Tasi 2014, le detrazioni rischiano di perdere altri 200 milioni

Valentina Brazioli

2 Febbraio 2014 - 16:11

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Tasi 2014, il futuro delle detrazioni si fa sempre più incerto. Dopo la decisione del Governo di destinare i 500 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità non alle famiglie ma ai Comuni, sono a rischio altri 200 milioni di euro. Che cosa succederà? Vediamolo insieme.

Tasi 2014, per le detrazioni non sembra esserci davvero mai pace. Ne avevamo parlato anche recentemente, proprio per rendervi conto della possibilità – sempre più concreta – che la nuova tassa sulla casa non potesse in alcun modo prevedere detrazioni analoghe a quelle che avevamo imparato a conoscere con l’Imu.

A rischio altri 200 milioni di euro

Se già la decisione del Governo di non destinare i 500 milioni di euro (stanziati dalla legge di Stabilità) alle detrazioni - preferendo, invece, dirottarli nelle sempre più esangui casse comunali – aveva suscitato più di un timore, nessuna buona notizia sembra profilarsi all’orizzonte. Sarebbe, infatti, in dirittura d’arrivo un emendamento governativo al decreto Salva-Roma bis, pensato appositamente per recuperare altri 200 milioni di euro da dare ai Comuni.

Aumento aliquote Tasi: non più vincolate esclusivamente alle detrazioni?

La notizia, anticipata oggi dal quotidiano economico Il Sole 24 ore, potrebbe trovare conferma già martedì prossimo, con il probabile sbarco della proposta emendativa nella commissione Bilancio di Palazzo Madama. Si tratterebbe, infatti, di un emendamento volto a stabilire non solo l’addizionale dello 0,8 per mille sulle aliquote Tasi, ma anche per riuscire a vincolare una quota dell’extra gettito previsto direttamente ai primi cittadini.

Un’anticipazione che suona come un deciso dietrofront per chi ricorda la solenne promessa di Palazzo Chigi (con tanto di apposito comunicato stampa) di destinare i proventi dell’addizionale Tasi “esclusivamente” agli sgravi per le famiglie. Fatto sta che, una volta approvato l’emendamento, i circa 1,7 miliardi attesi dall’incremento si vedranno erodere il loro ammontare di circa 200 milioni di euro, andando quindi a rosicchiare ulteriormente il perimetro delle possibili detrazioni ai nuclei familiari in difficoltà.

Quali saranno le detrazioni possibili?

Tutto ancora da scoprire, quindi, il futuro delle detrazioni collegate alla Tasi, anche se con il passare del tempo appare sempre più improbabile il poter contare sugli stessi sconti della tanto vituperata Imu. I primi due conti in merito, infatti, sono del Servizio Politiche Territoriali della Uil, e non lasciano molto adito a speranze: in media, appena 63 euro di detrazione, da sottrarre da un importo dovuto all’incirca tra i 198 e i 261 euro (per quanto riguarda la prima casa). Una somma già di per sé piuttosto risicata, e che non aveva ovviamente tenuto in conto la possibilità che altri 200 milioni di euro potessero improvvisamente preferire la strada delle casse comunali, piuttosto che quella delle tasche degli italiani.

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