Pensioni, così puoi andarci con meno di 20 anni di contributi

Simone Micocci

13 Marzo 2026 - 09:43

Non raggiungi i 20 anni di contributi per andare in pensione a 67 anni? Ecco un trucco che potrebbe esserti d’aiuto.

Pensioni, così puoi andarci con meno di 20 anni di contributi

Oggi, per andare in pensione, è necessario aver maturato almeno 20 anni di contributi, che si riducono a 15 anni per coloro che rientrano in una delle tre casistiche previste dal decreto Amato.

Ma cosa succede a chi non soddisfa il requisito minimo per andare in pensione? Purtroppo, i contributi versati si perdono. Può infatti accadere di aver versato per anni contributi all’Inps - che, ricordiamo, corrispondono a circa il 33% dello stipendio percepito - senza ricevere nulla indietro.

A meno che non si abbia iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, senza aver quindi maturato alcun contributo settimanale nel periodo precedente. In questo caso si rientra nella categoria dei “contributivi puri”, con la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva, che consente di ottenere l’assegno anche con soli 5 anni di contributi, sebbene sia necessario attendere il compimento dei 71 anni di età. È tardi, sì, ma almeno non vengono sprecati gli anni di contributi versati, che altrimenti andrebbero perduti. Nel frattempo, tra i 67 e i 71 anni, è comunque possibile accedere ad altre misure, come l’Assegno sociale.

Ma cosa succede invece a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e non riesce comunque a raggiungere i 20 anni di contribuzione minima richiesti per la pensione di vecchiaia? Nello scenario peggiore, si rischia di aver “regalato” dei soldi all’Inps, ma non bisogna perdersi d’animo, perché una soluzione potrebbe comunque esistere. Vediamo quale.

Come non sprecare i contributi versati all’Inps

È bene chiarire subito che, per rientrare nella situazione che stiamo per descrivere, è necessario aver maturato almeno 15 anni di contributi. Con meno anni, infatti, non ci sono possibilità di andare in pensione per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996: per queste persone la pensione di vecchiaia contributiva è preclusa e quanto versato rischia di andare definitivamente perso.

Perché allora servono 15 anni di contributi? Perché, oltre a consentire - come anticipato - l’accesso alle deroghe Amato (al ricorrere di specifici requisiti), permettono anche di ricorrere al cosiddetto computo dei contributi nella Gestione separata.

Si tratta di una misura che non solo consente di riunire tutti i contributi nella Gestione separata, ottenendo così una pensione liquidata da un unico fondo, ma permette anche di essere inquadrati come contributivi puri, con la possibilità di accedere alle opzioni pensionistiche a loro riservate.

Si può quindi comprendere l’importanza di questa soluzione: grazie al computo, anche chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 può garantirsi la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia a 71 anni, pur avendo meno di 20 anni di contributi.

Come anticipato, però, questa alternativa è valida solo per chi ha tra i 15 e i 19 anni di contributi. È vero, infatti, che per la pensione di vecchiaia contributiva bastano 5 anni, ma occorre comunque soddisfare i requisiti necessari per accedere al computo. Nel dettaglio, è richiesto:

  • il versamento di almeno un contributo mensile presso la Gestione separata;
  • un’anzianità contributiva complessiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 collocati dopo il 1° gennaio 1996;
  • il possesso di un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 inferiore a 18 anni.

Soddisfacendo queste tre condizioni, si può quindi accedere al computo. In pratica, chi si trova nelle situazioni descritte dal secondo e dal terzo punto potrebbe anche limitarsi ad aprire una Partita IVA e versare un solo mese di contributi per rientrare pienamente nei requisiti previsti.

Ecco perché questa rappresenta una via d’uscita utile per chi non ha raggiunto i 20 anni di contributi e non vuole “regalare” quanto versato all’Inps.

Le alternative

Cosa succede, invece, a chi non raggiunge comunque i contributi minimi per andare in pensione? Pensiamo, ad esempio, a un contributivo puro che non riesce neppure a maturare i 5 anni richiesti per la pensione a 71 anni, oppure a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 ma non arriva ai 15 anni necessari per accedere al computo.

In questi casi, l’unica possibilità è integrare a proprie spese i contributi mancanti, così da raggiungere la soglia minima richiesta.

Come fare? Ad esempio, si può ricorrere al versamento volontario dei contributi oppure valutare se esistono periodi pregressi riscattabili. Non servono necessariamente molti anni: è sufficiente arrivare ai 15 anni complessivi, in modo da rientrare almeno tra coloro che possono utilizzare il computo.

È vero che si tratta di un costo, ma può comunque consentire di recuperare quanto già versato all’Inps. In molti casi, quindi, potrebbe trattarsi di un investimento conveniente, anche se è sempre opportuno consultare un esperto prima di prendere qualsiasi decisione.

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