Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: cosa cambia ora?

Rimborso pensioni 2017: la sentenza della Corte Costituzionale ha bocciato i ricorsi per mancata rivalutazione; il bonus Poletti è legittimo. Chi può richiedere gli arretrati e come fare?

Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: cosa cambia ora?

Rimborso pensioni 2017: secondo la Corte Costituzionale la rivalutazione degli assegni prevista dal bonus Poletti è legittima.

La sentenza che ha bocciato i ricorsi per incostituzionalità del meccanismo di rivalutazione delle pensioni è stata pronunciata il 25 ottobre 2017 dalla Consulta, secondo la quale il bonus Poletti previsto dal decreto n. 65/2015 realizza un bilanciamento tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica.

Niente rimborso delle pensioni a causa dei nuovi meccanismi di rivalutazione degli assegni, prima modificati con la riforma Fornero e poi riconosciuti soltanto in parte con il bonus Poletti.

Negli anni scorsi molti pensionati hanno presentato domanda all’Inps dopo lo stop alla perequazione e alla rivalutazione degli assegni, imposto dall’allora Governo Monti.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale viene definitivamente a scemare la speranza di rimborso pensioni per chi aveva presentato ricorso.

Cosa cambia ora, si potrà ancora richiedere il rimborso pensioni all’Inps per mancata rivalutazione? Ecco le novità dopo la pronuncia della Corte Costituzionale sulla perequazione degli assegni.

Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: cosa cambia ora?

La querelle nasce con la legge “Salva Italia” del 2011 che aveva imposto il blocco della rivalutazione per gli anni 2012-2013 per trattamenti superiori a 3 volte quello minimo, ovvero 1.405,05 euro lordi.

La Corte Costituzionale, con una sentenza che aveva fatto ben sperare i pensionati, aveva ribaltato la norma imponendone la sua cancellazione.

Il Governo Renzi, per recepire l’indicazione della Corte ha varato il decreto 65/2015, nel quale è stato inserito il cosiddetto bonus Poletti: ai pensionavi spettava, tuttavia, soltanto un rimborso pensione parziale.

La richiesta di rimborsi per la pensione è arrivata nuovamente al vaglio della Consulta dopo che molti Tribunali della penisola hanno chiesto una presa di posizione anche sui nuovi criteri per la ricostruzione. I requisiti imposti dal decreto attuativo dell’allora Governo Renzi sono stati accusati infatti di non aver recepito tutte le indicazioni della sentenza dando così luogo a dei rimborsi pensionistici sottostimati.

Le notizie degli ultimi giorni raccontano che la Corte, questa volta, ha dichiarato la legittimità del bonus Poletti: sì ad una rivalutazione soltanto parziale, è un buon equilibrio tra esigenze dei pensionati e casse dello Stato.

Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: da dove nasce il problema

Il rimborso pensioni può essere richiesto per venire incontro ai danni derivanti dal blocco delle rivalutazioni delle pensioni. La misura è stata infatti introdotta dal decreto ‘Salva Italia’ del 2011 per opera dell’allora Governo Monti. La norma ha infatti imposto il blocco dell’indicizzazione tra il 2012 e il 2013 per le pensioni al di sopra dei 1.405,05 euro lordi mensili.

Sul blocco, come abbiamo detto, è intervenuta la Consulta con la sentenza 70/2015 chi ha dichiarato illegittima la norma, dal momento che travalicava “i limiti di ragionevolezza e proporzionalità” richiesti alla legislazione.

Nello specifico la Corte ha rigettato il blocco delle rivalutazioni per le pensioni superiori a 3 volte quella minima per gli anni 2012-2013 dando il via ai rimborsi. La norma infatti si poneva in contrasto sia con la legislazione precedente che con quella successiva (legge 147/2013).

A correggere il comma 25 dell’articolo 24 del “Salva Italia” come disposto dalla Corte Costituzionale è intervenuto un decreto legge 65/2015 che ha ripristinato definitivamente gli scaglioni per il riadeguamento delle pensioni agli indici Istat.

Nello specifico la nuova norma ha predisposto un calcolo sul rimborso anche per il biennio 2012-2013 da effettuarsi secondo il seguente modello.

Rapporto rispetto alla pensione minimaPercentuale di rivalutazione
Fino a 3 volte (1.405,05 euro) 100%
Da 3 a 4 40%
Da 4 a 5 20%
Da 5 a 6 10%
Oltre 6 volte (2810.1 euro) Nessuna

Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: le precisazioni dall’Inps

Una chiarificazione circa i rimborsi pensioni per mancata rivalutazione è arrivata recentemente dall’Inps. Il messaggio n.53 del 5 gennaio 2017 ha infatti stabilito il comportamento dell’Istituto in merito alle richieste di rimborso che sono gli sono indirizzate.

In buona sostanza viene ribadito come l’Inps si atterrà per la rivalutazione alla legge 65/2015 intervenuta a correggere la censura della Consulta. Per quanto riguarda i rimborsi pensioni per gli anni tra il 2012 e il 2015 l’Inps comunica la propria indisponibilità a dare seguito ad ulteriori rimborsi dal momento che gli adeguamenti posti in essere sono in linea con quelli derivanti dalla legislazione attuale, ad oggi sancita dalla citata legge 65/2015.

Per quanto riguarda i requisiti circa la richiesta di rimborso pensione, nel messaggio dell’Inps viene specificato che la lettera che sarà inviata a chi ha fatto domanda di applicazione integrale della sentenza della Consulta sarà la seguente:

Gentile Sig./ra o Gentile Avv.

in riscontro alla Sua richiesta di rivalutazione del trattamento pensionistico in godimento per gli anni dal 2012 al 2015 a seguito della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale, si comunica che la stessa non può essere accolta in quanto l’Istituto ha già pienamente adempiuto dando puntuale esecuzione alle previsioni contenute nel DL n. 65/2015 convertito in legge n. 109/2015 che disciplinano la materia

Nei casi per i quali sia pervenuta all’Inps una diffida all’applicazione della sentenza della Corte di Cassazione con eventuale rivendicazione di ‘messa in mora’, l’Istituto impone di rigettare le richieste. I requisiti per il calcolo del rimborso per la pensione sono infatti corrisposti sulla base della legislazione vigente.

Rimborso pensioni 2017 per mancata rivalutazione: chi può richiederla e quali sono i requisiti

L’unica possibilità lasciata dall’Inps per la richiesta di rimborsi ulteriori a quelli già concessi era affidata alla sentenza della Corte Costituzionale, arrivata il 25 ottobre 2017 e che tuttavia lascia ben poco spazio ai pensionati.

La questione era infatti divenuta materia di un nuovo ricorso per richiedere il rimborso pensione integrale per gli anni 2012-2015. La questione sulla rivalutazione delle pensioni è arrivata anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo dalla quale si attendono delle indicazioni.

La partita per i rimborsi pensione per la mancata rivalutazione potrebbe tuttavia essere ancora aperta: dopo la sentenza della Consulta, diversi avvocati hanno affermato ti attendere la pubblicazione del testo del giudizio per poi scegliere quale strada intraprendere.

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Argomenti:

INPS Pensione Rimborso

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