Tassa sui pacchi dal 1° marzo, è ufficiale. Quanto si paga e come

Nadia Pascale

3 Marzo 2026 - 15:35

A sorpresa pubblicato l’avviso dell’Agenzia Dogane e Monopoli: dal 1° marzo la tassa sui pacchi prevista dalla Legge di Bilancio 2026 è esigibile. Quanto si paga e come.

Tassa sui pacchi dal 1° marzo, è ufficiale. Quanto si paga e come

É ufficiale: la Tassa sui pacchi esigibile dal 1° marzo 2026, ecco quanto si paga e come. La Legge di Bilancio 2026 prevede l’applicazione di una tassa di 2 euro sulle importazioni di modico valore, fino a 150 euro. L’Agenzia Dogane e Monopoli con un avviso del 2 marzo 2026 ha reso noto che la tassa sui pacchi è esigibile a partire dal 1° marzo 2026.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova tassa da versare a partire dal 1° marzo 2026.

Tassa sui pacchi, dal 1° marzo deve essere pagata

La Tassa sui pacchi è applicata su qualunque pacco proveniente da Paesi non appartenenti all’Unione Europea di valore fino a 150 euro. La misura è finalizzata alla copertura dei costi amministrativi e dei controlli doganali connessi all’incremento delle spedizioni derivanti dall’e-commerce extra-UE, in particolare nei settori della moda e della tecnologia. L’obiettivo mal celato è colpire colossi come Shein, Temu e Aliexpress.

La disciplina nazionale anticipa l’analoga misura adottata dall’Unione europea che prevede, a decorrere dal 1° luglio 2026, l’introduzione di un dazio forfettario di 3 euro sui pacchi extra-UE di modico valore.

La tassa sui pacchi doveva entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, proprio per questo motivo in tempi record l’Agenzia Dogane e Monopoli già il 31 dicembre 2025 aveva fornito le istruzioni operative per l’applicazione.

Nell’arco di pochi giorni la riscossione era stata bloccata, in attesa di ulteriori istruzioni. Molti avevano pensato che ci fosse l’obiettivo di far slittare l’adempimento al 1° luglio 2026, data di entrata in vigore dei dazi europei. Non è, invece, stato così perché l’Agenzia Dogane e Monopoli con un avviso stringato ha reso noto che

a partire dal 1° marzo i sistemi IMPORT sono stati aggiornati per consentire gli adempimenti relativi alle spedizioni di modico valore, provenienti da Paesi terzi. Per tali dichiarazioni di importazione, da rendere in forma ordinaria (H1 esclusivamente con il tracciato in versione EUCDM 6.2), il contributo alla copertura delle spese amministrative dovrà essere liquidato e corrisposto utilizzando il codice tributo 159.

Il tributo deve essere dichiarato nel primo articolo disponibile della dichiarazione.

Avviso Agenzia Dogane e Monopoli
Tassa sui pacchi 2 euro

In quali casi si applica la tassa sui pacchi

La nuova tassa dovuta dagli italiani ed esigibile dal 1° marzo 2026 si applica a:

  • spedizioni destinate a consumatori finali (cosiddette transazioni business to consumer del commercio elettronico);
  • spedizioni destinate ad operatori commerciali (siano essere riferite ad acquisti effettuati su piattaforme di commercio elettronico business to business ovvero riferite ad acquisti da fornitori esteri);
  • spedizioni inviate da un privato a un altro privato anche se contenenti merci prive di carattere commerciale.

L’importo è a carico dell’importatore (cliente finale privato o B2B), ma di fatto chi esporta (il dichiarante), cioè spedizionieri, piattaforme di e-commerce che gestiscono flussi extra-UE, operatori logistici e rappresentanti doganali, devono provvedere alla dichiarazione e al versamento come “sostituti di imposta”.

Tali operatori devono:

  • verificare l’adeguamento dei propri sistemi al tracciato H1 EUCDM 6.2;
  • inserire correttamente il codice tributo 159 nei flussi dichiarativi;
  • assicurare la corretta imputazione del contributo nel primo articolo della dichiarazione.

Versamento tassa sui pacchi

Il pagamento dell’importo è dovuto dal dichiarante e, quindi, da chi spedisce la merce (che ovviamente farà ricadere sul prezzo finale l’importo). Il versamento viene effettuato su base quindicinale con l’uso di dichiarazioni semplificate (H7).
Il periodo per la contabilizzazione viene fissato come segue:

  • Prima quindicina: dichiarazioni semplificate (H7) registrate dal 1° al 15 del mese.
  • Seconda quindicina: dichiarazioni semplificate (H7) registrate dal 16° giorno fino all’ultimo giorno del mese.

Occorre ricordare che la tassa si applica a flussi di merce proveniente dal Paesi extra Ue, proprio per questo nei primi mesi dell’anno 2026 si è registrata una vera e propria deviazione delle spedizioni. I dati dell’Agenzia delle Dogane mostrano che nei primi quindici giorni dell’anno, si è verificato un crollo del 40% delle spedizioni dirette in Italia rispetto allo stesso periodo del 2025.

Praticamente i pacchi provenienti da Cina e altri Pasi extra Ue non arrivano direttamente in Italia, ma fanno scalo in altri Paesi, in particolare Belgio, Francia e Ungheria, che adottano politiche diverse e, in seguito, arriva in Italia tramite trasporto su gomma proveniente da hub logistici europei.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.