Addio alla tassa sui pacchi in Italia? Ecco cosa sta succedendo

Nadia Pascale

5 Marzo 2026 - 10:37

Il Governo per venerdì 6 marzo ha messo in programma nel Consiglio dei Ministri un provvedimento urgente per la tassa sui pacchi. Ecco cosa sta succedendo.

Addio alla tassa sui pacchi in Italia? Ecco cosa sta succedendo

Tassa sui pacchi ancora confusione, ci sarà l’addio definitivo?: il Governo tra le questioni urgenti da affrontare nel Consiglio dei ministri del 6 marzo 2026 ha posto anche un’eventuale proroga dell’entrata in vigore della tassa sui pacchi.

In breve, ricordiamo che la tassa sui pacchi è un contributo di 2 euro, a copertura delle spese amministrative, da applicare ai “pacchi” provenienti dai Paesi extra Ue di modico valore, fino a 150 euro. La stessa è prevista nella Legge di Bilancio 2026, doveva entrare in vigore il 1° gennaio, ma con una Circolare del 7 gennaio dell’Agenzia Dogane e Monopoli è stata rimandata al 15 marzo. I contributi delle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro registrate nel periodo transitorio andranno contabilizzati e pagati sulla base della dichiarazione da presentare per la prima volta entro il 15 marzo 2026, e per le operazioni di gennaio e di febbraio.

Con un Avviso del 2 marzo è stato reso noto che dal 1° marzo l’imposta è esigibile e ne abbiamo parlato nell’articolo: Tassa sui pacchi dal 1° marzo: è ufficiale. Quanto si paga e come.
Le dichiarazioni per la tassa sui pacchi sono quindicinali, quindi, la prima dichiarazione utile dovrebbe essere effettuata il 15 marzo 2026, ma cosa succede ora? Il Governo ha intenzione di far slittare l’entrata in vigore della tassa sui pacchi? O sarà un addio definitivo in attesa dell’entrata in vigore della tassa unionale?

Addio alla tassa sui pacchi? Ecco cosa sta succedendo

Un eventuale slittamento della tassa sui pacchi adottato dal Governo in via urgente sembra in realtà alquanto strano, infatti, una proroga al 1° luglio era prevista negli emendamenti presentati nella procedura di conversione in legge del decreto Milleproroghe, l’emendamento passato in Commissione, non è stato poi inserito nella conversione definitiva.

Ora il Governo sembra averci ripensato e ha inserito tra i provvedimenti di urgenza proprio la tassa sui pacchi. Sembra che l’obiettivo finale sia arrivare a una sospensione del tributo fino al 30 giugno. Dal 1° luglio 2026 entrerebbe in vigore la simile imposta prevista dall’Unione Europea di 3 euro.

Tra i motivi alla base dell’eventuale proroga c’è il potenziale conflitto con le norme dell’Unione Europea: da più parti, soprattutto associazioni di consumatori, si solleva il dubbio che la norma sarebbe in conflitto con l’articolo del 3 del Trattato sul Funzionamento Ue che prevede che uno Stato membro non possa introdurre unilateralmente dazi, limiti o ostacoli commerciali verso altri Paesi, perché per legge le norme doganali devono essere omogenee su tutto il territorio europeo.
L’articolo 3 sottolinea che l’Unione europea ha competenza esclusiva in materia di unione doganale e politica commerciale comune.

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