Assegno di inclusione, il 31 gennaio è scaduto il termine per comunicare eventuali variazioni del patrimonio mobiliare intervenute nel corso del 2025. Ecco cosa può succedere adesso.
Non bisogna commettere l’errore di pensare che, per continuare a beneficiare dell’Assegno di inclusione, sia sufficiente rinnovare l’Isee ogni anno e continuare a rispettare le soglie previste dalla normativa, sia per quanto riguarda il reddito che per i patrimoni.
È bene ricordare, infatti, che l’Isee tiene conto di redditi e patrimoni riferiti a due anni prima - quindi, per il 2026, si è fatto riferimento al 2024 - mentre il possesso dei requisiti per l’Assegno di inclusione viene valutato con riferimento all’anno in corso.
Per questo motivo, chi percepisce l’Assegno di inclusione deve comunicare le variazioni che riguardano redditi e patrimoni. Tuttavia, mentre è noto che l’avvio di un’attività lavorativa debba essere comunicato tempestivamente, sia nel caso di lavoro dipendente che autonomo, molti dimenticano quali siano le regole relative ai patrimoni.
A tal proposito, è importante sapere che è già scaduto il termine entro cui comunicare all’Inps eventuali variazioni del patrimonio mobiliare - come, ad esempio, i risparmi presenti sul conto corrente - e che, pertanto, nelle prossime settimane l’Istituto effettuerà i controlli per verificare che, sulla base dei dati in suo possesso, tutti i beneficiari siano in regola con i requisiti previsti.
Qual è il limite di patrimonio mobiliare che non si può superare
Prima di soffermarsi sulla scadenza entro cui comunicare eventuali variazioni del patrimonio mobiliare, è importante chiarire quale sia la soglia oltre la quale si perdono i requisiti per continuare a percepire l’Assegno di inclusione.
La normativa prevede che il patrimonio mobiliare del nucleo familiare non superi i 6.000 euro nel caso in cui sia composto da una sola persona. Questo limite non è fisso, ma viene progressivamente aumentato in base al numero dei componenti: la soglia cresce infatti di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo, fino a raggiungere un tetto massimo di 10.000 euro complessivi.
Sono previste ulteriori maggiorazioni per tenere conto della presenza di minori nel nucleo. In particolare, il limite aumenta di 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo, riconoscendo così una maggiore tutela alle famiglie numerose.
Un incremento più consistente è stabilito nei casi in cui nel nucleo siano presenti persone con disabilità. In queste situazioni, la soglia del patrimonio mobiliare viene aumentata di 5.000 euro per ogni componente con disabilità, importo che sale a 7.500 euro quando si tratta di disabilità grave o di condizioni di non autosufficienza.
Si tratta di limiti molto importanti da conoscere, perché il loro superamento comporta la perdita del diritto all’Assegno di inclusione. Per questo motivo è fondamentale monitorare con attenzione l’andamento dei propri risparmi e comunicare tempestivamente all’Inps eventuali variazioni rilevanti.
Perché l’Isee non basta
Ma come fa l’Inps a verificare che il requisito relativo al patrimonio mobiliare continui a essere rispettato? Come già anticipato, il limite principale dell’Isee è che fotografa la situazione economica del nucleo familiare con due anni di ritardo rispetto al momento in cui viene presentata la Dsu.
Questo significa che nell’Isee 2026 vengono considerati redditi e patrimoni riferiti al 2024, sia per quanto riguarda il patrimonio mobiliare (come i risparmi depositati sui conti correnti), sia per quello immobiliare, oltre ai redditi percepiti.
Proprio per colmare questo “vuoto informativo”, l’Inps ha previsto uno strumento specifico: il modello Adi-Com Esteso, che deve essere utilizzato per comunicare tutte le variazioni rilevanti ai fini della prosecuzione dell’Assegno di inclusione.
La comunicazione è obbligatoria, ad esempio, quando:
- si avvia un’attività lavorativa, come dipendente o autonomo;
- si verificano variazioni del patrimonio immobiliare;
- aumenta il patrimonio mobiliare, cioè l’insieme dei risparmi e delle disponibilità finanziarie del nucleo.
Ricordiamo che quando si parla di patrimonio mobiliare non si fa riferimento soltanto al saldo del conto corrente, ma anche ad altri strumenti come depositi bancari e postali, libretti di risparmio, titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi di investimento, polizze finanziarie e altri prodotti di natura finanziaria.
Nel dettaglio, nel caso specifico del patrimonio mobiliare, il modello Adi-Com Esteso va presentato entro il 31 gennaio dell’anno successivo per comunicare eventuali variazioni intervenute nell’anno precedente che comportino la perdita dei requisiti, qualora tali informazioni non siano già contenute nella Dsu. Entro fine gennaio, quindi, andavano dichiarati eventuali superamenti della soglia prevista avvenuti nel corso del 2025.
Si tratta di un passaggio che viene spesso dimenticato, ma che può avere conseguenze molto severe. Se infatti una variazione non viene comunicata e determina il superamento delle soglie previste, l’Inps può intervenire in seguito ai controlli revocando la prestazione e chiedendo la restituzione delle somme percepite indebitamente.
E non bisogna pensare che sia difficile per l’Istituto accorgersene: con la presentazione dell’Isee 2027, infatti, emergeranno in modo chiaro i patrimoni aggiornati e sarà quindi possibile verificare se il beneficiario ha rispettato o meno l’obbligo di comunicazione entro la scadenza del 31 gennaio.
Ecco perché rispettare le scadenze e gli obblighi informativi è essenziale per evitare gravi conseguenze, come la richiesta di restituzione delle somme percepite. Per questo motivo è sempre consigliabile prestare la massima attenzione alla propria posizione economica e, in caso di dubbi, rivolgersi a un patronato o a un consulente per verificare di essere pienamente in regola.
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