I numeri parlano chiaro. L’UE si sta danneggiando da sola

Flavia Provenzani

16 Gennaio 2026 - 16:54

L’UE ha causato più danni commerciali a se stessa di quanti ne abbiano causati le sanzioni statunitensi. Lo dicono i dati.

I numeri parlano chiaro. L’UE si sta danneggiando da sola

Nel 2024, gli scambi commerciali tra gli Stati membri dell’Unione Europea sono diminuiti per la prima volta in quasi 10 anni, evidenziando la fragilità del mercato unico europeo di fronte alle barriere interne e all’aumento dei prezzi dell’energia. Una bozza di una nuova relazione ad opera della Commissione Europea mostra che il commercio intracomunitario in percentuale del PIL dell’Unione scenderà dal 23,5% nel 2023 al 22% nel 2024.

Il calo arriva nonostante gli sforzi dichiarati per rilanciare il mercato unico, in un contesto in cui l’Unione Europea sta subendo pressioni economiche da parte degli Stati Uniti e della Cina.

Il rapporto sottolinea come le normative nazionali frammentate “continuano a rendere più difficile e costoso costituire e gestire aziende all’interno dell’UE, senza che finora siano stati compiuti progressi”.

Un’analisi pubblicata dalla Banca Centrale Europea conferma che le frizioni commerciali interne all’Unione Europea superano i costi generati dalle politiche tariffarie statunitensi. Secondo lo studio, condotto da economiste tra cui Vanessa Gunnella e Lucia Quaglietti, le barriere intra-UE equivalgono a dazi di circa il 67% sui beni e del 95% sui servizi.

Gli economisti della BCE stimano che una riduzione di appena il 2% delle barriere commerciali di beni e servizi potrebbe compensare pienamente l’impatto dei dazi statunitensi sulla crescita economica a lungo termine. Se tutti gli Stati membri raggiungessero il livello di integrazione dei Paesi Bassi, ad esempio, le barriere commerciali potrebbero ridursi di circa 8 punti percentuali per i beni e di 9 punti percentuali per i servizi.

La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha avvertito più volte che il modello economico europeo è sotto pressione.
«Il nostro mercato interno è in stagnazione. Se rendiamo il nostro mercato unico veramente unificato e veramente semplice, la crescita europea non dipenderà più dalle decisioni altrui, ma dalle nostre scelte», ha dichiarato Lagarde al Congresso Bancario Europeo di Francoforte.

La relazione della Commissione mostra inoltre che il tempo necessario per elaborare le norme europee sui prodotti è aumentato da 3,2 anni nel 2023 a 4 anni nel 2024, mentre gli investimenti esteri diretti nell’UE sono diminuiti del 22% negli ultimi 5 anni. Gruppi come BusinessEurope continuano a sostenere che i mercati esteri stanno diventando più attraenti del mercato interno per le aziende europee.

Dal canto suo, nel rapporto sul futuro della competitività europea, l’ex presidente della BCE Mario Draghi ha sottolineato che l’Europa rischia il declino economico se non cambia rotta.

«Continuare come si è fatto significa condannarsi al declino»,

ha avvertito Draghi, che ha evidenziato un ampliamento del divario di produttività con gli Stati Uniti dalla metà degli anni ’90.

Lagarde non nasconde la sua frustrazione:

«Altri sei anni di inazione e di mancata crescita non sarebbero solo deludenti. Sarebbero irresponsabili».

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.