Il ruolo tradizionale dell’OPEC+ come principale regolatore dei prezzi del greggio è stato messo in discussione da un attore che non produce, ma consuma: la Cina.
Nel corso del 2025 il mercato petrolifero globale ha vissuto una trasformazione silenziosa ma profonda. Per la prima volta da decenni, il ruolo tradizionale dell’OPEC+ come principale regolatore dei prezzi del greggio è stato messo in discussione da un attore che non produce, ma consuma: la Cina. Questo cambio di paradigma, rappresenta una svolta strutturale per l’economia energetica mondiale.
La convinzione secondo cui l’OPEC+ controlla il prezzo del petrolio attraverso tagli o aumenti della produzione ha retto per anni. I tagli decisi nel 2022 avevano effettivamente sostenuto le quotazioni, ma l’effetto si è attenuato nel 2025, quando il cartello ha iniziato a ripristinare gradualmente l’offerta. Di fronte al rischio di un eccesso di produzione globale, l’OPEC+ ha scelto di mantenere invariati i livelli estrattivi per l’inizio del 2026, rinunciando di fatto a guidare il mercato.
Questo vuoto di leadership è stato colmato da Pechino non è più solo una provocazione analitica, ma una descrizione realistica dei nuovi equilibri. [...]
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