Riflettori puntati sullo Stato malese di Johor, all’estremità meridionale del Paese e ultimo territorio prima di Singapore. Qui c’è infatti una grande zona di sviluppo economico chiamata Iskandar Malaysia, nota anche come Iskandar Development Region, un’area di circa 2.200 chilometri quadrati suddivisa in cinque “flagship zones”, ciascuna con focus diversi: finanza, logistica, istruzione, turismo, tecnologia e industrie creative.
Il piano originario era stato lanciato da Kuala Lumpur nel 2006, e sviluppato congiuntamente dal governo malese e singaporiano, ha ripreso vigore negli ultimi due anni, e cioè in concomitanza con il risveglio economico della Malesia.
Uno degli ultimi progetti destinato a trasformare Johor coincide con quello proposto dal Thomson Medical Group. Come ha spiegato la Nikkei Asian Review parliamo di uno sviluppo immobiliare integrato da 18 miliardi di ringgit (circa 4,3 miliardi di dollari) nella zona.
Esteso su oltre 10 ettari, il progetto dovrebbe includere un ospedale da 500 posti letto con strutture per l’assistenza agli anziani, immobili residenziali di lusso, spazi commerciali, un hotel a cinque stelle, residenze premium con servizi alberghieri per turisti e ambulatori medici specialistici.
Lo sprint di Johor
Lo sviluppo segna l’ultimo investimento immobiliare nella zona economica speciale di Johor, pubblicizzata come un fulcro della cooperazione tra i vicini del sud-est asiatico. “È il momento giusto: la spinta economica, lo slancio infrastrutturale e i cambiamenti demografici stanno convergendo”, ha dichiarato Kiat Lim, vicepresidente esecutivo di Thomson. “Abbiamo elaborato una visione per un mega progetto che modellerà lo skyline e il futuro”, ha quindi aggiunto.
Situato vicino al sistema di trasporto rapido che collega Johor e Singapore tramite ferrovia, la cui entrata in funzione è prevista per la fine dell’anno prossimo, Thomson ha presentato il piano come uno sviluppo di prim’ordine con «connettività senza pari» e «ampie viste sul mare».
La scommessa dell’operatore sanitario sulla zona economica speciale Johor-Singapore si aggiunge ad altri progetti immobiliari in corso. Lo sviluppatore immobiliare di Singapore CapitaLand Development ha annunciato l’intenzione di creare un nuovo parco industriale nel distretto di Kulai, all’interno della zona. E ancora: GuocoLand e UEM Sunrise hanno concordato di sviluppare congiuntamente un terreno nella zona destinata a progetti che coinvolgono produzione, istruzione e turismo.
Come sta l’economia della Malesia
Nonostante le incertezze globali, l’economia malese continua a mostrare solidità. Bank Negara Malaysia prevede per il 2025 una crescita compresa tra il 4% e il 4,8%, sostenuta dalla tenuta della domanda interna, dal buon andamento del mercato del lavoro e dall’avanzamento di progetti infrastrutturali pluriennali.
Le prospettive restano però legate all’evoluzione dello scenario internazionale: da un lato, tensioni geopolitiche e politiche commerciali più restrittive potrebbero frenare le esportazioni; dall’altro, eventuali accordi favorevoli sui dazi, insieme alla domanda di beni elettronici e al turismo, potrebbero dare ulteriore slancio alla crescita. L’inflazione, intanto, è attesa su livelli moderati, tra l’1,5% e il 2,3%.
Nel frattempo il polo di Iskandar Malaysia, nel cuore dello stato di Johor, ha già attratto oltre 400 miliardi di ringgit di investimenti approvati dal 2006 a oggi, con un forte contributo da parte di capitali esteri. Questa zona economica speciale si conferma uno dei motori di lungo periodo della crescita malese, capace di rafforzare l’attrattività del Paese e di consolidarne il ruolo strategico nel Sud-est asiatico. E il progetto del Thomson Medical Group è soltanto la punta dell’iceberg.