Bbva sfida Sabadell: la scalata catalana scuote il risiko bancario spagnolo

Andrea Muratore

25/09/2025

La banca basca punta all’espansione mentre il governo di Sanchez frena, creando tensioni politiche e finanziarie tra Madrid, Barcellona e Bruxelles

Bbva sfida Sabadell: la scalata catalana scuote il risiko bancario spagnolo

Dopo l’Italia è la Spagna l’epicentro del risiko bancario europeo. Il Paese iberico sta vedendo in corso una battaglia importante per la ridefinizione della gerarchia del suo sistema finanziario: la basca Bbva fa sul serio e mira a completare la scalata di Sabadell, rivale catalana su cui ha lanciato a fine aprile un’offerta da oltre 10 miliardi di euro di recente aumentata a 17.

Una manovra importante, per un’operazione che se andrà in porto avrà un valore nominale superiore all’offerta pubblica di scambio realizzata in Italia da Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca (che all’avvio superava i 13 miliardi di euro) o a quella da 10 miliardi di euro con cui Unicredit ha provato a scalare Banco Bpm.

La partita finanziaria spagnola è impetuosa. Bbva, quarta banca per capitalizzazione dell’Unione Europea dopo Santander, Unicredit e Intesa San Paolo in una classifica dove Italia e Spagna fanno la parte del leone, vede nell’acquisizione dell’istituto catalano con sede nell’omonima città vicino Barcellona una prospettiva di espansione. Bbva è ben radicata, con le sue attività di business, soprattutto in America Latina, dove grazie alle facilità delle regolamentazioni sta sperimentando innovazioni fintech e un modello di banca leggera e orientata ai clienti.

Negli ultimi anni sta pianificando anche un’espansione delle sue attività in patria e, più in generale, in Europa, come dimostrato dall’offensiva italiana sotto forma di apertura a politiche di ricerca di capitali tramite la concessione di generosi conti remunerati.

La scalata a Sabadell è vista come strategica per sfidare l’egemonia nazionale di Santander, in un duopolio che dalla Grande Recessione in avanti ha visto i baschi inseguire l’istituto della Cantabria storicamente radicato nella finanza d’affari della capitale Madrid. Lo scenario prospettato dal piano-Sabadell è chiaro. Il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria riscontra grandi sinergie operative nel fatto che tanto i Paesi Baschi quanto la Catalogna sono regioni a vocazione industriale e produttiva in cui l’economia è basata su un settore dominante di piccole e medie imprese manifatturiere esportatrici o inserite nella catena del valore di settori come l’automotive, desiderose di capitale e capaci di generare ritorni.

Ad oggi, la prospettiva è che Bbva dovrà vincere una battaglia di mercato. Come nota la testata spagnola Business People, nonostante il miglioramento dell’offerta da parte dei baschi, “Il presidente di Sabadell, Josep Oliu, e l’amministratore delegato, César González-Bueno, hanno già pubblicamente respinto l’offerta, definendola insufficiente” e il management “ha messo in guardia dai rischi fiscali derivanti dalla partecipazione all’OPA e dalla possibilità che BBVA debba lanciare una seconda offerta in contanti se non raggiunge il 50% del capitale con diritto di voto, requisito minimo per il successo”. Sabadell incarna, a suo modo, in maniera finanziaria l’autonomismo catalano e la volontà di mantenere le proprie prerogative.

Essere espressione di un territorio prospero valorizza l’orgoglio delle istituzioni finanziarie: lo si è visto con la battaglia condotta in Italia, ad esempio, dal management di Ubi di fronte all’offerta di Intesa San Paolo, da Credito Valtellinese di fronte all’incedere di Credit Agricolé, da Banca Popolare di Sondrio verso Bper. Sfide che poi, al momento del successo delle scalate, hanno chiamato gli acquirenti a mantenere le prerogative dell’istituto comprato, sotto forma di livelli di occupazione, brand o attenzione al territorio. Si può immaginare quanto questa peculiarità condizioni oggi una banca catalana, in un contesto ove la spiccata tendenza autonomista degli operatori di mercato si somma a quella della politica e chiama in causa anche le istituzioni centrali di Madrid.

Il governo di Pedro Sanchez, guidato dai socialisti del premier, ha posto un freno all’azione di Bbva, suscitando l’ira del presidente Carlos Torres e venendo anche redarguito dall’Unione Europea, lo scorso maggio.

Madrid”, spiega il Financial Times, è intervenuta per comunicare a BBVA che non le sarebbe stata consentita la fusione con Sabadell per almeno tre anni, anche in caso di successo”, decisione che ostacolerebbe la capacità di BBVA di realizzare risparmi sui costi dell’operazione e accrescerebbe la possibilità che i due istituti di credito operino parallelamente all’interno dello stesso gruppo societario per un certo periodo. Tale decisione è sospesa di fronte ai ricorsi legali e in Europa di Bbva e nel frattempo la Cnmv, la Consob Spagnola, ha autorizzato il rialzo. Nel frattempo la sfida è anche un rebus politico.

I partiti autonomisti baschi e quelli catalani appoggiano l’esecutivo di sinistra spagnolo, ma a Barcellona Sanchez ha il plus di esprimere tramite il Partito Socialista il presidente della Generalitat, Salvador Illa. Un cedimento di Sabadell sarebbe interpretato come una sfiducia allo stesso esecutivo, anche perché la banca target è percepita come molto più radicalmente catalana di quanto Bbva sia sovrapponibile all’identità basca e di Bilbao. Come in Italia, nelle sfide del risiko bancario istanze locali, sfide politiche e la commistione tra istituzioni finanziarie e decisori di governi giocano un ruolo anche in Spagna. Quanto possa decidere il mercato e quanto la politica resta incerto: è il grande dilemma di un’epoca in cui le logiche del capitalismo tradizionale vengono radicalmente cambiate.

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