Reddito di attivazione: indennità per giovani, disoccupati Over 54 e Under 50. A Trento è già realtà, ecco di cosa si tratta

La giunta di Trento ha approvato il reddito di attivazione una sorta di ammortizzatore sociale ulteriore per specifiche categorie di disoccupati. Ecco cos’è

Trento fa un passo in avanti rispetto al resto d’Italia nel sostegno dei cittadini disoccupati. Anticipando la tanto annunciata riforma degli ammortizzatori sociali, la giunta provinciale ha deciso di introdurre a partire dal primo settembre 2014 il reddito di attivazione. Nel triennio 2014-2016 36 mila trentini in difficoltà occupazionale riceveranno 28 milioni di euro ricavate dalla modifica delle agevolazioni Irpef.

Si tratta di un ammortizzatore sociale ulteriore che aumenta e prolunga la durata dell’indennità di disoccupazione Aspi spettante ai disoccupati di tutta Italia. Trento è la prima provincia ad introdurre il reddito di attivazione che in tale momento di crisi, sarebbe auspicabile si potesse introdurre per tutto il territorio nazionale. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Reddito di attivazione
La giunta provinciale di Trento ha approvato il reddito di cittadinanza grazie alla delega in materia di ammortizzatori sociali concessa dallo Stato italiano alla sola regione del Trentino. Questo ammortizzatore sociale è chiamato reddito di attivazione perché ha l’obiettivo di sostenere economicamente i disoccupati mentre questi si «attivano» per trovare un nuovo lavoro.

Il reddito di attivazione è in vigore è partire dal primo settembre; ora spetta all’Inps individuare i destinatari dell’indennità. La somma di cui godranno 36 mila trentini varierà da 600 a 3mila euro per ciascun disoccupato, a seconda del periodo di disoccupazione e dell’indennità statale percepita.

Le categorie di disoccupati prescelte per ricevere il reddito di cittadinanza sono: i giovani, i lavoratori che hanno maggior difficoltà a trovare un nuove lavoro, ovvero gli Over 54 anni, e infine, i lavoratori ai quali lo stato riconosce un ridotto periodo di indennità, ovvero gli Under 50.

Politiche attive e passive
Così facendo il Trentino assicura ai propri lavoratori disoccupati un ulteriore periodo di indennità, qualora, terminato il periodo dall’indennità statale di disoccupazione Aspi, siano ancora disoccupati. La misura è pensata per sostenere le categorie più deboli, seguendo un modello di intervento tipicamente nord europeo ovvero affiancando a politiche passive di sostegno al reddito anche politiche attive del lavoro che supportano i disoccupati nella formazione e nella ricerca del lavoro.

Il reddito di cittadinanza infatti, è riconosciuto solo a fronte dell’impegno dimostrato da parte del disoccupato ad attivarsi nella ricerca di un nuovo lavoro, partecipando a corsi di formazione, di approfondimento e a percorsi di orientamento.

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