S&P: PIL Eurozona in perdita dello 0.8% a causa Brexit. UK sfiorerà la recessione

S&P taglia le previsioni di crescita di Zona euro e Regno Unito dopo la Brexit. Ecco l’impatto sul PIL con l’uscita dell’UK dall’UE.

La crescita dell’economia nell’Eurozona subirà un duro colpo nel 2017 e nel 2018 a causa della vittoria del SI alla Brexit e dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea - secondo quando dichiarato dalla S&P Global Ratings nella giornata di lunedì.

«Per la zona euro, nonostante l’aumento delle incertezze e il colpo alla domanda estera derivanti da Brexit, a questo punto non ci aspettiamo che la ripresa rimanga in stallo. Stimiamo che l’effetto Brexit costerà alla zona euro lo 0,8 per cento del PIL nel 2017 e 2018» scrive l’agenzia di rating nel suo ultimo report.

Il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione Europea in un referendum di 10 giorni fa. La notizia ha scosso i mercati finanziari mondiali, che invece prezzavano la vittoria del fronte Remain.

S&P prevede che la Brexit peserà sul PIL del Regno Unito fino a portarlo all’1,2 nel 2017 e all’1,0 per cento nel 2018, a causa delle prospettive più deboli per gli investimenti sia a livello nazionale che estero.

«Queste nuove stime presuppongono che l’accesso al mercato unico venga mantenuto nel 2017 e nel 2018 e che la Bank of England riuscirà a mantenere sotto controllo turbolenze sui mercati finanziari»,

si legge nel report.

L’agenzia prevede che la Bank of England taglierà i tassi di interesse dallo 0,5 per cento allo 0 per cento entro la fine del 2016 e che ricomincerà con il quantitative easing a pieno regime nel 2017.

«Pensiamo che il Regno Unito riuscirà a malapena a sfuggire da una recessione vera e propria causata dalla Brexit, ma i rischi al ribasso sono numerosi»,

specifica S&P.

La scorsa settimana, il governatore della Bank of England Mark Carney ha previsto un «rallentamento materiale» della crescita in risposta alla vittoria della Brexit e la necessità di aumentare lo stimo all’economia durante questa estate.

La sterlina ha colpito i minimi di 31 anni contro il dollaro a seguito del referendum e rimane nettamente in ribasso rispetto alla valutazione precedente dal risultato delle votazioni.

S&P ritiene che la debolezza della sterlina aiuterà il settore del commercio nel 2017 e nel 2018, ma aumenterà anche l’inflazione.

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