Assegno di inclusione, nuove regole in legge di Bilancio 2026. Ecco le regole aggiornate per requisiti, calcolo importo e obblighi.
Dopo le modifiche apportate a inizio 2025, cambia ancora l’Assegno di inclusione, la misura di sostegno al reddito spettante alle famiglie che si trovano in una situazione economica svantaggiosa.
Tuttavia, mentre lo scorso anno eravamo qui a discutere di novità vantaggiose, visto il nuovo limite Isee e il maggior importo pagato ogni mese, nel 2026 va diversamente visto che il governo Meloni ha tagliato la prima mensilità di Assegno di inclusione successiva al rinnovo. Una vera e propria beffa che si aggiunge all’addio al bonus 500 euro che era stato riconosciuto lo scorso anno.
Non ci sono, quindi, buone notizie per l’Assegno di inclusione, per quanto però si possa perlomeno sorridere per il fatto che d’ora in avanti non ci saranno più limiti per il rinnovo: la prestazione, infatti, si potrà richiedere ogni volta che lo si vuole, purché ovviamente se ne soddisfino i requisiti.
Alla luce delle novità contenute dalla legge di Bilancio 2026, quindi, ecco una guida aggiornata all’Assegno di inclusione - che diventa “Pensione” di inclusione per i nuclei composti da persone anziane o disabili - dove trovate tutte le informazioni necessarie per quanto riguarda requisiti e regole di calcolo, come pure per quanto riguarda i successivi rinnovi.
Cos’è
È il decreto legge n. 48 del 4 maggio 2023, coordinato con la legge di conversione n. 85 del 3 luglio 2023, a disciplinare l’Assegno di inclusione quale “misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”.
Un po’ come il Reddito di cittadinanza - con il quale come vedremo di seguito non mancano le analogie - con la differenza che l’Assegno di inclusione sarà riservato a quei nuclei familiari che hanno al loro interno almeno un componente che fa parte di una delle seguenti categorie:
- minorenne;
- disabile;
- over 60.
Ne hanno diritto anche quei nuclei familiari in cui sono presenti “dei componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione”. A tal proposito, come specificato dal decreto n. 154/2023 del ministero del Lavoro, la condizione di svantaggio - che deve sussistere prima della presentazione della domanda dell’Adi - è strettamente legata agli obiettivi e alla durata degli interventi e dei servizi previsti nel percorso di accompagnamento verso l’autonomia o del progetto di assistenza individuale, nell’ambito della presa in carico sociale o sociosanitaria.
A chi spetta
Possono richiedere l’Assegno di inclusione - erogato sulla Carta di Inclusione - i cittadini Ue, o un suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, come pure i cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, ovvero titolare dello status di protezione internazionale.
È poi necessario essere residenti in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.
Dal 2025 il limite Isee è più alto rispetto a quello richiesto per il Reddito di cittadinanza: per godere dell’Assegno di inclusione, infatti, è sufficiente non superare i 10.140 euro.
Parametro di scala di equivalenza
Un capitolo a parte lo merita il parametro di scala di equivalenza, ossia quel valore che tiene conto della composizione del nucleo familiare sia per definire il requisito reddituale che per l’importo spettante.
Nel dettaglio, il parametro di scala è così calcolato:
- valore pari a 1 per il richiedente;
- 0,50 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
- 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
- 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura (chi si occupa di minori di età inferiore ai 3 anni o di 3 o più figli minori o di componenti con disabilità o non autosufficienza);
- 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e di assistenza certificati dalla pubblica amministrazione;
- 0,15 per i figli di età inferiore ai 2 anni;
- 0,10 per ogni ulteriore minore di età superiore ai 2 anni.
Il valore massimo può arrivare a 2,2, 2,3 in caso di disabili gravi nel nucleo familiare.
Limite di reddito
Il limite di reddito da non superare per avere diritto all’Assegno di inclusione è pari a 6.500 euro per la persona sola da moltiplicare per il parametro di scala di equivalenza nel caso di nuclei più numerosi.
