Come votano gli italiani all’estero al referendum giustizia 2026?

Redazione

13 Marzo 2026 - 15:43

Ai cittadini italiani all’estero è riconosciuto il diritto di voto, anche in occasione del referendum giustizia 2026. Ecco come funziona, nel dettaglio.

Come votano gli italiani all’estero al referendum giustizia 2026?

Il referendum giustizia 2026 si avvicina, ma come votano gli italiani all’estero? Possono votare? Come funziona? Quali sono termini e scadenze per inviare il voto?

Votare è un diritto/dovere di tutti i cittadini italiani, quindi anche di chi vive o si trova temporaneamente all’estero. La Costituzione, infatti, prevede espressamente che gli elettori che risiedono fuori dai confini nazionali possano esercitare il voto, anche in occasione del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia che si svolge in Italia nei giorni 22 e 23 marzo 2026.

Il voto degli italiani all’estero è disciplinato dalla legge n. 459 del 27 dicembre 2001 e dal regolamento di attuazione successivo, che stabiliscono le modalità con cui gli elettori possono esprimere il proprio voto anche fuori dal territorio nazionale.

In una puntata di Money Talks, il podcast di Money.it, abbiamo intervistato due magistrati, uno a favore del Sì e uno per il No. GUARDA ORA su YouTube.

Quali italiani possono votare all’estero?

Prima di comprendere come funziona il voto all’estero è necessario partire da chi ha diritto a partecipare. Possono votare gli italiani residenti stabilmente fuori dall’Italia e iscritti all’AIRE, cioè l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Hanno inoltre la possibilità di votare anche alcuni cittadini che si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, purché la permanenza sia dovuta a motivi di lavoro, studio o cure mediche. In questi casi il diritto di voto si estende anche ai familiari conviventi che si trovano all’estero insieme all’elettore. Tutti questi cittadini devono comunque essere iscritti nelle liste elettorali del proprio comune italiano di riferimento.

Come si vota all’estero?

Anche i cittadini italiani che si trovano all’estero possono voto, sempre se maggiorenni e iscritti nelle liste elettorali dei Comuni di residenza. Lo prevede espressamente l’articolo 48 della Costituzione, che recita:

“La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.”

In alternativa al voto per corrispondenza, il cittadino italiano che risiede all’estero può votare in Italia presso le sezioni elettorali del Comune nelle cui liste elettorali è iscritto.

Nel caso del referendum 2026, gli elettori iscritti all’AIRE potevano scegliere di votare in Italia comunicando l’opzione al Consolato entro il 24 gennaio 2026. L’opzione valeva esclusivamente per questa consultazione.

Il voto degli italiani all’estero e referendum giustizia 2026: tutte le informazioni

Siamo ormai alle fasi finali per il referendum giustizia 2026 e relativo voto degli italiani all’estero.

Come anticipato, possono votare dall’estero gli elettori iscritti AIRE, tramite voto per corrispondenza, e gli italiani temporaneamente all’estero, ma solo se hanno inviato richiesta al Comune entro lo scorso 18 febbraio. Chi non ha rispettato la scadenza, purtroppo, non potrà votare al referendum giustizia.

I plichi destinati agli aventi diritto sono stati inviati via posta entro il 4 marzo. Chi non l’avesse ricevuto ha la possibilità di richiedere un duplicato presso il Consolato secondo le seguenti modalità:

  • di persona presso il Consolato;
  • via email;
  • via PEC;
  • via posta tradizionale (ma solo in alcuni casi).

Le schede votate devono arrivare al Consolato entro le ore 16:00 (ora locale) di giovedì 19 marzo 2026. Le schede arrivate in ritardo non saranno scrutinate.

In alternativa, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia, nel comune di iscrizione elettorale, comunicando l’opzione al Consolato entro il 24 gennaio 2026.

Come funziona il voto per corrispondenza?

La modalità principale con cui gli italiani all’estero votano al referendum è il voto per corrispondenza. L’elettore non deve recarsi in un seggio elettorale, ma riceve direttamente a casa il cosiddetto plico elettorale inviato dal consolato italiano competente per il Paese di residenza.

All’interno del plico sono presenti la scheda elettorale con il quesito referendario, una busta anonima nella quale inserire la scheda votata, una seconda busta con l’indirizzo dell’ufficio consolare e le istruzioni dettagliate per completare correttamente la procedura.

Dopo aver espresso la propria scelta sulla scheda, l’elettore la inserisce nella busta anonima e poi nella busta preindirizzata, che deve essere spedita al consolato entro i termini stabiliti affinché possa essere conteggiata nello scrutinio.

Affinché il sistema funzioni correttamente è importante che l’indirizzo dell’elettore sia aggiornato presso il consolato di riferimento. Gli iscritti all’AIRE devono quindi verificare che i loro dati anagrafici e il domicilio siano corretti nei registri consolari, perché il plico elettorale viene spedito proprio all’indirizzo registrato. Se l’indirizzo non è aggiornato o se il plico non arriva, è possibile richiederne un duplicato all’ufficio consolare prima della scadenza prevista per il voto.

Una procedura leggermente diversa riguarda i cittadini che non risiedono stabilmente all’estero ma che vi si trovano temporaneamente. Chi trascorre all’estero almeno tre mesi per lavoro, studio o motivi di salute può richiedere di votare per corrispondenza dal luogo di temporanea permanenza.

Per farlo deve inviare una richiesta al proprio comune italiano di iscrizione elettorale entro una data stabilita, indicando l’indirizzo estero al quale ricevere il plico elettorale. Per il referendum del 2026 la richiesta doveva essere presentata entro il 18 febbraio 2026.

Una volta ricevute le buste con i voti degli elettori residenti all’estero, i consolati le inviano in Italia, dove vengono scrutinate insieme ai voti espressi sul territorio nazionale. Lo spoglio avviene contemporaneamente a quello delle schede votate nei seggi italiani, così da garantire che tutti i voti siano conteggiati nello stesso momento e con le stesse procedure previste dalla legge elettorale.

Si può votare all’estero senza essere iscritti all’AIRE?

Alcune categorie di cittadini italiani all’estero possono votare anche senza essere iscritti all’ Aire. Precisamente:

  • gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia impegnati in missioni internazionali;
  • i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, se la durata prevista della loro permanenza all’estero è superiore a 3 mesi ed inferiore a 12 mesi;
  • i professori/ricercatori universitari che si trovano in servizio presso Università e Istituti di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno 6 mesi e non più di 12 mesi.

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