Se curi il giardino del vicino puoi diventarne proprietario, ma soltanto in presenza di questi elementi.
In molti Paesi del mondo il diritto di proprietà, pur fortemente tutelato, viene compresso per necessità di realtà sociale e certezza giuridica, attraverso l’usucapione. Così, come ci ricorda in questi giorni la giustizia francese, anche il giardino del vicino può diventare tuo se te ne occupi personalmente. Di recente, infatti, è stata emessa la sentenza d’appello relativa all’usucapione di un giardino.
Quello che è stato riconosciuto dal tribunale francese come nuovo proprietario si è occupato del giardino del vicino per ben 30 anni, senza limitarsi alla manutenzione ma piantando orti, alberi e addirittura congiungendolo al proprio. Così ne è diventato proprietario senza pagare nulla, avendo agito come tale per diverso tempo. Al di là delle regole specifiche di ogni Stato, l’usucapione serve proprio a riconoscere nel diritto le situazioni di fatto, dando certezza ai rapporti giuridici per il beneficio della collettività.
Non è così strano, da questo punto di vista, che qualcuno diventi proprietario di un bene altrui soltanto perché si è comportato come tale, anche perché le normative nazionali prevedono limiti specifici a tutela dei proprietari. Anche la giurisprudenza italiana conta numerosi esempi di usucapione dei giardini, comuni soprattutto nell’ambito del vicinato, ma non manca nemmeno l’usucapione del giardino condominiale. Vediamo quindi le regole in Italia.
Diventi proprietario del giardino del vicino senza pagarlo
Con l’usucapione puoi diventare proprietario di un giardino senza pagare alcun corrispettivo, ma devi comportarti come tale per diverso tempo prima di rivendicare alcun diritto. Quando si tratta del vicino di casa è più facile farlo, ma è ancora più importante analizzare con cura la situazione, distinguendo tra gli aiuti reciproci di buon vicinato e gli atti tipici del proprietario. In particolare, i criteri da rispettare sono i seguenti:
- il proprietario del bene non vuole trasferirne la proprietà o il possesso;
- il possesso del bene viene acquisito in modo non violento né clandestino;
- il possessore si comporta a tutti gli effetti come proprietario;
- il possesso dura almeno 20 anni;
- il possesso non viene nascosto, tanto che il proprietario potrebbe saperlo e opporsi con una causa, ma non lo fa.
Nel caso del giardino del vicino, non basta aiutarlo a potare le siepi o tantomeno tagliare rami sporgenti. Servono atti che dovrebbero essere svolti dal proprietario, come l’installazione di un recinto o la rimozione, l’annessione al proprio giardino, la manutenzione straordinaria e così via. Per quanto riguarda la durata del possesso, è sufficiente provare quando è iniziato (quindi almeno 20 anni prima) e che perdura al presente, poiché si presume che sia stato interrotto (spetta al titolare, in caso di opposizione, provare che il possesso è stato interrotto).
Non deve inoltre esserci alcun accordo tra le parti, neanche la semplice tolleranza del proprietario, che farebbe venire meno i presupposti dell’usucapione. In altri termini, se ti prendi cura del giardino incolto del vicino per passione e l’altro lascia fare di buon grado non puoi avanzare pretese. Lo stesso giardino potrebbe però essere tuo, con conferma del tribunale, se l’hai recintato per estromettere il proprietario e quest’ultimo non si è opposto.
Anche con il giardino condominiale
Quanto detto sull’usucapione vale anche per il giardino condominiale, ma come ricordato in più occasioni dalla Corte di Cassazione servono elementi ancora più solidi. Le parti comuni del condominio sono per legge di tutti i condomini e fruibili da tutti, pertanto il possesso è valido se impedisce in modo rilevante l’uso altrui.
Per un giardino condominiale, quindi, la possibilità di usucapione dipende ancora di più dalle modifiche e dalle installazioni fatte. Cancelli, strutture per impedire il parcheggio, recinzioni e simili, per esempio, evidenziano in modo chiaro l’uso da proprietario e non da semplice condomino. In caso contrario, i condomini non potrebbero godere parimenti del bene temendo l’usucapione.
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