Reddito di cittadinanza, cosa succede in caso di ricovero prolungato?

Lorenzo Rubini

12 Maggio 2021 - 13:54

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Un percettore di reddito di cittadinanza che viene ricoverato in una struttura sanitaria è tenuto a comunicarlo all’INPS?

Reddito di cittadinanza, cosa succede in caso di ricovero prolungato?

In caso il titolare di reddito di cittadinanza subisca un ricovero ospedaliero è tenuto a comunicarlo all’INPS? E in tal senso è prevista una durata minima o massima del ricovero prima di procedere alla comunicazione?

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Salve,
mi chiamo A.e da aprile 2021 ho cominciato a percepire la prima rata del reddito di cittadinanza pari a 460€, purtroppo non avendo un contratto di locazione regolare e impossibilitata a fare fronte a questa necessità essendo disoccupata e con un ISEE 2020 pari a 330€. A breve dovrò subire un intervento chirurgico per il quale i medici mi hanno spiegato che il ricovero ospedaliero e il trasferimento in una struttura di riabilitazione potrebbero perdurare per diversi mesi continuativi in attesa delle dimissioni ospedaliere. Volevo chiedere come mi devo comportare in questo caso nei confronti dell’Inps? Devo dare comunicazione oppure no? Le rate successive del periodo di degenza ospedaliera se superiori al mese corrente vengono sospese? Non so come comportarmi in questo caso, non vorrei che decadesse il diritto di percepire il sussidio essendo l’unico sostentamento attuale ad oggi per fare fronte alle spese giornaliere e di prima necessità.
Grazie davvero di cuore per la risposta.”

Reddito di cittadinanza e ricovero

Il titolare di reddito di cittadinanza, o l’appartenente al nucleo familiare che ne è beneficiario, deve comunicare all’INPS obbligatoriamente solo il ricovero presso strutture di lungodegenza, ed in questo caso la comunicazione va effettuata indipendentemente dalla durata del ricovero.

Ai fini del reddito di cittadinanza si considerano strutture di lungodegenza quelle residenziali che solitamente accolgono gli anziani, i non autosufficienti che non beneficiano delle riabilitazioni volte alla ripresa della propria autonomia personale. Ci si riferisce, quindi, a quei ricoveri che conclusa la fase acuta della patologia continuano a necessitare di assistenza ospedaliera per le situazioni funzionali compromesse.

In caso, invece, il ricovero in una struttura di lungodegenza sia la naturale prosecuzione delle cure ricevute in ospedale e sia finalizzato alla risoluzione del problema, l’obbligo di comunicazione all’INPS non sussiste a patto che il ricovero sia inferiore ai 60 giorni.

Di fatto, quindi, la comunicazione deve esserci nel caso di casa di riposo o anche di interventi di fisioterapia volti a mantenere i residui livelli di autonomia (per non peggiorare, quindi) ma non quando il ricovero, anche se è lungo è volto alla ripresa con riabilitazione a seguito di un intervento risolutivo.

Nel suo caso, quindi, se conta di avere un ricovero fino a 60 giorni non deve comunicare nulla all’INPS e la sua ricarica mensile non viene sospesa neanche per i mesi in cui risiederà presso la struttura in questione.

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