Accordo commerciale USA-UE approvato dal Parlamento europeo con 417 voti favorevoli, ma con clausole di salvaguardia che condizionano l’entrata in vigore. Scadenza a marzo 2028.
Il Parlamento europeo ha adottato giovedì 26 marzo la propria posizione negoziale sui due regolamenti che daranno attuazione all’accordo commerciale siglato tra Unione europea e Stati Uniti a Turnberry, in Scozia, nel luglio 2025.
Il risultato (417 voti a favore, 154 contrari e 71 astensioni) fotografa un consenso ampio ma tutt’altro che entusiasta: i deputati hanno approvato l’intesa caricandola di condizioni, a riflesso di una crescente diffidenza verso Washington.
L’accordo, nei suoi termini essenziali, prevede che l’UE elimini la maggior parte dei dazi sui beni industriali statunitensi e garantisca accesso preferenziale a prodotti ittici e agricoli come frutti di mare, frutta a guscio, latticini e carne di maiale, mentre gli USA si impegnano a non superare il 15% di tariffa sui prodotti europei.
Restano esclusi dalle concessioni europee prodotti agricoli considerati sensibili, tra cui carne bovina, pollame, riso ed etanolo.
Accordo USA-UE: le clausole che cambiano tutto
Il cuore della posizione parlamentare sta nelle salvaguardie introdotte per bilanciare quello che molti eurodeputati hanno definito apertamente un accordo asimmetrico.
Clausola sunrise
La cosiddetta “sunrise clause” stabilisce che le nuove preferenze commerciali europee entreranno in vigore solo dopo che Washington avrà dimostrato di rispettare i propri impegni, inclusa la riduzione dei dazi sui prodotti UE con contenuto di acciaio e alluminio.
Clausola di sospensione
A questa si affianca una clausola di sospensione: se gli Stati Uniti imponessero tariffe oltre il tetto del 15%, discriminassero operatori economici europei o ricorressero a forme di coercizione economica, la Commissione potrebbe sospendere parzialmente o totalmente le preferenze accordate.
Clausola sunset
Non meno rilevante è la “sunset clause”: l’intero impianto normativo scadrà automaticamente il 31 marzo 2028, salvo proroga deliberata attraverso una nuova proposta legislativa accompagnata da una valutazione d’impatto. L’obiettivo dichiarato è mantenere una pressione costante sulle autorità americane.
Cosa succede ora e perché le imprese devono tenerlo d’occhio
Il dossier passa ora al trilogo tra Parlamento e Consiglio dell’UE, con la prima riunione fissata al 13 aprile. Gli Stati membri hanno finora adottato una posizione più morbida, con garanzie meno stringenti rispetto a quelle votate dall’Assemblea e le trattative si preannunciano complesse.
Nel frattempo, l’ambasciatore statunitense Andrew Puzder ha già fatto sapere che modifiche sostanziali all’accordo potrebbero portare a un taglio delle forniture di gas liquefatto verso l’Europa. Un segnale che Washington intende difendere l’intesa così com’è.
Per le imprese europee, in particolare quelle attive nell’export verso gli USA o nell’import di prodotti industriali americani, il quadro tariffario definitivo resta ancora incerto: l’accordo è un passo avanti, ma le clausole negoziate dal Parlamento determineranno le condizioni reali di mercato nei prossimi anni.
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