Italia. La stessa Commissione europea ha dichiarato che un collegamento fisso sullo Stretto potrebbe contribuire ad avvicinare ulteriormente la Sicilia all’Europa continentale.

Insomma, in Europa il progetto viene osservato con grande interesse e curiosità. Tuttavia, resta la consapevolezza che si tratti di una delle opere infrastrutturali più complesse mai immaginate in Italia, con enormi ostacoli burocratici, ambientali e tecnici ancora da superare. Anche per questo continua a esistere un forte scetticismo sulla possibilità di vedere davvero completato il Ponte sullo Stretto di Messina.

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