Monitor di Borsa, il franco svizzero è troppo forte. Ecco come gestirlo

Lorenzo Raffo

4 Novembre 2025 - 14:03

Si avverte un po’ di prudenza sul proseguimento del trend rispetto all’euro. È quasi infatti a livelli insostenibili. Come seguirne ora i movimenti.

Monitor di Borsa, il franco svizzero è troppo forte. Ecco come gestirlo

Il quadro di incertezza che caratterizza i mercati finanziari trova una conferma nel vigore di alcune valute rifugio, prima di tutte il franco svizzero.

Che in realtà ha un trend di rafforzamento in atto da decenni. Il suo grafico – da questo punto di vista – come cross Eur/Chf è impietoso.

Dagli 1,90 del 1992 (riferito logicamente a un paniere di divise europee, non esistendo allora quella comunitaria), la valuta elvetica si è andata progressivamente consolidando fino agli 1,50 del 2009, per poi passare alla parità nel 2022 e finire la corsa sugli attuali 0,92-0,93. Finire la corsa? Per ora, poiché c’è chi ipotizza un percorso ancora a suo favore.

La Borsa ha retto e l’economia pure

Un contesto così dilagante dal punto di vista valutario avrebbe potuto condizionare pesantemente le big del Paese quotate in Borsa e inevitabilmente anche il costo della vita. Invece non è successo finora, almeno in maniera vistosa.
L’effetto congiunto di franco fortissimo e dazi trumpiani al 39% sta però alimentando incertezze. Sostiene un analista di Ubs, Maxime Botteron, che “se la fiducia nella valuta statunitense dovesse continuare a diminuire, il franco potrebbe diventare ancora più richiesto come bene rifugio, con conseguenze di vasta portata per l’economia elvetica”.

L’offerta, infatti, di investimenti sicuri in franchi è molto limitata rispetto ai Treasuries Usa. Non resta allora che puntare sulla valuta, detenendola nei forzieri delle banche scudocrociate. Un forte afflusso di capitali porterebbe a un significativo ulteriore rafforzamento del franco, mentre il margine per eventuali riduzioni dei tassi d’interesse da parte di Berna è limitato.

Dal punto di vista invece dell’economia l’abbinata fra importazioni più convenienti e costo del denaro bassissimo favorisce molti settori, salvo quelli assai attivi negli Usa. Non tutti i cittadini svizzeri sono però d’accordo, visto che molti lamentano un’inflazione reale ben superiore rispetto a quanto reso noto dai dati ufficiali. Una tazzina del caffè in certi casi a 6 Chf ne è la conferma, sebbene i prezzi medi si attestino su valori inferiori.

Di nuovo tassi negativi?

L’ipotesi così che la Banca centrale di Berna sia costretta primo o poi a tornare a una politica monetaria ultra espansiva, con un tasso di riferimento addirittura negativo, comincia a circolare, seppur non condivisa da tutti gli operatori delle piazze di Zurigo e Ginevra.

Il problema resta quello se il franco svizzero può ancora rafforzarsi e di quanto. Gli italiani del nord e soprattutto delle province di confine che detengono Chf in conti aperti presso banche d’oltralpe lo sperano. Sono loro che si domandano come muoversi nella prospettiva di breve e medio termine.

L’attrattiva difensiva del franco è destinata probabilmente a confermarsi ma in un’ottica già di 12 mesi il quadro potrebbe cambiare. Molti operatori consigliano più un’esposizione all’euro che al franco, presagendo un rialzo della divisa europea, a causa del calo dei flussi verso i beni rifugio e di una ripresa della propensione al rischio globale.

È evidente però che tutto dipenderà dalla geopolitica e che quindi come in altri casi il fare previsioni può rivelarsi azzardato.

Meglio allora affidarsi ai freddi numeri dell’analisi grafica del cambio Eur/Chf.

Cambio attuale (04/11/2025) 0,93
1° resistenza (rafforzamento CHF) 0,923
1° supporto (indebolimento CHF) 0,944
2° supporto (indebolimento CHF) 0,964

Perché si è indicata una sola resistenza? Per un motivo molto semplice: non ci sono riferimenti sotto 0,923, trattandosi di livelli iper storici. Oltre i quali Berna dovrebbe intervenire quasi certamente per evitare conseguenze pesanti.

Il caso Chf resta comunque da monitorare, non solo da chi ne detiene ma anche da chi cerca di interpretare così la propensione al rischio dei mercati.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.
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