Nuovi super-dazi imposti da Washington contro India e Brasile risvegliano la tensione tra Stati Uniti e blocco BRICS. La reazione del gruppo emergente potrebbe riscrivere le alleanze globali.
L’amministrazione di Donald Trump, nel quadro di una strategia economica sempre più muscolare, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi del 50% su una vasta gamma di beni provenienti da India e Brasile, due pilastri del gruppo BRICS. La misura segna un’escalation nella retorica protezionista del candidato repubblicano alle elezioni presidenziali USA del 2024, e solleva interrogativi profondi sulla tenuta del sistema multilaterale del commercio internazionale.
La Casa Bianca ha giustificato i dazi contro l’India citando l’ostinata decisione di Nuova Delhi di continuare ad acquistare petrolio dalla Russia, eludendo le pressioni statunitensi per isolare Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. L’India, secondo i dati del Ministero del Petrolio indiano, ha importato circa 1,9 milioni di barili al giorno di greggio russo nel primo semestre del 2025, diventando di fatto uno dei principali acquirenti mondiali.
Il caso brasiliano è invece politicamente più delicato: Trump accusa il governo di Luiz Inácio Lula da Silva di perseguitare l’ex presidente Jair Bolsonaro, suo stretto alleato, incriminato per presunta cospirazione golpista dopo le elezioni del 2022. I nuovi dazi colpiscono settori strategici come agricoltura, metalli e materie prime, proprio nel momento in cui il Brasile sta cercando di consolidare i legami economici con l’Asia, soprattutto con la Cina. [...]
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