Inoltre, per quei nuclei composti esclusivamente da persone con più di 67 anni di età, oppure con grave disabilità, per i quali si parla di “pensione di inclusione”, il limite di reddito è pari a 8.190 euro.
Limite patrimoni
Per quanto riguarda i patrimoni viene stabilito che quello immobiliare non deve superare i 30 mila euro: in questo non è compresa la prima casa di proprietà, ma solo quando ha un valore ai fini Imu superiore a 150.000 euro.
Il patrimonio mobiliare, invece, ha un limite di 6.000 euro, la cui soglia viene accresciuta di 2.000 euro per ogni componente del nucleo successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro, con l’aggiunta di altri 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo.
Inoltre, per ogni componente con disabilità si aggiungono altri 5.000 euro, 7.500 euro nel caso di grave disabilità o non autosufficienza.
Gli altri requisiti
Dopodiché viene ripreso lo stesso schema del Reddito di cittadinanza, escludendo ad esempio dai nuclei beneficiari quelli in cui risultano proprietari di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. - o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc. - immatricolati la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta. Da tale limite sono escluse auto e moto per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.
L’accesso all’Assegno di inclusione è precluso anche ai componenti intestatari di navi e imbarcazioni da diporto o di aeromobili di ogni genere.
Inoltre, non può presentare richiesta dell’Assegno di inclusione chi nei 10 anni precedenti alla richiesta è stato sottoposto a misura cautelare personale. Vengono esclusi anche i nuclei in cui il componente risulta aver rassegnato le dimissioni nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni (eccetto il caso delle dimissioni per giusta causa).
Importo
L’Assegno di inclusione ha un importo base di 541,66 euro al mese (6.500 euro l’anno), con l’aggiunta del rimborso per la componente affitto fino a un massimo di 303,33 euro. Nel caso di coloro che prendono la pensione di inclusione, invece, l’importo sale a 682,50 euro (8.190 euro l’anno), più 162,50 euro di rimborso del canone di locazione.
Dalla soglia massima prevista, però, va sottratto il reddito familiare. Ciò significa, che per calcolare l’importo dell’Assegno di inclusione bisognerà utilizzare la seguente formula:
[(6.500 euro * parametro di scala di equivalenza) - Reddito familiare)]/12
L’importo massimo è quindi pari a 1.191,65 euro, oppure 1.245,81 euro per i nuclei in cui ci sono persone con disabilità, con l’aggiunta poi della componente affitto per chi ne ha diritto.
A tal proposito, ecco una tabella con alcune indicazioni sugli importi spettanti in base alla tipologia del nucleo familiare:
| Componente | Parametro | Valore 2026 |
|---|---|---|
| Richiedente | 1,0 | 541,66 |
| Ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente | 0,5 | 270,83 |
| Ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni | 0,4 | 216,66 |
| Componente maggiorenne con carichi di cura (minori di 3 anni, 3 o più figli minori, o disabili/non autosufficienti) | 0,4 | 216,66 |
| Ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale | 0,3 | 162,50 |
| Figli di età inferiore ai 2 anni | 0,15 | 81,25 |
| Ogni ulteriore minore di età superiore ai 2 anni | 0,10 | 54,17 |
Durata e rinnovo
L’Assegno di inclusione ha una durata di 18 mesi. Decorso questo termine la prestazione decade e se ne può fare domanda solo dal mese successivo a quello in cui c’è stato l’ultimo pagamento, con la prestazione che in questo modo viene sospesa per un mese.
Il rinnovo è sempre possibile in quanto non ci sono limiti, tuttavia nei periodi successivi la durata si riduce a 12 mesi.
