Il ritorno di Cindia: Trump ha riavvicinato Delhi e Pechino. Cosa succede adesso?

Federico Giuliani

28 Agosto 2025 - 06:40

In seguito alla guerra dei dazi mossa dall’amministrazione Trump i due colossi asiatici sono tornati a convergere

Il ritorno di Cindia: Trump ha riavvicinato Delhi e Pechino. Cosa succede adesso?

Erano i primi anni Duemila quando gli analisti iniziarono a parlare di Cindia, bizzarra crasi di Cina più India, termine che sarebbe poi stato (ab)usato per parlare del blocco geopolitico ed economico formato da Pechino e Delhi, spesso in contesti in cui si parlava della crescita economica asiatica, delle potenze emergenti e delle dinamiche globali influenzate da questi due giganti.

Alla fine, tuttavia, non ci sarebbe stata alcuna ascesa simultanea di Cina e India. Uno dei due, il Dragone, riuscì a spiccare il volo mettendo in mostra un’ascesa clamorosa mentre l’altro, l’Elefante, sarebbe rimasto accovacciato tra le belle speranze. Quasi un ventennio più tardi, dopo tensioni e periodi di gelo diplomatico, ’’grazie’’ alla guerra dei dazi mossa dall’amministrazione Trump i due colossi asiatici sono tornati a convergere.

Pochi giorni fa, infatti, il primo ministro indiano Narendra Modi ha accolto a Delhi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. L’emissario di Xi Jinping sembrerebbe esser riuscito a gettare le basi per la prima visita di Modi di Cina da sette anni a questa parte, prevista (a meno di clamorosi colpi di scena) a breve. E così, mentre Trump ha imposto dazi sbalorditivi del 50% sulle importazioni indiane, i più alti in Asia, Delhi e Pechino hanno deciso di riprendere i voli diretti per la prima volta in cinque anni.

Il nuovo rapporto tra Cina e India

Sia chiaro: India e Cina restano rivali geopolitici e devono fare i conti con diversi dossier scottanti, dal Tibet alla delimitazione dei confini all’ombra dell’Himalaya. Ciò nonostante le due nazioni confinanti si sono inevitabilmente riavvicinate per trovare una soluzione al rebus Trump.

Altro che filo occidentale e anti cinese: Delhi sta dimostrando di essere interessata a dialogare con il Dragone e, più in generale, con la Russia, con il mondo Brics e con i Paesi in via di sviluppo. Poi, certo, un po’ per necessità e un po’ per opportunità, il governo indiano mantiene un piede nei Five Eyes, l’alleanza di intelligence tra cinque Paesi anglofoni e acquista armi da Washington (così come da Mosca), così come nell’altra alleanza occidentale Quad.

La realpolitik di Modi è in ogni caso ora evidente a tutti, anche ai più convinti sostenitori dell’India partner di ferro degli Stati Uniti. Ancora da capire, invece, le conseguenze del riavvicinamento tra India e Cina. Potremmo ritrovarci una Cindia 2.0? Probabile. Complice la guerra commerciale di Trump non è da escludere una nuova ascesa sinergica di Pechino e Delhi che riposizionerebbe il centro dell’economia globale dall’Occidente all’Oriente.

Verso un nuovo ordine economico globale?

L’approccio decisamente amichevole nei confronti della Cina e le critiche agli Stati Uniti degli ultimi mesi rappresentano un netto distacco dal recente modello di politica estera dell’India, che ha trascorso gli ultimi due decenni a corteggiare (e a essere corteggiata da) Washington.

Ecco, tutto questo appartiene al passato. “Se l’India vuole essere trattata come un partner strategico degli Stati Uniti, deve iniziare a comportarsi come tale”, ha non a caso dichiarato a mezzo stampa il consigliere commerciale della Casa Bianca, Peter Navarro, utilizzando un lessico da Guerra Fredda e riferendosi ai rapporti economici (leggi: acquisto di petrolio) tra Delhi e Mosca.

L’opinione pubblica indiana nei confronti di Trump si sta inasprendo e il motivo è semplice: l’amministrazione repubblicana sta umiliando pubblicamente Delhi e la sua leadership. Come ha scritto il The Times of India, gli interessi indiani e cinesi divergono nell’Asia meridionale e nell’Indo-Pacifico ma a livello globale, di fronte al disordine trumpiano, gli interessi strategici, economici e tecnologici dell’India risiedono nella collaborazione con la Cina.