Esonero contributivo fino a €3.000 per il ricambio generazionale in azienda. A chi spetta?

Patrizia Del Pidio

05/03/2026

Ddl PMI 2026: arriva l’esonero contributivo di 3.000€ per la staffetta generazionale tra giovani e senior. Scopri a chi spetta l’esonero contributivo e come funziona il bonus.

Esonero contributivo fino a €3.000 per il ricambio generazionale in azienda. A chi spetta?

Esonero contributivo fino a 3.000 euro per il part time incentivato a fronte di assunzioni a tempo indeterminato, a quali imprese spetta? Il disegno di legge sulle piccole e medie imprese, dopo l’approvazione in Senato, è legge. Tra le misure contenute nel testo è prevista una sperimentazione biennale per assumere a tempo indeterminato giovani under 35 per sostituire il personale prossimo al pensionamento.

L’intervento, che si colloca all’interno di una legge ampia che ha lo scopo di tutelare le Pmi e di spingere la competitività del Made in Italy, cerca di risolvere uno dei problemi strutturali del sistema produttivo italiano, la mancanza di ricambio generazionale. Vediamo nello specifico le agevolazioni per le assunzioni previste dalla legge.

Ddl Pmi
Decreto micro, piccole e medie imprese

Le misure per il ricambio generazionale

Senza il ricambio generazionale coordinato, le micro, piccole e medie imprese italiane rischiano di essere meno competitive. Oltre alla diminuzione della capacità produttiva, i pensionamenti dei dipendenti rischiano di esporre l’impresa a una perdita di competenze. Per questo motivo è necessario un ricambio generazionale con i dipendenti prossimi alla pensione che insegnano le competenze ai nuovi lavoratori.

Nel Ddl Pmi, proprio per questo motivo, è stata prevista una specifica misura che consente di accompagnare il ricambio generazionale per fare in modo che, prima del pensionamento, i dipendenti più anziani riescano a trasferire le proprie competenze ai nuovi arrivati.

Il provvedimento prevede diverse misure per incentivare le imprese:

  • staffetta generazionale;
  • part-time incentivato per i lavoratori senior che sono prossimi alla pensione;
  • assunzione stabile di giovani.

In questo modo non si garantisce soltanto la continuità aziendale, ma si favorisce il trasferimento delle competenze escludendo il rischio di perdere competitività con i pensionamenti.

Esonero contributivo per le Pmi

L’obiettivo principale del Ddl Pmi è quello di tutelare le micro, piccole e medie imprese, ma per farlo è necessario intervenire anche sull’occupazione e il lavoro. Potendo contare su misure concrete le imprese possono programmare il proprio futuro andando a valorizzare il proprio capitale umano.

Per favorire il ricambio generazionale in modo sostenibile economicamente per l’impresa e senza traumi per la produzione è stato previsto per le Pmi con meno di 50 dipendenti un esonero contributivo fino a 3.000 euro per il part time incentivato. La sperimentazione biennale (2026/2027), limitatamente a un numero massimo complessivo di 1.000 lavoratori, consente di assumere a tempo indeterminato lavoratori under 35 per sostituire i dipendenti prossimi al pensionamento.

Con il part time incentivato si permette ai lavoratori senior di trasformare il proprio contratto di lavoro in part time (al 25% o al 50%) con esonero contributivo, integrazione dei versamenti a carico dello Stato per garantire la contribuzione figurativa fino alla pensione.

Il passaggio generazionale è possibile qualora:

  • il dipendente abbia anzianità contributiva prima del 1996;
  • il dipendente abbia i requisiti per andare in pensione entro il 1° gennaio 2028;
  • per ciascun lavoratore interessato dalla riduzione di orario, il datore di lavoro proceda contestualmente all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore di età non superiore a trentaquattro anni con facoltà di avvalersi, per le nuove assunzioni, delle agevolazioni previste dalla normativa vigente.

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