Ddl PMI, cosa prevede? Tutte le novità per le imprese

Patrizia Del Pidio

05/03/2026

Passa al Senato la nuova legge che tutela le imprese e i consumatori. Lotta alle false recensioni e interventi per sostenere tre settori produttivi. Vediamo le novità.

Ddl PMI, cosa prevede? Tutte le novità per le imprese

Arriva il Ddl Pmi che interviene principalmente in tre settori: moda, artigianato e industria del turismo. Cosa cambia ora che il Ddl è stato definitivamente approvato dal Senato e convertito in legge?

Adolfo Urso, Ministro dell’Industria, si dice soddisfatto di aver raggiunto un risultato atteso da oltre dieci anni che rafforza il sostegno economico alle piccole, medie e micro imprese e all’artigianato. Si tratta del cuore del Made in Italy per il quale sono previste misure per l’innovazione, la crescita e il credito.

Ddl Pmi
Decreto micro, piccole e medie imprese

Riforma della legge sull’artigianato

Il passo più importante della nuova normativa è la delega al Governo per la riforma della legge sull’artigianato, una legge del 1985 che dopo 40 anni verrà modificata. In attesa della riforma vengono rafforzate le tutele per gli artigiani e vengono aumentate le sanzioni per chi utilizza impropriamente l’artigianato nelle pubblicità con l’obiettivo di punire chi commercializza e promuove prodotti spacciandoli per artigianato pure non essendo iscritto all’apposito albo e non realizzando i prodotti in proprio.

Recensioni online, le nuove regole

Un altro punto che approfondisce il Ddl è quello che punta alla lotta contro le false recensioni. D’ora in avanti saranno valide soltanto quelle rilasciate entro 30 giorni dalla data di utilizzo del bene o del servizio da chi l’ha effettivamente utilizzato.

Non saranno più considerate valide e rilevanti le recensioni che sono frutto della promessa di sconti e benefici. La recensione sarà considerata illecita quando rilasciata da persona che non ha utilizzato il prodotto recensito.

La recensione autentica deve essere corredata dalla documentazione fiscale che ne comprovi l’acquisto. Dopo due anni dalla pubblicazione, inoltre, perderà la sua validità.

Il Decreto segna un punto di svolta nelle recensioni online dei prodotti vietando che possano essere acquistate o cedute. Le imprese dovranno seguire le apposite linee guida per le imprese per assicurare il rispetto delle regole sulle recensioni online.

La lotta alle false recensioni online si scaglia contro le pratiche scorrette che danneggiano la reputazione delle aziende con recensioni (acquistate o richieste tramite regalie e benefici) che ingannano i turisti.

Le altre misure

Il Ddl PMI prevede anche altre misure che riassumiamo di seguito:

  • previsti 100 milioni di euro per finanziare i mini contratti di sviluppo nel settore della moda;
  • sperimentazione biennale per il ricambio generazionale: previsto esonero contributivo fino a 3.000 euro per assumere a tempo indeterminato under 35 per sostituire personale che sta andando in pensione per piccole imprese con meno di 50 dipendenti;
  • estensione del Fondo di salvaguardia dei livelli occupazionali per le imprese titolari di marchi storici e per le imprese della filiera in difficoltà:
  • imposizione Irpef al 7% per 10 anni per i pensionati che trasferiscono la propria residenza in determinati Comuni con meno di 30.000 abitanti (prima la soglia era fissata a 20.000). In questo modo si rende più attrattivo il trasferimento in centri di medie dimensioni;
  • delega al Governo per riformare il settore dei confidi (consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi) per adeguare la normativa ai profondi mutamenti avvenuti nei mercati di riferimento;
  • regime di detassazione degli utili nelle reti di impresa. L’agevolazione è valida per un triennio (fino al 2028) ed è riservata alle imprese che si uniscono a reti formalizzate: si sospende l’imposta sugli utili se questi ultimi sono reinvestiti per sviluppo, competitività e innovazione (soglia limite per l’esenzione è 1.000.000 di euro);
  • possibilità di cartolarizzare le rimanenze di magazzino per ottenere finanziamenti bancari. Trasformare lo stock fisico in titoli negoziabili permette di non restare «incastrati» con il capitale fermo in magazzino. È una boccata d’ossigeno per la liquidità, specialmente per settori come la moda o l’alimentare a lunga stagionatura. Possono essere inclusi anche eventuali crediti per la futura vendita di prodotti. In questo modo si potenzia per le imprese la liquidità;
  • nascono le centrali consortili che coordineranno l’aggregazione delle micro e piccole imprese;
  • esclusione dall’obbligo di assicurazione per carrelli elevatori e altri macchinari usati dalle imprese per lo scarico merci in aree ferroviarie, aeroportuali e portuali non aperte al pubblico, a condizione che siano coperti da polizze assicurative specifiche.

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