Attenzione però: alla luce di quanto stabilito dalla legge di Bilancio, in caso di rinnovo non basta osservare un periodo di sospensione. Dal 2026, infatti, la prima mensilità successiva al rinnovo viene dimezzata: ad esempio, laddove dal calcolo risultino 600 al mese, con la prima ricarica ne vengono versati appena 300. Un vero e proprio cambio di passo rispetto allo scorso anno, quando non solo non erano previste riduzioni sulla prima mensilità successiva al rinnovo ma veniva persino caricato un bonus pari al valore percepito, fino a un massimo di 500 euro. Con 600 euro di Assegno di inclusione, quindi, ne spettavano 1.100 euro: quest’anno, invece, ci sono ben 800 euro in meno da considerare.
Cumulabilità con Assegno unico e Supporto per la formazione e il lavoro
Come abbiamo avuto modo di notare, a essere svantaggiati dal nuovo calcolo del parametro di scala di equivalenza sono perlopiù i nuclei familiari con figli minorenni e quelli in cui ci sono componenti occupabili.
Tuttavia, va considerato che rispetto a chi prende il Reddito di cittadinanza vi è possibilità di “arrotondare” quanto percepito attraverso altre forme di sostegno:
- intanto è bene sottolineare che a chi prende l’Assegno di inclusione l’Assegno unico verrà pagato per intero, e non solamente un’integrazione come nel caso del Rdc;
- inoltre, è vero che gli occupabili non sono inclusi nel parametro di scala ma questi possono fare domanda del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) così da poter godere di un bonus di 500 euro dal 2025 per un massimo di 12 mensilità (ma solo se l’Isee è inferiore a 10.140 euro). Grazie a questo strumento è possibile che l’entrata mensile possa essere persino maggiore rispetto a quanto fino a oggi percepito con il Reddito di cittadinanza. Va detto però che le due prestazioni sono cumulabili fino a un massimo di 3.000 euro l’anno.
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Le altre condizioni
Laddove nel nucleo familiare siano presenti persone occupabili, bisognerà prendere parte a un percorso di orientamento e ricerca del lavoro che obbliga il beneficiario ad accettare qualsiasi offerta di lavoro che verrà presentata dai servizi per il lavoro.
Nel dettaglio, si parte dall’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) dopodiché si verrà contattati dagli uffici territoriali di servizi sociali e centri per l’impiego per una valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo.
Chi è nella condizione di poter lavorare andrà a sottoscrivere il patto per il lavoro, come oggi per il Rdc, e dovrà impegnarsi nel frequentare corsi di formazione e prendere parte a iniziative di orientamento. Per chi non lo fa scatta la decadenza della misura.
Il vantaggio è che, oltre agli sgravi assunzione già in essere, le aziende che assumono un percettore di Assegno di inclusione possono godere di un esonero del 100% dei contributi previdenziali dovuti fino a un massimo di 8.000 euro l’anno.
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Il calendario dei pagamenti
Concludiamo con il calendario completo per i pagamenti dell’Assegno di inclusione nel 2026, tanto per la prima ricarica quanto per i rinnovi successivi. Ecco la tabella completa con tutte le date.
| Mensilità | Consegna carta e prima ricarica | Successivi rinnovi mensili |
|---|---|---|
| Febbraio | Tra venerdì 13 e sabato 14 | venerdì 27 |
| Marzo | Tra venerdì 13 e sabato 14 | venerdì 27 |
| Aprile | Mercoledì 15 | Lunedì 27 |
| Maggio | Venerdì 15 | Mercoledì 27 |
| Giugno | Lunedì 15 | Tra venerdì 26 e sabato 27 |
| Luglio | Mercoledì 15 | Lunedì 27 |
| Agosto | Tra venerdì 14 e sabato 15 | Giovedì 27 |
| Settembre | Martedì 15 | Tra venerdì 25 e sabato 26 |
| Ottobre | Giovedì 15 | Martedì 27 |
| Novembre | Tra venerdì 13 e sabato 14 | Venerdì 27 |
| Dicembre | Martedì 15 | Tra lunedì 21 e martedì 22 |
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