Sospensione del mutuo o surroga, cosa è meglio?

La possibilità di sospendere le rate del mutuo è riservata a certe categorie di mutuatari. Vediamo se conviene, quali sono le conseguenze e quali sono le migliori alternative.

Sospensione del mutuo o surroga, cosa è meglio?

Cosa scegliere, la sospensione del mutuo o una surroga? Dall’uscita del decreto Cura Italia, sono molte le famiglie che hanno fatto richiesta al Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate del mutuo.

Tra le domande negate e i dubbi di tanti mutuatari sulla convenienza o meno di accedere allo stop dei pagamenti, cerchiamo di fare chiarezza su chi può chiedere la sospensione delle rate e chi no, a chi conviene e quali possono essere le alternative.

Sospensione mutui prima casa come funziona e requisiti

La sospensione delle rate del mutuo è la possibilità di chiedere alla banca presso la quale si ha un mutuo, adibito a prima casa, lo stop temporaneo dei pagamenti del prestito a causa di un’improvvisa difficoltà economica.

La facoltà di chiedere lo stop delle rate era prevista già prima dell’emergenza coronovairus. Infatti, l’introduzione della sospensione delle rate del mutuo risale al Piano Famiglie, operativo tra il 2009 e il 2013 e dal Fondo del Mef di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa attivo dal 2010.

Tra le novità introdotte nell’ultimo decreto ci sono l’apertura alla richiesta anche per i lavoratori autonomi e liberi professionisti e inoltre non deve essere presentato il modello ISEE, eliminando di fatto il limite di reddito imposto in passato.

I requisiti principali per accedere al Fondo di solidarietà, per i lavoratori dipendenti sono:

  • la sospensione dell’attività lavorativa o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni;
  • il mutuo prima casa deve essere stato stipulato successivamente a marzo 2019;
  • il capitale del mutuo non può essere superiore a 250.000 euro;
  • il pagamento delle rate pregresse non deve aver superato i 90 giorni di ritardo.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e liberi professionisti, si dovrà presentare un’autocertificazione in cui si dichiari che la propria attività, a seguito delle misure contenitive del contagio, ha subito una riduzione superiore al 33% del fatturato in un trimestre tra il 21 febbraio 2020 e il 17 dicembre 2020 rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

Abbiamo chiesto a Stefano Grassi, presidente di Affida, a chi conviene la sospensione delle rate del mutuo e quali possono essere le conseguenze per chi avvia la richiesta alla banca.

«Sospendere le rate comporta spostare nel tempo l’impegno che si è contratto pre-emergenza. Una volta decorsi i mesi massimi previsti per la sospensione, il mutuo dovrà riprendere il regolare ammortamento, alle medesime condizioni di tasso e con una durata che sarà ovviamente allungata di un numero di mesi corrispondente a quelli della durata della sospensione».

«Inoltre - continua Grassi - sebbene il decreto parli di sospensione dell’intera rata, si possono verificare situazioni per le quali la banca, senza attendere i tempi del Fondo di solidarietà, ovvero per quei clienti che non rientrino nei requisiti, proponga la sospensione della sola quota capitale».

Quali saranno le conseguenze per i mutuatari che chiederanno la sospensione del mutuo?

La risposta di Stefano Grassi: «Attualmente è difficile sapere come la sospensione verrà letta dal sistema bancario in futuro. Non c’è dubbio che la sospensione del mutuo sarà evidente dalla consultazione delle banche dati, così come dall’analisi del piano di ammortamento. La segnalazione nelle banche dati, come precisato nello stesso decreto e successive integrazioni, non sarà una segnalazione negativa, ma questo non vuol dire che non sia visibile. Sono due cose diverse».

"Ad esempio - prosegue Grassi - Crif, società leader di informazioni creditizie, ha dichiarato che provvederà a non imputare un giudizio negativo alla sospensione del mutuo, ma ha altresì affermato che la segnalazione sarà visibile nelle banche dati creditizie, in caso di consultazione futura.

Ci saranno problemi in futuro per chi ha chiesto la sospensione delle rate?

Risponde Stefano Grassi: «Ad oggi è difficile sapere come peserà questa notizia nella valutazione dell’organo deliberante che dovrà decidere, un domani, se concedere o meno il nuovo finanziamento. Come pure non possiamo sapere come verranno valutate le richieste di finanziamento per coloro che avranno evidenza della voce «cassa integrazione» in busta paga. Auspico che lo Stato attivi delle garanzie, all’interno del Fondo Consap, per far sì che le banche siano più serene nel valutare le future domande, pur in presenza di queste condizioni.»

Sospensione delle rate o surroga mutuo

Prima di chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo è importante prendere in esame tutte le alternative, a partire dal possibile miglioramento delle condizioni contrattuali attualmente in vigore sul proprio contratto di mutuo. Mai come oggi l’occasione di rinegoziare o trasferire il mutuo ad un’altra banca è stato più conveniente, visti i tassi ai minimi storici e le offerte delle banche che propongono mutui molto vantaggiosi.

Infine, conclude Stefano Grassi: "Consiglio di rivolgersi ad un professionista iscritto all’Organismo Agenti e Mediatori per farsi spiegare bene tutte le dinamiche della sospensione e studiare attentamente la situazione economico-finanziaria della famiglia e decidere sulla soluzione migliore solo dopo che il quadro sarà sufficientemente chiaro.

Se dovessi dare un giudizio sintetico, nel dubbio, direi di attivare la sospensione solo ed esclusivamente se strettamente necessario, come soluzione estrema. Altrimenti, se possibile, suggerirei di continuare a pagare, guardando cosa accadrà tra un mese o due, magari attivando da subito una rinegoziazione con la propria banca, o in alternativa una surroga, per abbassare sensibilmente la rata mensile.

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