Inclusione finanziaria, la nuova sfida per milioni di americani

Timothy Taylor

15 Ottobre 2025 - 07:30

Negli Stati Uniti milioni di cittadini restano senza conto bancario o con servizi finanziari limitati

Inclusione finanziaria, la nuova sfida per milioni di americani

Immagina per un momento cosa significherebbe non avere un conto bancario, o una carta di credito – e tanto meno, ad esempio, la possibilità di effettuare pagamenti online, ottenere interessi sui risparmi, richiedere un prestito, avere un punteggio di credito, ricevere l’accredito diretto dello stipendio, o disporre di un conto pensionistico o di un mutuo. Far parte del sistema finanziario è un passo fondamentale per essere connessi all’economia più ampia.

Un gruppo di economisti della Federal Reserve – Matteo Crosignani, Jonathan Kivell, Daniel Mangrum, Donald Morgan, Ambika Nair, Joelle Scally e Wilbert van der Klaauw – fornisce una panoramica sull’estensione di questo fenomeno nell’economia statunitense nello studio “Financial Inclusion in the United States: Measurement, Determinants, and Recent Developments” (Economic Policy Review: Federal Reserve Bank of New York, settembre 2025, 31:3).

Secondo la FDIC, un individuo è definito “unbanked” se nessun membro della famiglia possiede un conto corrente o un conto di risparmio presso una banca o una credit union. Tra coloro che hanno un conto, la FDIC definisce invece “underbanked” gli individui che, pur avendo accesso al sistema bancario, sono scarsamente serviti dagli attuali prodotti di credito e risparmio. Questa condizione è misurata dall’utilizzo, negli ultimi dodici mesi, di almeno una transazione non bancaria ad alto costo o di un servizio di credito tipicamente usato dagli unbanked, come vaglia postali, servizi di cambio assegni, rimesse internazionali, contratti di rent-to-own, banchi dei pegni, payday loans, anticipi su rimborsi fiscali o prestiti garantiti da auto. Gli underbanked generalmente pagano costi elevati per accedere al proprio denaro e per le transazioni, avendo al contempo poche opportunità di accumulare risparmi e patrimonio.
Secondo l’ultima FDIC National Survey of Unbanked and Underbanked Households (2021), circa 5,9 milioni di famiglie (15,6 milioni di adulti) sono unbanked, mentre 18,7 milioni di famiglie (51,1 milioni di adulti) risultano underbanked. Gli unbanked rappresentano il 4,5% delle famiglie statunitensi, mentre un ulteriore 14,1% rientra nella categoria degli underbanked. Tassi simili emergono da altre indagini: 5,5% delle famiglie nell’SCF 2019 della Board of Governors, 4,7% dei rispondenti nella NFCS 2021 di FINRA, e 6,5% degli adulti nella SCPC 2020 della Federal Reserve di Atlanta.

Americani senza un conto bancario Americani senza un conto bancario .

Perché le persone sono unbanked o underbanked? I dati dei sondaggi riportano una varietà di motivazioni (con possibilità di risposte multiple). In ogni caso, questa condizione comporta costi significativi, soprattutto per le famiglie a basso reddito già sotto stress finanziario dovuto a fattori come bassi salari, perdita di lavoro e/o assenza di assicurazione sanitaria.

Negli ultimi anni ci sono stati diversi sforzi significativi per ampliare l’accesso a conti bancari a basso costo per la popolazione unbanked e underbanked. Tra questi: consentire depositi iniziali inferiori a 25 dollari, fornire accesso gratuito a servizi online e mobili, limitare le commissioni di scoperto. Un conto di transazione di base e accessibile presso un’istituzione assicurata è considerato un primo passo chiave verso l’inclusione finanziaria, garantendo un luogo sicuro dove risparmiare, effettuare transazioni di base, costruire una storia creditizia, accedere al credito a condizioni favorevoli e raggiungere la sicurezza finanziaria. Ad esempio, per usufruire dei servizi di pagamento istantaneo tramite FedNow è necessario avere un conto bancario.

Un’iniziativa importante in corso è il programma Bank On promosso dal Cities for Financial Empowerment Fund. Dal 2008, gli standard Bank On National Account Standards (2023-24) hanno aiutato le istituzioni finanziarie a collegare i consumatori a conti bancari sicuri e convenienti, focalizzati su sicurezza, costo e capacità transazionale. Oggi, banche e credit union che rappresentano oltre il 60% del mercato dei depositi al consumo negli Stati Uniti offrono questi conti. Più della metà delle filiali bancarie (53%) mette a disposizione un conto certificato Bank On. Secondo l’ultimo Bank On National Data Hub della Federal Reserve Bank of St. Louis, ad oggi sono stati aperti oltre 14,1 milioni di conti certificati Bank On, distribuiti nell’85% dei codici postali statunitensi. Inoltre, nel 2021 quasi l’80% dei nuovi conti è stato aperto da clienti che erano nuovi all’istituzione finanziaria, segno che Bank On sta effettivamente portando nuovi consumatori nel sistema bancario.
Un’evoluzione più recente, al tempo stesso promettente e preoccupante, è l’accesso a servizi simili a quelli bancari tramite fintech. Da un lato, ampliare le opzioni per gli unbanked è positivo; dall’altro, vi è il rischio che alcuni di questi servizi comportino costi elevati e inducano a un forte indebitamento. Potrebbe essere utile introdurre uno standard di settore o una certificazione governativa che permetta alle fintech, qualora lo desiderino, di offrire conti a costi garantiti, sul modello di Bank On.

Non ho grandi soluzioni, ma credo che una combinazione di iniziative a basso costo, unite alla promozione di opzioni affidabili ed economiche, potrebbe generare un impatto concreto nella vita quotidiana di milioni di americani a basso reddito.

Questo articolo è ripreso e tradotto da Conversable Economist.