La Carta dedicata a te si rinnova, nel 2026 viene pagata a tutte queste famiglie. Ecco quando.
Anche nel 2026 (così come nel 2027) si rinnova la Carta dedicata a te, la social card destinata alle famiglie che soddisfano determinati requisiti e utilizzabile per l’acquisto di beni alimentari.
Introdotta dal governo Meloni con la legge di Bilancio 2023 per far fronte al caro prezzi, nel frattempo la misura si è consolidata nel sistema di welfare diventando un valido aiuto per quelle famiglie che, pur non avendo un Isee elevato, non sono riuscite ad accedere ad altri bonus di sostegno al reddito.
Le risorse restano le stesse dello scorso anno, pari a 500 milioni di euro, e dovrebbero quindi bastare a garantire il sostegno al medesimo numero di famiglie, mantenendo un importo una tantum di 500 euro come nella precedente edizione.
Anche i requisiti dovrebbero rimanere invariati, per quanto l’ufficialità arriverà soltanto con l’approvazione dell’apposito decreto con cui il ministro dell’Agricoltura, di concerto con i ministri del Lavoro e dell’Economia, definirà modalità di pagamento e di utilizzo dell’edizione 2026 della Carta dedicata a te.
I requisiti
Anche per il 2026, salvo eventuali modifiche che saranno confermate con il decreto attuativo, la selezione dovrebbe riguardare i nuclei familiari che rispettano alcuni requisiti fondamentali. In particolare, la misura è destinata alle famiglie composte da almeno tre componenti, con un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro.
Un’altra condizione importante riguarda l’assenza di altri sostegni al reddito. Per poter rientrare tra i beneficiari, nessun componente del nucleo deve percepire prestazioni come l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro, la Carta acquisti o indennità legate alla perdita o alla sospensione dell’occupazione, come Naspi, Dis-Coll, cassa integrazione o altre forme di integrazione salariale o sussidi economici erogati a livello nazionale o locale.
Non è quindi automatico che chi ha ricevuto la Carta negli anni precedenti possa ottenerla anche nel 2026. La platea dei beneficiari dipende infatti dalle risorse disponibili e dalla posizione occupata nella graduatoria elaborata dall’Inps. Con lo stanziamento attuale, pari a circa 500 milioni di euro, si stima che quest’anno possano essere finanziate poco più di 1,1 milioni di carte, lo stesso dato della scorsa edizione.
Come viene assegnata la Carta dedicata a te
L’assegnazione della Carta dedicata a te avviene in modo automatico anche nel 2026. Tra i nuclei familiari che rispettano i requisiti previsti, l’Inps - con il supporto dei Comuni - procede infatti alla predisposizione di una graduatoria basata su specifici criteri di priorità.
Il primo elemento preso in considerazione è la composizione del nucleo familiare, con particolare attenzione alla presenza di figli minorenni o comunque più giovani. In linea con quanto avvenuto nelle precedenti edizioni, dovrebbero avere precedenza i nuclei in cui è presente almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012, quindi famiglie con figli che nel corso del 2026 non avranno ancora compiuto 14 anni.
Successivamente vengono considerati i nuclei in cui è presente almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2008, cioè giovani che potranno diventare maggiorenni nel corso dell’anno. Solo dopo queste categorie vengono presi in considerazione tutti gli altri nuclei familiari che soddisfano i requisiti richiesti.
All’interno di ciascuna fascia di priorità, l’ordine in graduatoria viene stabilito in base al valore dell’Isee ordinario, partendo dai nuclei con l’indicatore più basso. In questo modo si cerca di garantire il sostegno alle famiglie con maggiore difficoltà economica, compatibilmente con le risorse disponibili.
Per cosa si può spendere
Anche nel 2026, salvo modifiche dell’ultimo momento nel decreto attuativo, la Carta dedicata a te dovrebbe poter essere utilizzata esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Si tratta di una scelta già adottata nell’ultima edizione della misura, con l’obiettivo di concentrare le risorse disponibili sul sostegno alla spesa quotidiana delle famiglie.
Di conseguenza, resta esclusa - almeno allo stato attuale - la possibilità di utilizzare il contributo per l’acquisto di carburanti o per il pagamento di abbonamenti ai mezzi pubblici, opzioni che erano invece state previste nelle prime edizioni della social card.
Non mancano tuttavia le richieste di un ripristino di queste possibilità, soprattutto alla luce delle tensioni internazionali e del recente aumento dei prezzi energetici legato al conflitto in Medio Oriente. L’escalation militare nella regione, con i timori per possibili interruzioni nelle forniture di petrolio, ha già avuto effetti sui mercati e potrebbe tradursi in ulteriori rincari per benzina e diesel nei prossimi mesi.
Nonostante ciò, al momento appare poco probabile che il governo intervenga in questa direzione. Un elemento che lascia pensare a una conferma delle regole attuali è il fatto che, tra i ministeri chiamati ad approvare il decreto attuativo della misura, non figura il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che nelle edizioni precedenti aveva avuto un ruolo proprio nella definizione delle modalità di utilizzo legate ai carburanti e ai trasporti.
Restano quindi validi, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, i criteri di spesa già adottati: il contributo potrà essere utilizzato soltanto presso gli esercizi commerciali convenzionati per l’acquisto di prodotti alimentari di base, con la possibilità di ottenere ulteriori sconti nei punti vendita aderenti alle iniziative di contenimento dei prezzi promosse dal governo.
Quando arriva la Carta dedicata a te 2026
Per conoscere con precisione le tempistiche di pagamento della Carta dedicata a te 2026 bisognerà attendere la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale, con cui il governo definirà modalità operative e calendario della misura.
Una volta approvato il decreto, l’Inps ha generalmente circa 30 giorni di tempo per individuare i beneficiari e trasmettere ai Comuni gli elenchi attraverso la piattaforma dedicata. I Comuni provvedono poi alle verifiche anagrafiche e alla segnalazione di eventuali incompatibilità con altre prestazioni locali.
Terminata questa fase, viene avviata la comunicazione alle famiglie interessate, che potranno ritirare la carta prepagata presso gli uffici postali abilitati.
Considerando le tempistiche seguite negli anni precedenti e l’iter amministrativo necessario, anche nel 2026 l’erogazione del contributo dovrebbe arrivare tra la fine dell’estate e l’autunno, con le prime consegne attese indicativamente tra settembre e ottobre.
Successivamente verrà fissata la data entro cui effettuare il primo utilizzo della carta e quella entro cui spendere interamente le somme accreditate, termini che di solito vengono stabiliti direttamente dal decreto attuativo.
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