Scuola digitale, ecco il bando del Miur da 4,3 milioni di euro

Stefania Manservigi

28 Settembre 2016 - 16:28

28 Settembre 2016 - 16:30

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In arrivo il bando del Miur da 4,3 milioni di euro sulla scuola digitale: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Una scuola italiana digitale che sia al passo con i tempi.
E’ questo l’obiettivo del Miur che nei giorni scorsi ha pubblicato il bando sulla scuola digitale, un bando da 4,3 milioni di euro che invita le scuole a produrre 25 percorsi didattici innovativi detti «Curricoli» al fine di lavorare per cambiare la scuola italiana, ammodernandola e attualizzandola.
Le aree tematiche su cui dovranno concentrarsi i progetti presentati dalle scuole sono quelle legate al digitale, alla rete e allo sviluppo di competenze di ambito Stem.
Per partecipare al bando le scuole dovranno associarsi dando vita a raggruppamenti, indipendenti dal grado e dall’ordine delle stesse, che devono avere un minimo di tre componenti, capofila inclusa.
Ciascuna rete di scuole può presentare un’unica proposta progettuale su una sola area tematica.
La data di scadenza del bando è fissata al 10 novembre 2016.
Di seguito tutto quello che c’è da sapere sul bando: come cambierà la scuola?

Scuola digitale: il bando del Miur

Il Miur ha disposto lo stanziamento di 4,3 milioni di euro per il bando sulla scuola digitale al fine di favorire le competenze digitali e di accompagnare le attività di apprendimento degli studenti in maniera stimolante e attrattiva.
Per ogni singolo curricolo verranno stanziati 170mila euro.

Scuola digitale: quali sono i progetti finanziabili?

Non tutti i progetti possono essere finanziati con le risorse disposte dal bando del Miur sulla scuola digitale. I progetti per essere finanziati devono rispettare alcuni requisiti ossia fondarsi su elementi di interdisciplinarietà. Inoltre gli obiettivi e i risultati didattici proposti dovranno essere misurabili e i contenuti validati scientificamente.

I percorsi didattici presentati dalle scuole dovranno inoltre essere innovativi per modalità di fruizione, organizzazione dei contenuti, modalità di accompagnamento e valorizzazione dei risultati e per la capacità di stimolare il protagonismo degli studenti.

Nello specifico i temi che dovranno essere toccati nei progetti sono i seguenti:

  • diritti in Internet;
  • educazione ai media (e ai social);
  • educazione all’informazione;
  • STEM (sviluppo delle competenze digitali, ad esempio, per la robotica educativa, making e stampa 3D, Internet delle cose);
  • big e open data;
  • coding;
  • arte e cultura digitale;
  • educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali;
  • economia digitale;
  • imprenditorialità digitale.

I progetti saranno poi messi a disposizione di tutte le scuole; i materiali e i contenuti rilasciati dovranno essere in formato aperto (Open Educational Resources) al fine di renderne possibile il pieno utilizzo e il potenziale riuso, senza costi aggiuntivi di fruizione e riutilizzazione.

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