Contributi volontari INPS: cosa sono e perché sono utili per andare in pensione

Cosa sono i contributi volontari e perché sono importanti? Ecco una guida con tutte le informazioni in merito alla loro utilità: quando, come e perché farne richiesta all’INPS.

Contributi volontari INPS: cosa sono e perché sono utili per andare in pensione

I contributi volontari sono un importante strumento per il lavoratore che - avendo cessato o interrotto l’attività lavorativa - non può maturare la contribuzione necessaria per raggiungere il diritto alla pensione.

Versando personalmente i contributi dovuti all’INPS, il lavoratore può perfezionare, infatti, il diritto ad un trattamento previdenziale diretto (come la pensione di vecchiaia o l’assegno ordinario di invalidità e invalidità) o indiretto.

Ma non solo, perché i contributi volontari possono essere utilizzati anche per incrementare l’importo della pensione qualora si abbia già una contribuzione tale per raggiungere il diritto al trattamento previdenziale.

In questo periodo di precarietà e incertezza delle pensioni, quindi, i contributi volontari sono fondamentali perché spingono molti lavoratori ad una riflessione connessa anche alla pensione integrativa. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere una guida sui contributi volontari, con tutte le informazioni di cui ha bisogno chi vuole accedervi.

Quando è possibile richiederli?

In particolare i contributi volontari sono utili al sostegno della propria contribuzione soprattutto in 3 casi:

  • quando non si esercita alcun tipo di attività lavorativa;
  • quando ci si trova in un periodo di aspettativa non retribuita (per ragioni familiari o di studio);
  • quando si è occupati con un contratto part time.

Per chiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari c’è bisogno che il rapporto di lavoro che ha dato origine all’obbligo assicurativo si interrompa.

Tuttavia, ci sono eccezioni, ovvero casi in cui il versamento è ammesso anche quando il rapporto di lavoro non è terminato:

  • sospensione dal lavoro, se questi periodi possono essere assimilati all’interruzione del lavoro (aspettativa motivi di famiglia);
  • sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, stabilita da normativa specifica o disposizioni contrattuali (congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati, sciopero);
  • lavoro con contratto part time, se effettuati al fine di integrare o coprire i periodi di attività lavorativa esercitata a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate totali di contribuzione (effettiva e figurativa) nel corso dell’anno.


È bene precisare che una volta concessa l’autorizzazione per la contribuzione volontaria questa non decade mai. Il contribuente può anche interromperla per poi riprenderla in qualsiasi momento, senza dover ripresentare una nuova richiesta.

Contributi volontari: come fare domanda?

La domanda di contributi volontari va inviata esclusivamente in via telematica tramite:

  • sito INPS (munendosi di PIN);
  • contact center 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento (secondo la tariffazione del propri gestore);
  • patronati e intermediari dell’istituto.

Quali sono i requisiti?

Il lavoratore che vuole procedere con la contribuzione volontaria deve poter soddisfare uno dei seguenti requisiti:

  • 5 anni di contributi (260 contributi settimanali o 60 contributi mensili) indipendentemente dalla loro collocazione temporale;
  • 3 anni di contribuzione nei 5 anni anteriori alla data di presentazione della domanda.


Suddetti requisiti devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria e da riscatto), esclusa la contribuzione figurativa (a qualsiasi titolo accreditata).

Quando si possono versare i contributi volontari?

I contributi volontari vengono concessi:

  • per i lavoratori dipendenti dal primo sabato successivo alla data di presentazione dell’istanza;
  • per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) dal primo giorno del mese in cui la domanda è stata presentata.

Come funziona il pagamento?

I contributi volontari possono essere versati:

  • tramite bollettino MAV (Pagamento mediante avviso, disponibile sul sito dell’INPS alla voce Portale Pagamenti – Versamenti Volontari) presso qualsiasi banca senza nessuna commissione aggiuntiva;
  • sul sito dell’INPS -tramite la modalità pagoPA mediante carta di credito;
  • ricevendo un avviso di pagamento pagoPA con il quale è possibile versare i contributi previsti presso qualsiasi PSP (Prestatore di Servizi di Pagamento) aderente al circuito pagoPA;
  • rivolgendosi ad una tabaccheria che espone il logo “Servizi INPS” e quindi aderente al circuito “Reti Amiche”. In tal caso portate con voi il Codice Fiscale e il codice autorizzazione/prosecutore.

In particolare il versamento dei contributi volontari per i periodi arretrati deve essere fatto entro il trimestre solare successivo a quello di notifica dell’accoglimento della domanda, mentre quello per i periodi correnti deve essere eseguito entro il trimestre solare successivo a quello di riferimento.

Oltre i termini previsti, i versamenti sono nulli o rimborsabili.

Quant’è l’importo da versare?

L’importo dei contributi volontari viene così determinato:

  • per i lavoratori dipendenti è settimanale e determinato in base alle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria (anche se queste non sono temporalmente collocate nell’anno immediatamente anteriore alla data di presentazione dell’istanza);
  • per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) è mensile ed è calcolato in base alla media dei redditi d’impresa dichiarati ai fini IRPEF negli ultimi 36 mesi di contribuzione anteriori alla data di presentazione della domanda;
  • per i coltivatori diretti è settimanale e calcolato in funzione della media dei redditi degli ultimi 3 anni di lavoro (non può essere inferiore a quello stabilito per i lavoratori dipendenti).

Conviene versare i contributi volontari per andare in pensione?

Come abbiamo appena visto l’importo dei contributi volontari cambia a seconda dei casi.

Vista la complessità del sistema previdenziale, quindi, non c’è una risposta generale a questa domanda poiché ogni situazione deve essere analizzata singolarmente. Possiamo dire che questi sono convenienti quando al contribuente mancano pochi anni per andare in pensione e quindi il costo della contribuzione volontaria è sostenibile nel breve periodo.

Prima di prendere una decisione, comunque, conviene valutare tutte le opzioni possibili considerando le alternative per la pensione anticipata o per integrare l’assegno previdenziale.

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