Pagamento Assegno unico con arretrati, ecco gli importi aggiornati

Simone Micocci

11 Marzo 2026 - 10:47

Arrivano gli arretrati dell’Assegno unico universale per figli a carico. Ecco cosa sappiamo degli importi in pagamento alle famiglie.

Pagamento Assegno unico con arretrati, ecco gli importi aggiornati

Si avvicina il pagamento dell’Assegno unico per i figli a carico relativo alla rata di marzo, occasione in cui alle famiglie verranno riconosciuti anche gli arretrati riferiti a gennaio 2026.

A confermarlo è stato l’Inps nelle scorse settimane, quando ha spiegato che il ricalcolo degli importi - alla luce dell’aggiornamento annuale legato all’inflazione - è avvenuto a febbraio, mentre il riconoscimento della differenza tra quanto previsto dalla tabella del 2025 e quella del 2026 è stato rinviato a marzo.

Ma di quali importi si tratta? Va detto che gli arretrati rischiano di essere, in alcuni casi, quasi impercettibili, arrivando a una decina di euro soprattutto per i nuclei familiari più numerosi. Basta confrontare le tabelle con gli importi degli ultimi due anni, infatti, per rendersi conto che le cifre - frutto di una rivalutazione dell’1,4% - comportano aumenti davvero minimi.

D’altronde un primo riscontro c’è già stato a febbraio, quando l’Inps ha aggiornato per la prima volta i criteri di calcolo, con incrementi leggeri nella maggior parte dei casi (fermo restando che l’Istituto ha effettuato anche il ricalcolo sulla base dell’Isee).
Lo stesso importo verrà corrisposto a marzo, con l’aggiunta, appunto, degli arretrati.

Quanto spetta di arretrati a marzo?

Per capire quanto spetta di arretrati con la rata di marzo bisogna confrontare direttamente gli importi 2025 con quelli 2026.

L’adeguamento è stato molto contenuto, perché la rivalutazione è pari all’1,4%, e infatti nella maggior parte dei casi il conguaglio di gennaio vale pochi euro. L’importo base massimo per ciascun figlio passa da 201 euro a 203,81 euro: questo significa che l’arretrato di gennaio è pari a 2,81 euro per figlio. All’estremo opposto, l’importo minimo sale da 59 euro a 59,83 euro, quindi l’arretrato è di appena 0,83 euro per figlio.

Anche sulle maggiorazioni gli aumenti sono modesti. Per i figli successivi al secondo si passa da 97,70 euro a 99,06 euro, con un arretrato di 1,36 euro. La maggiorazione per madri under 21 sale da 23 a 23,32 euro, quindi il recupero di gennaio vale 0,32 euro. Quella per i genitori entrambi lavoratori passa da 34,40 a 34,88 euro, con 0,48 euro in più. Per i figli tra 18 e 21 anni, l’importo massimo passa da 97,70 a 99,06 euro, mentre il minimo sale da 30 a 30,42 euro: in questo caso l’arretrato oscilla quindi tra 0,42 e 1,36 euro.

Un leggero aumento riguarda anche le maggiorazioni per disabilità. Per i figli non autosufficienti si passa da 120,60 a 122,28 euro, quindi l’arretrato di gennaio è di 1,68 euro. In caso di disabilità grave l’incremento è da 109,10 a 110,63 euro, pari a 1,53 euro, mentre per la disabilità media si passa da 97,70 a 99,06 euro, con 1,36 euro in più.

Questo significa che a marzo una famiglia con un solo figlio e Isee nella fascia più bassa riceverà 2,81 euro di arretrati, mentre una famiglia con due figli prenderà 5,62 euro (al netto di eventuali maggiorazioni). Con tre figli, oltre all’aumento sull’importo base, si aggiunge anche la maggiorazione per il terzo figlio: in questo caso l’arretrato complessivo può arrivare a 9,79 euro. Le somme diventano un po’ più visibili solo quando si cumulano più maggiorazioni, ad esempio per nuclei numerosi, con figli piccoli, figli con disabilità o con entrambi i genitori lavoratori. Per questo motivo è corretto dire che gli arretrati di marzo ci sono, ma nella maggior parte dei casi saranno piuttosto bassi e spesso quasi impercettibili.

Quando viene pagato l’Assegno unico di marzo?

Concludiamo ricordando che il pagamento dell’Assegno unico di marzo è ormai sempre più vicino. Anche per questa mensilità, però, non esiste un’unica data valida per tutti i beneficiari, dal momento che l’Inps continua a indicare una finestra temporale entro cui vengono effettuati gli accrediti.

Per chi percepisce già regolarmente la prestazione, l’arrivo dei soldi è atteso nella seconda metà del mese, indicativamente tra il 19 e il 20 marzo. In queste giornate l’Istituto procede con la maggior parte dei pagamenti, compresi quelli che includono gli arretrati legati alla rivalutazione annuale degli importi.

Tempistiche diverse, invece, per chi ha presentato domanda di recente. In questi casi l’Inps può prendersi più tempo per completare le verifiche e autorizzare il primo pagamento. Chi ha inoltrato la richiesta a febbraio, ad esempio, potrebbe ricevere la prima rata soltanto nell’ultima settimana del mese, con accrediti che possono arrivare tra il 30 e il 31 marzo.

Per questo motivo è consigliabile controllare periodicamente il proprio fascicolo previdenziale sul sito dell’Inps, dove viene indicata la data esatta di pagamento una volta disposta la lavorazione.

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