Ora anche Romania, Bulgaria e Croazia vogliono adottare l’Euro. Ma perché?

La Romania si unisce alla Bulgaria e alla Croazia nel cammino verso l’adozione della moneta unica; una mossa che sembra nascere dal timore di essere estromessi dalla distribuzione dei fondi per lo sviluppo da parte dell’UE.

Ora anche Romania, Bulgaria e Croazia vogliono adottare l'Euro. Ma perché?

I tre Paesi più poveri dell’Unione Europea hanno ora intenzione di adottare l’Euro.

L’ultimo in ordine di tempo è la Romania, che la scorsa settimana ha annunciato la presentazione di una sua strategia per l’adozione della moneta unica entro la fine dell’anno, riportando alla luce un’idea che era stata archiviata nel 2015.

Si unisce così alla Bulgaria e alla Croazia nella ricerca di un percorso che porti le tre nazioni ad aderire alla zona euro. Questo potrebbe aiutare i Paesi balcanici a restare fedeli all’UE, considerando che cominciano a sorgere dubbi sulla futura distribuzione di fondi cruciali per lo sviluppo.

Juraj Kotian, economista presso la Erste Group Bank AG, ha spiegato a questo proposito che dopo la Brexit trovarsi al di fuori della zona euro potrebbe “renderti un estraneo”:

Se si analizza il budget predisposto dall’Unione Europea, si nota che alla zona euro viene data molta più importanza. La Commissione europea vuole avere questo strumento di convergenza per far aderire all’euro, quindi i Paesi devono approfittarne.

I piani dei tre Paesi: Bulgaria la più decisa

I piani dei tre Paesi sono in contrasto con le parti più ricche dell’est del continente. Mentre la Slovenia, la Slovacchia e le nazioni baltiche dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania usano tutte l’euro, la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria non hanno un progetto concreto per l’adesione alla moneta unica. L’esperienza della Grecia, che ha dimostrato cosa può accadere quando si abbandona una politica monetaria indipendente, non sembra aver spaventato, e per i membri meno abbienti dell’UE i fondi per lo sviluppo potrebbero essere necessari in futuro nel tentativo di colmare il gap economico.

I piani della Bulgaria sono quelli maggiormente definiti. Il Paese più povero dell’Unione Europea - che a gennaio del 2018 ha assunto la presidenza di turno dell’UE - ha già fissato il valore del lev a quello dell’euro e vuole aderire al meccanismo di cambio - il precursore dell’adozione della moneta unica - quest’estate. La Croazia prevede di passare alla moneta unica in cinque/sette anni, mentre la Romania deve ancora rivelare le sue scadenze.

Secondo l’ultimo programma di convergenza approvato giovedì, la Romania intende raggiungere il 70% del PIL medio pro capite della zona euro entro il 2020, rispetto al circa 60% di adesso. Dal governo rumeno hanno affermato che stabilire una data concreta di adozione dell’euro richiede innanzitutto un’analisi approfondita, “in particolare della convergenza reale, strutturale e istituzionale".

Romania, Bulgaria e Croazia vogliono l’euro, ma cosa ne pensa la BCE?

Come saranno accolte le loro proposte non è chiaro. Mentre la Bulgaria soddisfa i criteri dell’UE e i leader tedeschi e francesi la sostengono, la BCE è meno incline a seguito di una serie di scandali finanziari nell’Europa orientale. Inoltre, Croazia e Romania presentano uno scenario economico più debole.

Un vertice sul futuro dell’UE dopo la Brexit, che si terrà la prossima primavera in Romania, potrebbe chiarire meglio le loro prospettive.

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