Sospensione rate mutuo: migliaia di famiglie a rischio insolvenza

La corsa alla richiesta di sospendere il mutuo si è fermata presto per molte famiglie che hanno scoperto di non avere alcuni requisiti.

Sospensione rate mutuo: migliaia di famiglie a rischio insolvenza

Il decreto Cura Italia del 17 marzo ha introdotto la possibilità di sospendere le rate del mutuo per chi si è trovato all’improvviso in una situazione di difficoltà economica dovuta all’emergenza coronavirus.

Da subito, le banche sono state inondate di richieste di informazioni sullo stop delle rate e quale fosse la procedura, ma solo dallo scorso 30 marzo, con la pubblicazione del nuovo modulo da parte del Ministero dell’Economia, sono stati chiariti alcuni aspetti che necessitavano di approfondimenti.

La corsa alla sottoscrizione delle domande di sospensione del mutuo è finita presto per molte famiglie che hanno scoperto di non poter accedere al Fondo di solidarietà per mancanza di alcuni requisiti.

In particolare, tra gli esclusi alla possibilità di chiedere la sospensione del mutuo si segnalano coloro che in precedenza avevano già usufruito di altre agevolazioni pubbliche. Inoltre, anche i nuovi mutuatari che hanno sottoscritto il prestito ipotecario nei 12 mesi antecedenti al DL n. 18 del 17 marzo 2020 non possono accedere al Fondo di solidarietà.

Sospensione mutuo: requisiti restrittivi e possibili conseguenze

Nella domanda di accesso al Fondo di solidarietà viene esplicitamente indicato che chi ha già fruito di agevolazioni pubbliche, come la garanzia del Fondo Prima Casa, non può presentare la richiesta di sospendere le rate del mutuo.

Secondo molti, questa esclusione metterà a rischio insolvenza decine di migliaia di famiglie che dal 2014 hanno ottenuto un finanziamento avvalendosi della garanzia statale.

La logica di evitare il cumulo tra due agevolazioni pubbliche è comprensibile, ma di fatto, secondo molti, il rischio di insolvenza ricade proprio su una categoria che è maggiormente sotto pressione a livello economico. Basti pensare alle giovani coppie che negli ultimi anni hanno avuto un mutuo per la prima casa finanziando il 100% del prezzo dell’immobile non avendo dei risparmi propri, oppure chi aveva un contratto a tempo determinato.

Inoltre, la possibilità di accedere al Fondo è riservata a chi ha sottoscritto un mutuo prima casa precedentemente a marzo 2019, limitando ancora di più la platea dei beneficiari all’agevolazione prevista dall’ultimo decreto Cura Italia.

Sospensione rate mutuo: quali sono le alternative?

Chi non ha i requisiti per accedere al Fondo di solidarietà può valutare delle alternative.

Prima di tutto è importante verificare le eventuali coperture assicurative sottoscritte a garanzia del mutuo. Molte banche, infatti, soprattutto negli ultimi anni, hanno proposto ai loro clienti una copertura del rischio di perdita di lavoro, e in caso di presenza di tutti i requisiti da parte del mutuatario, la compagnia assicurativa garantirebbe il pagamento delle rate, solitamente fino a 36 mesi.

Oltre al Fondo di solidarietà che permette di sospendere il mutuo in caso di eventi negativi legati all’emergenza coronavirus, molti istituti di credito attuano una propria politica commerciale interna prevedendo il blocco delle rate in caso di difficoltà dei loro clienti. La procedura è sempre la stessa: bisogna rivolgersi alla banca presso la quale si ha il mutuo e compilare, anche online, un modulo per richiedere lo stop delle rate nei tempi e nelle modalità previsti dalla banca.

Infine, se si riuscisse a far fronte autonomamente al pagamento delle rate nei prossimi mesi senza la necessità di sospendere le rate, la soluzione ideale sarebbe quella di chiedere una rinegoziazione del tasso alla stessa banca oppure valutare una surroga mutuo con un altro istituto.

Sia nel caso della rinegoziazione del mutuo, sia per quanto riguarda la surroga è possibile rimodulare, oltre al tasso, che già di per sé potrebbe garantire un notevole risparmio di interessi, anche la durata residua del mutuo, il che permette, allungando il periodo, di alleggerire ulteriormente la rata mensile e di fatto ridurre il rischio di insolvenza per tante famiglie.

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