Come noto, l’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non prevedere un salario minimo stabilito per legge, anche se esistono i contratti collettivi che fissano la soglia di retribuzione al di sotto della quale, in uno specifico settore, non si può scendere.
Tra i Paesi che invece prevedono un salario minimo ce n’è uno che fa particolarmente notizia, dal momento che il nuovo importo sarebbe persino superiore allo stipendio medio italiano. Ci riferiamo al Lussemburgo, dove proprio in queste settimane si sta discutendo di un aumento del salario minimo portandolo a 2.900 euro al mese, pari a 34.800 euro annui (mentre la retribuzione media nel nostro Paese raggiunge appena i 30.000 euro).
Una soglia considerata sufficiente per vivere una vita dignitosa, indipendentemente dal lavoro svolto. Una realtà molto diversa dalla nostra, favorita anche dal fatto che oggi il Lussemburgo è uno dei Paesi più ricchi al mondo e rappresenta quindi una meta ambita per chi vuole costruirsi una carriera all’estero.
Il Lussemburgo ha un nuovo salario minimo: non si guadagna meno di 2.900 euro
Come anticipato, in Lussemburgo si va verso un nuovo aumento del salario minimo, che potrebbe portare la soglia retributiva a circa 2.900 euro lordi al mese, con la possibilità di arrivare anche oltre i 3.100 euro. La misura nasce dall’esigenza di adeguarsi a una direttiva europea sui salari adeguati, che invita gli Stati membri a garantire livelli retributivi in grado di assicurare condizioni di vita dignitose.
Il ministro del Lavoro, Marc Spautz, ha infatti deciso di seguire uno dei parametri indicati a livello europeo, ossia quello che prevede che il salario minimo corrisponda almeno al 60% del salario mediano lordo annuale del Paese. In Lussemburgo il salario mediano - ossia la soglia che divide esattamente la popolazione a metà - si attesta intorno ai 58.126 euro lordi l’anno: applicando questa percentuale si arriva a una soglia di circa 34.875 euro annui, equivalenti appunto a 2.906 euro lordi mensili. Secondo alcune stime, il minimo per i lavoratori qualificati potrebbe addirittura raggiungere 3.163 euro al mese.
La proposta è stata accolta con favore sia dalla Chambre des Salariés che dai principali sindacati del Paese, i quali da tempo chiedevano un rafforzamento del salario minimo. Secondo la presidente della Csl e della centrale sindacale Ogbl, Nora Back, un aumento di questa entità consentirebbe di avvicinare il salario minimo al livello di reddito considerato necessario per vivere dignitosamente in Lussemburgo, sulla base delle stime ufficiali sul costo della vita.
Anche il presidente del sindacato Lcgb, Patrick Dury, ha sottolineato come la revisione della soglia minima sia attesa da tempo e rappresenti un passo importante per garantire salari più equi e maggiore attrattività del mercato del lavoro. I sindacati evidenziano inoltre la necessità di continuare a monitorare e aggiornare periodicamente il salario minimo, così da mantenere nel tempo un adeguato potere d’acquisto.
L’aumento dovrà ora essere discusso con le parti sociali e successivamente tradotto in un progetto di legge. L’obiettivo del governo è quello di arrivare all’approvazione entro l’estate, in modo che la nuova soglia possa entrare in vigore il prima possibile.
Quanto si guadagna in Lussemburgo e dove si può trovare lavoro
Con un salario minimo portato a circa 2.900 euro, lavorare in Lussemburgo sarebbe ancora più conveniente: anche per i lavoratori meno qualificati verrebbe infatti garantita quella soglia di reddito minima necessaria per vivere.
Va però detto che si tratta soltanto della base di partenza, perché in Lussemburgo gli stipendi possono raggiungere cifre molto più elevate. Lo dimostrano i dati sugli stipendi medi: nel Paese si guadagnano circa 73.418 euro lordi l’anno, più del doppio rispetto all’Italia, dove la retribuzione media si ferma intorno ai 30.000 euro. Tradotto su base mensile, significa circa 6.100 euro al mese, a fronte di un salario minimo che già oggi è già superiore ai 2.700 euro per i lavoratori non qualificati e oltre i 3.000 euro per quelli qualificati.
A questo punto viene spontaneo chiedersi: ci sono opportunità per gli italiani? La risposta è sì. Il Lussemburgo è infatti uno dei Paesi con il tasso di disoccupazione più basso dell’Eurozona, attorno al 5,7%, e offre numerose possibilità di inserimento professionale. Sul portale europeo Eures risultano migliaia di offerte di lavoro rivolte sia a profili qualificati sia a lavoratori con competenze tecniche o manuali.
Tra le figure più ricercate ci sono meccanici, elettricisti, gommisti, idraulici e muratori, professioni per le quali non sempre è richiesta la laurea e in alcuni casi nemmeno una conoscenza avanzata della lingua francese, anche se rappresenta comunque un elemento preferenziale. Non mancano poi opportunità per profili più specializzati, come tecnici edili, ingegneri dei dati, tecnici di supporto e ingegneri paesaggisti.
Va comunque considerato che il costo della vita in Lussemburgo è più elevato rispetto all’Italia, con spese complessivamente superiori di circa il 40% e affitti che possono arrivare anche all’80% in più, soprattutto nelle zone centrali delle principali città. Nonostante ciò, il potere d’acquisto resta favorevole: gli stipendi medi consentono generalmente di coprire le spese mensili e di mantenere un margine per il risparmio, contribuendo a una qualità della vita più alta e a un miglior equilibrio tra lavoro e tempo libero.
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