Dopo oro e argento saliti a livelli record negli ultimi mesi, adesso tocca a questo nuovo metallo fondamentale per le batterie.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una crescita vertiginosa del prezzo di oro e argento, che nelle prime settimane del nuovo anno hanno raggiunto picchi storici. Dopo questa fase di massimo, però, la corsa dei due metalli sembra aver registrato una battuta d’arresto: da qualche giorno le quotazioni sono in ribasso. Nonostante il calo, i prezzi restano comunque su livelli molto elevati rispetto al passato.
Sono diversi i fattori che stanno alimentando questa fase discendente. Negli ultimi mesi molti investitori hanno acquistato oro per proteggersi dall’incertezza economica e geopolitica, spingendo così il prezzo verso nuovi massimi. Ora, dopo il picco, chi aveva comprato a valori più bassi sta iniziando a vendere per incassare i guadagni, provocando una fisiologica discesa delle quotazioni. Si tratta, in parte, di una dinamica speculativa. Alla crescita dell’oro si era affiancata anche quella dell’argento, salito a sua volta su livelli molto elevati.
Non solo: anche il rame e le terre rare hanno registrato aumenti significativi, sostenuti da una forte crescita della domanda globale. Tuttavia, nel corso del 2026 potrebbe esserci un altro metallo destinato a far parlare di sé, con un possibile aumento delle quotazioni capace di favorire i Paesi produttori ed esportatori. Si tratta del nichel, un metallo duttile, noto per la sua elevata resistenza alla corrosione e all’ossidazione, caratteristiche che lo rendono adatto a numerosi impieghi industriali.
Perché il prezzo del nichel è destinato ad aumentare
Nei prossimi mesi il prezzo del nichel potrebbe salire, e uno dei motivi principali è legato all’Indonesia, primo produttore mondiale. Il governo indonesiano ha infatti deciso di introdurre drastici tagli alla produzione, riducendo le forniture delle principali miniere del Paese. L’obiettivo è ridimensionare il surplus globale che negli ultimi anni aveva contribuito a comprimere i prezzi, creando invece una situazione di maggiore scarsità. In presenza di una domanda solida, questa strategia potrebbe inevitabilmente spingere le quotazioni verso l’alto. Il precedente eccesso di offerta sta già diminuendo e la stretta produttiva potrebbe accentuare ulteriormente il riequilibrio del mercato.
Il nichel è un componente essenziale sia per la produzione di acciaio inossidabile sia per la realizzazione delle batterie dei veicoli elettrici. Per questo rappresenta una materia prima strategica nella transizione energetica e si prevede che la domanda globale continui a crescere nei prossimi anni. Di conseguenza, il 2026 potrebbe essere caratterizzato da una nuova fase di rialzo delle quotazioni.
L’Europa, però, parte da una posizione di svantaggio per quanto riguarda i giacimenti di nichel. La riduzione della produzione indonesiana potrebbe tuttavia accelerare lo sviluppo di nuovi progetti estrattivi nel continente, dove esistono risorse ancora poco sfruttate. Un esempio è la miniera di Rönnbäcken, in Svezia, considerata uno dei più grandi giacimenti di nichel non ancora pienamente sviluppati in Europa, con risorse minerarie stimate in circa 600 milioni di tonnellate. Un suo sfruttamento efficace potrebbe ridurre la dipendenza dalle importazioni e contribuire a stabilizzare i prezzi.
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Oltre al nichel, un’altra risorsa strategica per l’Europa è il litio, fondamentale per le batterie di nuova generazione. Anche in questo caso il continente è in posizione di svantaggio rispetto ai principali Paesi produttori. Tuttavia, qualcosa si sta muovendo: nei giorni scorsi è entrata in fase operativa una nuova miniera di litio in Finlandia, mentre in Germania è stato individuato un giacimento a circa 4.000 metri di profondità in una falda acquifera che, se sfruttato, potrebbe diventare tra i più importanti al mondo.
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