Un fornaio italiano di 57 anni ha deciso di vendere i suoi due panifici per trasferirsi in Norvegia. E non si è pentito della sua scelta
Quasi tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita di lasciare il lavoro e il luogo in cui siamo nati per fare un’esperienza all’estero. Trovare il coraggio di lasciare gli affetti, stravolgere completamente le proprie abitudini e magari imparare una nuova lingua, però, non è facile. Soprattutto se hai superato i 50 anni di età.
Ecco perché la storia di Fabio Anzanello, panificatore di Mestre di 57 anni, colpisce ancora di più. Pochi mesi fa l’artigiano ha deciso di vendere i suoi due panifici per trasferirsi a Trondheim, una delle città più grandi della Norvegia. E non si è pentito della sua scelta.
Le difficoltà in Italia
La famiglia Anzanello da 4 generazioni prepara il pane in Veneto, nella zona di Mestre. Purtroppo, però, le condizioni lavorative di Fabio si sono rivelate molto diverse da quelle del bisnonno, del nonno e del padre.
Il lavoro in Italia per chi ha un’attività artigianale propria sta diventando insostenibile e soltanto pochi fortunati riescono a tenere i conti in ordine. Non è questo il caso di Fabio che negli ultimi mesi in Italia ha dovuto affrontare la carenza di personale valido, turni sempre più lunghi e margini di guadagno sempre più risicati.
Una situazione difficile da sostenere e che ha convinto il panificatore a mettere in vendita i suoi due negozi per tentare la fortuna all’estero.
Addio Italia. Benvenuta Norvegia
La decisione di scegliere proprio la Norvegia è arrivata per caso. Durante un corso di aggiornamento Anzanello ha conosciuto un collega che si era trasferito nel Paese scandinavo e che gli ha detto che nella sua città stavano cercando panificatori con esperienza.
Forse un segno del destino per il 57enne, che ha deciso di cogliere l’occasione e di trasferirsi a Trondheim, la terza città più grande del Paese, per lavorare come dipendente in un’importante azienda locale.
L’impatto è stato positivo. Anzanello ha “scoperto” l’efficienza burocratica norvegese ed è soddisfatto dei suoi primi mesi di lavoro anche se ha dovuto “abbandonare” specialità come le rosette e le mantovanine per sostituirle con lievitati a base di cardamomo e cannella.
Una storia che dovrebbe far riflettere
I due negozi di Anzanello sono già stati venduti. Uno a un giovane ristoratore del Bangladesh che ha deciso di trasformarlo in un locale per pizza e kebab mentre il secondo a un costruttore edile interessato ad ampliare la struttura.
Oggi Fabio è un uomo felice, nonostante il piccolo rammarico di non essere riuscito a trovare qualcuno disposto a subentrare a lui e a rilevare l’attività.
Durante una recente intervista ha dichiarato di non essersi pentito della scelta, ha esaltato le bellezze di Trondheim, verdissima e vivace città universitaria, ha sottolineato come il costo della vita più alto sia ampiamente gestibile grazie a uno stipendio notevolmente più elevato e ha consigliato a un giovane preparato di seguire le sue orme vista la possibilità di ottenere ottimi risultati in brevissimo tempo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA